I disertori – A Field in England

A Field in England (GB, 2013)
di Ben Wheatley
con Michael Smiley, Julian Barratt, Reece Shearsmith

A Field in England è il nuovo film di Ben Wheatley, talentuoso regista inglese che si è fatto conoscere con la tripletta composta da Down Terrace, The Kill List, e Killer in viaggio, ha poi firmato un episodio dell’antologia horror The ABCs of Death e ha quindi deciso di spiazzare tutti con un quarto film completamente fuori di cozza: un’opera in costume e in bianco e nero, dal budget ridotto, dall’atmosfera teatrale e dalla narrazione totalmente surreale, ambientata ai tempi della guerra civile inglese. Se a questo aggiungiamo che io sono entrato in sala, durante il Fantasy Filmfest di Monaco, senza saperne assolutamente nulla, se non che appunto era il nuovo film di Ben Wheatley, diventa forse possibile immaginare che razza di effetto whaddafuck mi abbia fatto.

La storia racconta di quattro persone, un “royalist” e tre “roundhead”, che fuggono da un campo di battaglia particolarmente sanguinario e si ritrovano unite dal destino, a vagare per le campagne, molto poco interessate a portare avanti il proprio dovere. La cosa, però, prende una piega tutta strana quando si infila nella faccenda il presunto tesoro di un alchimista, per il quale due dei coinvolti hanno lavorato, e lo strano gruppo si mette alla ricerca del bottino. Seguono assunzioni di sostanze allucinogene e un tripudio di visioni mistiche, gente che muore male, svolte narrative insensate e virtuosismi registici.

E proprio il virtuosismo nella messa in scena, forse un po’ fine a se stesso, è la chiave del film, o comunque l’aspetto che più mi è rimasto addosso. Se si toglie quello, A Field in England racconta una storiella semplice e banalotta, seppur interessante e molto classica nel suo provare a parlar di temi universali e moderni tramite uno sguardo rivolto al passato, e anzi finisce per risultare un po’ “antipatico”, o quantomeno pretenzioso, per la maniera criptica, elitaria, con cui si propone. Cosa che per altro credo si rispecchi nella scelta di distribuire il film immediatamente tramite i tre canali, al cinema, in DVD e sulle piattaforme digitali: certamente si tratta di un’opera molto meno accessibile rispetto alle precedenti dello stesso regista. Quando funziona, però, nelle sue scene madri, A Field in England è ammaliante, quasi stordente, grazie certo anche alla bravura degli attori, impegnati in ruoli totalmente sopra le righe e che era facile sbagliare, immersi in una visione del tutto assurda e surreale. Lo consiglio? Boh?

E con A Field in England si conclude, finalmente, la mia rassegna sui film visti al Fantasy Filmfest 2013, il mio terzo e probabilmente ultimo, visto che ho abbandonato le nevose lande di Monaco della Baviera. Non è in realtà l’ultimo film che ho visto alla rassegna, dato che il gran finale è stato offerto da You’re Next, ma su quello ho espresso il dovuto entusiasmo ai tempo dell’uscita italiana. Se volete leggere quel che ho scritto delle tre edizioni del festival che ho seguito, volate a questo indirizzo. Ah, onestamente, dubito che A Field in England possa uscire in Italia, perché è davvero troppo di nicchia e troppo brit nell’anima. Il precedente di Wheatley, però, è il primo dei suoi ad essere arrivato dalle nostre parti, quindi vai a sapere.

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