The Counselor – Il procuratore

The Counselor (USA, 2013)
di Ridley Scott
con Michael Fassbender, Penélope Cruz, Cameron Diaz, Javeri Bardem, Brad Pitt

Quando per la prima volta viene messo in produzione un film scritto da uno come Cormac McCarthy, a dirigere la sua sceneggiatura si chiama un regista come Ridley Scott e davanti alla macchina da presa ci piazzano un attore come Michael Fassbender, è difficile non alzare il sopracciglio con interesse. Per carità, Ridley Scott non è esattamente infallibile e, anzi, diciamocelo, roba del livello dei suoi primi tre film non l’ha mai più diretta, però, oh, insomma, la somma di questi tre elementi, e di un’altra manciata d’attori tutt’alto che da scartare, promette quantomeno bene. Certo, dal promettere al mantenere ci passa una sceneggiatura che a tratti sembra scritta da un quindicenne in piena crisi ormonale. Viene da chiedersi se ci abbia messo le mani qualcun altro, oltre a McCarthy, perché il pensiero che un romanziere del suo livello possa aver partorito dialoghi del genere è ai limiti dell’agghiacciante. Oppure McCarthy aveva scritto The Counselor tanti anni fa, sulle pagine del suo diario scolastico, rinvenute per caso facendo le pulizie di primavera e vendute al primo produttore di passaggio. Quale sarà la verità? Chi lo sa? Chissenefrega?

Non che manchino elementi positivi, a cominciare da un Ridley Scott che mette il tutto in scena all’insegna del distacco, della freddezza, non facendo venire neanche per un istante il dubbio che voglia provare a far immedesimare lo spettatore nelle squallide vicende dei suoi protagonisti. O forse il fatto è che voleva lui per primo distaccarsi da ‘sta sceneggiatura. Fatto sta che The Counselor, pur nella sua assurdità, pur nell’assenza di particolari guizzi, è comunque il solito piacere per gli occhi firmato Scott. A questo si aggiunge la bravura di Fassbender, pur in un ruolo sostanzialmente vuoto. Il protagonista delle vicende è una nullità, un fesso convinto di essere il più furbo di tutti, che prova a fare il passo più lungo della gamba e combina un disastro. Michelino lo interpreta a meraviglia, come suo solito, mescolando spocchia, presunzione, timore, disperazione, panico e terrore. Nei suoi occhi e nel suo sorriso di cartone c’è l’anima di un film che in fondo racconta la solita parabola di americani qualunque che si infilano in storie più grosse di loro per dar retta all’ingordigia.

Ma la vera stella del film è Brad Bitt, nonostante appaia per una quindicina di minuti al massimo. Il suo personaggio è il solo per cui vien voglia di provare un briciolo d’affetto, se non altro perché è l’unico davvero onesto (si fa per dire) e coerente dall’inizio alla fine. Ma il punto è che le interazioni fra lui e Fassbender sono i momenti migliori del film, quelli in cui funziona meglio tutto il gioco di detto e non detto sulla base del quale dialogano costantemente i vari personaggi, oltre che quelli più divertenti e, allo stesso tempo, funzionali nell’accumulo di tensione. Al di là di quello, funzionano bene le parti in cui la pupù schizza sul ventilatore, anche se limitate dal fatto di vedere nei guai gente di cui non te ne frega nulla, e va maluccio Cameron Diaz. Il ruolo della bitch non lo interpreta neanche male e tutte le lamentele sull’accento poco riuscito che si leggono nella stampa americana parlano di qualcosa che da italiano posso cogliere solo fino a un certo punto, ma il problema è che McCormack l’ha proprio scritta male e il suo personaggio non decolla mai. Eppure, nonostante tutto, non mi sento di considerare The Counselor un disastro. Magari sono troppo buono, ma ci ho trovato qualche spunto azzeccato, qualche scena riuscita, comunque un paio di attori in forma, delle belle immagini da assaporare. Insomma, Carrie è peggio.

L’ho visto in lingua originale, al cinema, qua a Parigi, lo scorso novembre. La lingua originale ha il suo peso, perché quel paio di attori in forma lo sono anche in quello, però magari i dialoghi più stucchevoli migliorano con l’adattamento italiano. A giudicare dal trailer, direi di no. Ah, ne scrivo adesso perché in Italia esce questa settimana. Cose che capitano.

4 pensieri riguardo “The Counselor – Il procuratore”

  1. ma alla fine era Cameron Diaz la burattinaia di tutta la faccenda? solo per prendersi i soldi del marito e del procuratore? Michael Fassbender penoso, un piagnone

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