The Walking Dead 04X11: "Salvare il mondo"

The Walking Dead 04X11: “Claimed” (USA, 2014) 
con le mani in pasta di Scott Gimple e Robert Kirkman 
episodio diretto da Seith Mann
con Andrew Lincoln, Chandler Riggs, Danai Gurira, Steven Yeun, Michael Cudlitz

Questa quarta annata di The Walking Dead sta prendendo bene o male la stessa piega delle seconde metà di stagione viste nelle annate precedenti: è stata data una direzione che i personaggi stanno seguendo ma si sta temporeggiando, lavorando sui protagonisti, sull’approfondimento, per far sì di dare sostanza ai nuovi elementi e sviluppare i vari discorsi aperti. Col risultato che, molto probabilmente (anzi, via: sicuramente), arriveremo al dunque a fine stagione. Anzi, direttamente nella prossima. Rispetto alle due annate precedenti, però, la novità sta nel fatto che questo discorso non viene affrontato attraverso una situazione “statica”, ma portando in giro i personaggi e con un continuo spostare l’attenzione sui diversi gruppetti fra cui sono stati divisi. Un approccio interessante, a causa del quale ci ritroviamo ogni settimana a seguire discorsi separati e a cambiare protagonisti.

Andrà avanti così fino alla fine? Quando vedremo i vari gruppi ritrovarsi tutti assieme? Perderemo pezzi per strada? Vai a sapere. Questa settimana, comunque, l’alternanza è fra i nuovi arrivati e il trio chiave Rick/Carl/Michonne. Sul primo fronte, scopriamo qualcosina in più dei nuovi personaggi, viene introdotta la questione Eugene (che si unisce alla ricerca del rifugio sicuro come motore principale del viaggio) e Abraham inizia a scoprirsi. Chiaramente è difficile, per chi ha letto i fumetti, osservare questi personaggi senza il filtro di quanto noto, ma la figura di Abraham è comunque tratteggiata in maniera interessante, posta un po’ in bilico, con un palese tentativo di non far capire fino in fondo se sia o meno un personaggio positivo, proiettandogli sopra un’ombra da “sarà mica tipo il Governatore?” che crea un minimo di tensione, anche al di là del conflitto con Glenn.

Nel frattempo, dall’altra parte, vediamo Michonne che prosegue nel suo tentativo di “umanizzazione” attraverso una chiacchierata un po’ impacciata con Carl, affidatole da Rick. Son belle intuizioni, che sviluppano in maniera interessante il rapporto fra questi tre personaggi. E anche se poi l’interazione fra i due non funziona sempre benissimo, l’idea di una donna che fatica a ritrovare la capacità di confrontarsi con un ragazzino si adatta bene al personaggio. Poi, certo, che proprio lei, entrando in una casa qualsiasi, si ritrovi davanti quella situazione, beh, sembra veramente una coincidenza esagerata. Ma ne viene fuori una scena azzeccata, per cui alla fine va bene così, specie poi per il modo in cui viene alternata alla bella e tesa situazione di Rick chiuso in casa con gli invasori, che regala un pizzico di azione e tanta suspense a un episodio altrimenti molto “rilassato”. Fra l’altro, chi saranno, questi tizi? Li vedremo tornare? Servivano solo come scusa per far mettere in viaggio i nostri eroi? O magari sono la versione televisiva di sappiamo chi? Vedremo.

E nel prossimo episodio sembra proprio che vedremo presa di petto la questione “Ultimamente Beth ha parlato un po’ troppo, qua si mette male”.

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