Cheap Thrills

Cheap Thrills (USA, 2013)
di E.L. Katz
con Pat Healy, Ethan Embry, Sara Paxton, David Koechner

Diverse fra le persone che leggono questo post, probabilmente, hanno familiarità col concetto di “Patto Soros”. Molte altre, altrettanto probabilmente, no. A loro beneficio, copio e incollo quel che Ualone aveva gentilmente scritto per me, qualche anno fa, al fine di spiegarne la natura. Volevo infatti usare la sua spiegazione per inaugurare una serie di post in cui avrei raccolto i Patti Soros che mi sembravano più divertenti, solo che poi la cosa è finita nel mucchio delle tante cose che avrei voluto fare sul mio blog e non ho mai fatto. Quindi, la parola a Ualone, che ci spiega i Patti Soros.

“Dunque, i Patti Soros.
Tutto nasce da questa domanda: ‘[dettagli censurati per proteggere il pubblico sensibile] per un milione di euro?’
Ce lo chiedevamo (la cifra era simile, in lire) io e i miei amici una dozzina d’anni fa. L’avranno fatto un po’ tutti, immagino, soprattutto quelli che hanno subito il fascino di
Proposta Indecente, il film in cui Robert Redford voleva farsi Demi Moore, la moglie di non-mi-ricordo-come-si-chiama, per un milione di dollari.
Una proposta affascinante, senz’altro. Ma pure indecente, appunto.
Un po’ come quella di
[dettagli censurati per proteggere il pubblico sensibile] per soldi.

La cosa ci piaceva per svariati motivi.
1) Era un meraviglioso motivo di chiacchiera.
2) Era affascinante scoprire i grippi della gente (cioè l’incapacità, da parte delle persone, di superare alcune barriere psicologiche, seppur in cambio di robe estremamente convenienti, tipo un milione di euro).
3) Era meraviglioso fantasticare sull’opportunità di avere un milione di euro.
4) Pucchiacche, chiaramente.

Da ‘[dettagli censurati per proteggere il pubblico sensibile] per un milione?’ si passò velocemente a qualsivoglia tipo di proposta, patto, affare, situazione.
Il bello dei Patti Soros (oggi è questo il nome più comune, inizialmente era più diffuso Proposte Soros) è che garantiscono ciò che i normali affari (dall’acquisto di un DVD alla formazione di una Società per Azioni) non possono né potranno mai assicurare: la perfetta riuscita dell’accordo.

Mi spiego meglio.
Se accettate la proposta di rinunciare al braccio sinistro in cambio di 60 milioni, nel momento stesso in cui accettate avete un braccio in meno e 60 milioni in banca.
Automatico. Niente dolore per la perdita del braccio (a meno che non sia diversamente specificato nel patto) e nessun casino per ritirare i soldi.
Niente a che vedere, per fare un esempio, con 60 milioni vinti al superenalotto. Se Soros dice 60 milioni, significa 60 milioni. Subito. Non in case, non in terreni, non in proprietà. Proprio 60 milioni di euro in banca. Fine.

Perché Soros?
Ahahahahahahah, George Soros è una persona che esiste davvero. Per conoscerlo avete internet. Comunque non importa, è semplicemente diventato il protagonista dei Patti Soros, nella nostra fantasia.
Il Soros dei Patti è una versione esagerata di quello vero (che comunque è una persona esagerata di suo, ricchissimo e bravissimo a fare fatti di alta finanza, al punto da guadagnarsi eterna ammirazione da parte di El Pibe de Oro, uno degli amici con cui ci si divertiva a formulare Proposte). Il Soros dei Patti è onnipotente.
La sua organizzazione, Soros Enterprise (o nomi simili, sceglie lui come presentarsi), è in grado di realizzare qualunque cosa. Può farvi volare, cambiare pelle, farvi entrare nel corpo di un’altra persona, eliminare un continente, togliervi naso e orecchie, riempirvi di soldi.”

E quindi abbiamo spiegato cosa sono i Patti Soros. Perché tutto questo? Perché Cheap Thrills è un gran bel film che racconta di una specie di Soros (quello dei Patti) wannabe, approcciando la questione da un punto di vista realistico, brutale, a modo suo intrecciato alla realtà dei nostri giorni, divertente, credibile. Sul serio: c’è un tizio pieno di soldi che ne offre parecchi per fare cose discutibili. A due pezzenti. O, se preferite, a due uomini in difficoltà. E le cose prendono molto in fretta una gran brutta piega. Se vi fidate di me, o del pubblico del Paris International Fantastic Film Festival, che ha fatto vincere il concorso a Cheap Thrills, smettete pure di leggere e segnatevelo fra i film da recuperare. Altrimenti proseguite.

George Soros alla prima di Cheap Thrills.
Cheap Thrills racconta veramente quel che ho provato a sintetizzare sopra. Un tizio squattrinato con moglie e prole va ad affogare i problemi in un pub, dove incontra un suo amico di vecchia data altrettanto squattrinato, ma dalle losche frequentazioni. I due, mentre sbevazzano, s’imbattono in un terzo tizio e nella sua gnocca moglie, della quale stanno festeggiando il compleanno. Una cosa tira l’altra, scatta l’amicizia alcolica, ci si ritrova tutti a casa della coppia, incidentalmente ricca sfondata, succedono varie cose più meno edificanti ed ecco poi scattare la proposta, dai simpatici sposini ai due sfigatelli: abbiamo un sacco di soldi che siamo disposti a darvi se fate quello che vi chiediamo di fare. E siccome ho già detto troppo – ma avevo avvisato, eh! – mi fermo qui. Come va avanti, scopritevelo da soli.

Il film, tolte un paio di comparse, ruota tutto attorno a questi quattro personaggi e all’interazione fra di loro. E lo fa con un ritmo, un gusto per la suspense, l’accumulo, le domande scomode e i colpi di scena a dir poco deliziosi, con tanto humour nero e un mix trovate a tratti prevedibili, a tratti molto meno. Il bello, poi, sta anche negli attori, tutti tremendamente in parte, nonostante interpretino personaggi che non ti verrebbe necessariamente da immaginare nelle loro corde. Sarà che Pat Healy e Sarah Paxton me li ricordo nell’ottimo The Innkeepers, ma vedere lei passare dalla ragazzina tutta indifesa che era lì alla dark lady sexy e un po’ flippata che interpreta qui m’ha un po’ spiazzato. Ma per quanto siano azzeccati lei e Ethan Hembry, il cuore del film sta nella rassegnata disperazione di Healy e nel sorprendente David Koechner. Il suo personaggio è cupo, sinistro, manipolatore, molto lontano dal fesso col cappello da cowboy di Anchorman ma perfetto.

Ed è soprattutto grazie alla bravura degli attori, oltre che alla semplicità della sceneggiatura, se il film funziona. Ci si trova ad affezionarsi e a seguire con trasporto la vicenda di questi due sfigatelli che in fondo, specie in questo periodo storico, se avessimo fatto quella scelta sbagliata lì o fossimo incappati in quella botta di sfiga là, potremmo tranquillamente essere noi. E proprio per questo, oltre che per il perfetto equilibrio di violenza e ironia, che la storia, pur surreale, regge fino alla fine e ti spinge per la maggior parte del tempo a chiederti cosa faresti in quella situazione, se in fondo, nonostante tutto, non ti spiacerebbe avere quell’opportunità. Il tutto, poi, è tenuto in piedi alla perfezione dal regista, altra sorpresa, perché non ti aspetti un tale equilibrio di forza e misura da un esordiente. Insomma, Cheap Thrills è un gioiellino ed è un horror (o un thriller o un quel che vi pare) di quelli veri, che ti lasciano addosso almeno un pizzico di disagio, non solo divertimento e sangue sbracato. Avercene.

L’ho visto al cinema, in lingua originale, al Paris International Fantastic Film Fest. L’uscita nelle sale americane è prevista per marzo e a maggio arriverà in Gran Bretagna. Al momento non ho altre notizie.

1 commento su “Cheap Thrills”

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