The Walking Dead 04X08: "Indietro non si torna"

The Walking Dead 04X08: “Too Far Gone” (USA, 2013) 
con le mani in pasta di Scott Gimple e Robert Kirkman 
episodio diretto da Ernest R. Dickerson
con Andrew Lincoln, David Morrissey e un sacco di altra gente

E finalmente è arrivato l’episodio di The Walking Dead che più o meno tutti aspettavano da almeno un anno, con in testa gli appassionati del fumetto, al corrente di com’erano andate le cose “dall’altra parte”. Il Governatore si è presentato a ritirare il conto assieme al suo fido carro armato, gli escrementi hanno colpito la ventola ed è volato il sangue. E per mettere in scena un appuntamento fondamentale, ancora una volta, è stato chiamato a dirigere Ernest R. Dickerson, uno fra i registi più affidabili della serie, autore di alcuni fra gli episodi migliori di questi quattro anni. Sarà un caso ma ne è venuto fuori quello che, assieme al quinto, mi sento di considerare l’episodio migliore della stagione (e, sarà un caso pure questo, in entrambe le puntate. Hershel ha giocato un ruolo decisivo).

Abbiamo avuto un bel crescendo, un trattare in maniera tutto sommato convincente i vari sviluppi e ogni cosa che doveva accadere e, in generale, un buon lavoro di adattamento degli avvenimenti che “sapevamo” alle situazioni del telefilm. Insomma, che siano accadute questa e quell’altra cosa, magari a quel personaggio invece che a quell’altro, ha assolutamente senso per il modo in cui si è evoluta la serie TV fino a oggi. E, al di là di quello, l’episodio è stato appassionante e non si è tirato particolarmente indietro nel momento in cui c’era da far schizzare il sangue e da picchiar duro. Insomma, tutto sommato, sono soddisfatto, anche se dei limiti è difficile non notarli, partendo dal fatto che bene o male è accaduto tutto quel che era lecito attendersi, senza una virgola fuori posto, e giungendo alla considerazione che, di fatto, se questo episodio l’avessero piazzato più o meno uguale al termine della terza stagione, beh, non sarebbe cambiato poi molto.

Scappate! Arrivano gli spoiler! E si parla anche del fumetto!

La prima considerazione, per carità, è in larga parte figlia del fatto di aver letto il fumetto: anche se hanno cambiato le carte in tavola e rimescolato i personaggi, non ci voleva un genio a intuire che Hershel avrebbe fatto la fine di Tyreese. Mi hanno un po’ spiazzato mettendo nel trailer di questo episodio un tizio con la barba che correva per un fotogramma, ma la verità è che la decapitazione l’avevo più o meno profetizzata nel momento esatto in cui, tre settimane fa, l’ho visto uscire tutto gagliardo e ringalluzzito dal carcere assieme a Michonne. E dubito di essere stato l’unico. Del resto, far capitare quella cosa a Tyreese, oggi, non avrebbe avuto senso, mentre Hershel era chiaramente stato sviluppato a dovere per l’occasione. Ma non c’è solo questo aspetto, che di fondo è anche un po’ inevitabile nel guardare l’adattamento di un’opera che hai letto. È proprio che l’episodio, per quanto ben scritto e diretto, per quanto coinvolgente e sanguinario, ha un po’ il problema che tutta questa quarta stagione ha avuto, tanto nei momenti più alti, quanto in quelli più bassi: succede esattamente quel che deve succedere, non si esce quasi mai dai binari. Anche gli avvenimenti che coi fumetti non hanno nulla a che vedere ti telefonano con dieci minuti d’anticipo e, sebbene la cosa sia sicuramente almeno un po’ voluta, per accumulare tensione nell’attesa, forse l’equilibrio non è proprio dei migliori. Tant’è che l’unico momento realmente whaddafuck, l’entrata in scena delle bimbe pistolere, m’ha stupito, divertito e financo quasi scatenato un applauso.

L’altra considerazione è figlia invece di quel che ci hanno raccontato in questa stagione. Dire che non sia accaduto veramente nulla sarebbe esagerato, perché in fondo è stata data un po’ di sostanza a Tyreese (ma neanche poi molta) e ci sono state le operazioni simpatia per dare spazio a Carol, Hershel e Brian, preparandone le rispettive dipartite. Ma, onestamente, l’unico personaggio davvero cambiato e sul quale abbiamo imparato cose nuove, in questi episodi, è il primo del terzetto. L’episodio dedicato a Hershel a me è piaciuto molto e il personaggio lo apprezzavo ma, a conti fatti, in queste puntate, abbiamo davvero imparato qualcosa su di lui che già non sapevamo? E gli stessi due episodi sul Governatore sono serviti solo a sottolineare col pennarello rosso quel che di fondo era già stato ampiamente suggerito l’anno scorso. Insomma, fondamentalmente, cosa sarebbe cambiato, se il macello fosse avvenuto all’epoca del primo attacco? Meno carne [da macello], forse, ecco.

Al di là di queste considerazioni, però, l’episodio in sé, ripeto, l’ho trovato molto riuscito. Buono l’avvio, ottimo lo scambio iniziale in cui Rick si mostra sempre più codardo e ipocrita, nascondendosi dietro al “consiglio dei saggi” per non dover affrontare di petto la situazione, divertente il botta è risposta in stile “We have a Hulk” e apprezzabile anche il modo in cui si è riusciti a dare un minimo spazio a tutti i vari personaggi, necessario per fare il punto della situazione e toccare brevemente le diverse questioni in sospeso. Dopodiché sono partiti i venti minuti finali, si è scatenato il disastro e, lo ammetto, qui la carta del cambiare le cose rispetto ai fumetti, almeno per me, è tornata a funzionare: che un Daryl potesse essere realmente in pericolo non ci credeva nessuno e Tyreese ha avuto ancora troppo poco spazio perché se ne potessero liberare, ma più o meno tutti gli altri personaggi sono stati gestiti e messi a rischio nella maniera giusta e di qua e di là ho temuto – ad esempio – per una cannonata all’autobus con dentro Glenn o per una morte improvvisa delle figlie di Hershel.

 Che insomma, un po’ spiacerebbe.

Buona anche la risoluzione dei vari conflitti armati, una volta tanto scarsa sensazione di pezzenza nella messa in scena delle sparatorie e valido il tirare le fila di tutto quanto. La caduta del Governatore per mano di Michonne ha quel gusto della vendetta che in fondo neanche ti interessa più, perché ormai te ne sei fatta una ragione, e il colpo di grazia firmato Lily è amaramente a metà fra il gesto pietoso e, di nuovo, la vendetta per quanto accaduto. Rick che si fa massacrare di pugni (e testate!) e salvare da suo figlio Chuck Norris è l’emblema del personaggio debole che è diventato nel corso del tempo e il gran finale con la culla vuota e insanguinata, pure, lo demolisce definitivamente. Poi, certo, la cosa non ha la forza con cui lo stesso avvenimento è stato raccontato nei fumetti e, soprattutto, nonostante non ci abbiano mostrato nessuno dei personaggi principali intento a salvare la bimba, nulla esclude che sia arrivata in qualche modo nell’autobus. Ma insomma, vedremo come se la giocheranno nella seconda metà di stagione, così come si giocheranno questo nuovo cliffhanger all’insegna della gente sparsa in giro e se e come verranno introdotti altri elementi, dal già annunciato Abraham a, magari, la psycho-bimba pistolera come surrogato di una faccenda simile che proprio in questo periodo emergeva nei fumetti.

Solo che adesso tocca aspettare febbraio.

6 pensieri riguardo “The Walking Dead 04X08: "Indietro non si torna"”

  1. Forse questo è stato il primo midseason finale che non mi ha strappato lacrime né mi ha messo addosso la frenesia per la ripresa della stagione.
    Tutto troppo prevedibile e inutile, troppi momenti da crassa risata, troppe cose trattate con superficialità. Peccato.
    Speriamo in una seconda parte migliore, magari col ritorno di Carol.

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  2. A me la puntata è piaciuta molto, parlo da uno che legge il fumetto in contemporanea con le release USA e quindi mi aspettavo questi avvenimenti, ma come li hanno messi in scena è stato bellissimo, Adesso nel proseguo penso seguiranno ancora il fumetto con Rick e Carl separati dal gruppo che trovano un nuovo villaggio si sopravvissuti, dove probabilmente alla fine si rincontreranno tutti, Carol compresa.
    http://imageshack.com/i/mycnp2j

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  3. Eccoci:D , a me è piaciuto moltissimo, e in fondo siamo in tanti credo ad aver pensato “sticazzi, finire così la terza stagione no ?” , ma comunque, tutto molto bello, vedere un episodio così vicino al fumetto mi ha fatto piacere, e ho pure quasi vinto al totomorte:P
    Alle due sorelline improvvisamente headshottare ho applaudito sul serio, ormai è quasi palese che siano la controparte femminile di quella cosa là del fumetto:D
    Di nuovo, gente che in mezzo al caos centra la fronte degli zombie, contro esseri umani si ritrova con la mira di un ubriaco. Vero è che così però lo scontro sarebbe finito in due secondi. Però che palle, poteva anche esserci un bodycount maggiore:D
    Lily e Tara, c'era proprio il bisogno di farle sopravvivere ? Perchè si sa che tornano..probabilmente poi per morire malissimo.

    Questa stagione mi sta piacendo molto finora, poi in giro c'è il trailer con qualche immaginetta dell'episodio di febbraio, che è stato scritto da Kirkman che ha già annunciato che sarà l'episodio più simile al fumetto realizzato finora per the walking dead. Basta vedere il teaser e chi conosce il post prigione fumettistico capirà subito.

    Voglia fortissima di vedere Abraham in azione, il mio pronostico è che tutta la seconda metà stagione sarà, a parte ritrovarsi, basata sull'arco degli hunters.

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