Operazione diabolica

Seconds (USA, 1966)
di John Frankenheimer
con Rock Hudson, John Randolph

Complice il fatto che il programma di novità Paris International Fantastic Film Fest proponeva diversa roba in lingue non intellegibili e pure qualche film già visto altrove, anche il secondo giorno mi sono ritrovato a guardare un classico del passato. Ma passato passato, eh, qua si ritorna addirittura al 1966, quasi vent’anni prima dell’uscita di Re-Animator, per un film “oscuro” di John Frankenheimer, registone di quelli grossi per davvero, le cui opere più famose oggi come oggi rimangono, forse, Il braccio violento della legge 2, Ronin, L’uomo di Alcatraz e Va e uccidi, quest’ultimo sottoposto una decina di anni fa al trattamento del remake nel The Manchurian Candidate con Denzel Washington). Oggi riverito e amato, il compianto Frankenheimer, all’epoca della presentazione a Cannes di Operazione diabolica, venne preso a pesci in faccia dalla critica, con conseguente scarsa distribuzione nelle sale e sostanziale fiasco. Il che, per un film con protagonista Rock Hudson all’apice della carriera, rappresentò un fallimento non male, con rimorsi e rimpianti del caso da parte del regista. Ovviamente, i critici che fischiarono a Cannes meritavano solo una gran bella raffica di schiaffi.

Guardare Operazione diabolica è più o meno come guardare un episodio di Ai confini della realtà con la particolarità di essere diretto da un regista della madonna a cui si è chiusa la vena sul collo e che ha deciso di sfogarsi in maniera totale, senza freni, puntando tutto sulla potenza visiva del film. Basta guardare la primissima scena, per rendersene conto: un tripudio di paranoia, ansia, tensione, diretto con tecniche sperimentali (ricordiamoci che stiamo parlando del 1966), piazzando in giro macchine da presa minuscole, fra chioschi, negozi, dentro una valigia, addosso a un personaggio. Non tutto il film procede su questi binari e ci sono momenti più “rilassati”, dettati dall’evolversi del racconto, ma fra gli aspetti più affascinanti di Operazione diabolica c’è proprio il modo in cui Frankenheimer si diverte a giocare con l’immagine, in maniera straniante, spiazzante, a tratti facendosi magari anche un po’ prendere la mano, ma dando al film una forza e una personalità pazzesche. In più, ci sono due attori in forma smagliante, l’attempato, modesto, dimesso, malinconico John Randolph e un Rock Hudson forse mai così potente, efficace, tanto nei momenti di sbroccata quanto nelle situazioni più tranquille e intense, oltre che efficacissimo nel modo in cui si trova, sostanzialmente, a interpretare due ruoli in uno.

E poi c’è la storia, basata sul romanzo Seconds di David Ely, che ha appunto quell’aria da Ai confini della realtà, da racconto fantastico bizzarro, affascinante, strettamente legato a un contesto sociale, completo di finale tutt’altro che accomodante. Se qualcuno mi legge senza aver mai visto il film, farebbe bene a fermarsi qui e a recuperarlo, perché presentarmi in sala alla cieca, senza saperne nulla, è stato proprio bello. D’altra parte, stiamo parlando di un film risalente a cinquant’anni fa, abbiate pazienza se, pur limitando al minimo gli spoiler, mi concedo di svelare lo spunto di partenza, che vede un uomo contattato da un amico creduto morto e portato, tramite una serie di “suggerimenti” sibillini, negli uffici di un’organizzazione in grado di, per l’appunto, simulare la morte delle persone e donare loro nuova vita. Ne nasce una storia che mescola un fortissimo senso di paranoia e delirio col dramma di persone per nulla a proprio agio con la propria vita, tanto “prima” quanto “dopo”, la tremenda forza dei rimpianti, degli errori commessi, delle proprie mancanze personali, e la brutalità di un finale che è davvero un pugno nello stomaco. Insomma, se non avete paura di guardarvi un film che, ovviamente, mostra i suoi anni in certi cliché, in un approccio alla scrittura e alla recitazione cui non siamo abituati, nel suo splendido bianco e nero, fatevi un favore e recuperatevi Operazione diabolica. Per eventuali lamentele, ci sono i commenti.

L’ho visto, come detto, al cinema, in lingua originale e in versione integrale, al Paris International Fantastic Film Festival. Il film è reperibile in DVD nell’edizione italiana di Golem Video, ma segnalo anche l’edizione in Blu-ray firmata Criterion, ovviamente di spessore ma, come al solito, disponibile solo in versione americana e con protezione regionale.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.