The Walking Dead 04X06: "L’esca"

The Walking Dead 04X06: “Live Bait” (USA, 2013)

con le mani in pasta di Scott Gimple e Robert Kirkman 
episodio diretto da Michael Uppendahl

con David Morrissey

Ecco, questo è proprio il tipo d’episodio di The Walking Dead che quando mi (ri)guardo la stagione in botta, tutta d’un fiato nel giro di pochi giorni, mi piace, perché va a divagare mostrando un retroscena e raccontando un pezzo di storia del tutto scollegato dagli eventi principali. Non diventa per questo uno splendido episodio, eh, però assume un senso molto diverso da quello che ha se te lo guardi nel bel mezzo di un vuoto da quattordici giorni. E invece, così, messo qui, dopo la puntata della scorsa settimana e in attesa di capire cosa accadrà la prossima, mi lascia addosso un enorme senso di whatever e di “Sì, OK, abbiamo capito, andiamo avanti”. Ma questo potremmo considerarlo un problema secondario.

Però c’è anche il fatto che si forza probabilmente in troppo poco tempo un’evoluzione del personaggio che meriterebbe magari più spazio. OK, il racconto ci dice che gli eventi della puntata si verificano nell’arco di mesi, ma rimane il fatto che, dopo aver impiegato un’intera stagione a prendere un personaggio già bastardo e dai metodi brutali in partenza e trasformarlo in un completo psicopatico che perde la brocca e ammazza tutti quanti, ci infilano in gola a forza un suo percorso di redenzione e rimessa in sesto nel giro di un’oretta scarsa, pubblicità compresa, giustificando il tutto col solo fatto che gli manca sua figlia. Mi pare francamente un po’ esagerato. Ma, volendo, potremmo considerare questa cosa un problema tollerabile, in una serie in cui comunque si racconta di gente che, avendo per l’appunto perso la brocca, ha comportamenti imprevedibili.

Solo che poi c’è l’episodio in tutto il suo splendore, un tripudio di luoghi comuni e stanco trascinarsi fra questa e quella cosa che s’intuiscono tutte dieci minuti prima. Non dico manchino i momenti almeno un po’ azzeccati, tipo la partitella a scacchi o gli zombi della settimana, ma ci sono anche dei tuffi nel pacchiano dalla potenza rara (a cominciare da tutta la parte iniziale… e comincio a non tollerare davvero più il modo in cui vengono usate le canzoni per accompagnare i momenti drammatici) e nel complesso mi è sembrato un episodio davvero debole, anche se apprezzo sempre la voglia di uscire improvvisamente dai binari e spiazzare un po’ passando a parlar d’altro sul più bello. Di buono, comunque, c’è David Morrissey, che alla fine fa sempre il suo, e c’è il tirare di gomito ai fan, fra l’omaggio al Governatore capellone e a Brian, l’introduzione dei personaggi di Lilly e Megan e in generale la sensazione – legata anche al trailer del prossimo episodio – che si stia in qualche modo iniziando a preparare il disastro vero che i lettori dei fumetti conoscono bene. Vediamo un po’.

No, sul serio, non le tollero, le canzoni.

9 pensieri riguardo “The Walking Dead 04X06: "L’esca"”

  1. A me invece l'episodio ha convinto parecchio, e l'ho addirittura trovato il migliore della stagione (fino ad ora, quantomeno). Sarà che tutta la faccenda dell'epidemia non si stava aprendo nel modo in cui avrei sperato, non lo so, ma il cambio di ritmo e di prospettiva mi hanno riacceso la fiamma per la serie. Poi magari certe scelte di partenza saranno pure un poco scontate, ma son comunque curioso di vedere dove andrà a parare questo mini arco narrativo dedicato al governatore (ha avuto davvero una redenzione momentanea ma tornerà bastardo in seguito a qualche delusione? Sta bluffando?). Preciso che non conosco le vicende del fumetto, e non so se questa cosa influisce sul mio modo di percepire la storia.

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  2. Mah, in realtà, la conoscenza del fumetto riguarda gli aspetti che più mi hanno convinto. Comunque tu stai ponendo la questione su un piano diverso: parli del cambio di ritmo e di prospettiva, del fatto che l'arco narrativo ha del potenziale, e io su questo cose sono d'accordo. Il punto è che ho trovato l'episodio scritto in maniera scontata, frettolosa e prevedibile. Le intenzioni ci sono, è la realizzazione che non m'ha convinto. 🙂

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  3. L'ho trovato un po' prevedibile nella costruzione, è vero, ma non frettoloso né del tutto scontato: partendo dal presupposto che il governatore è un tipo ambiguo e ben capace di mentire, diverse cose finivo col leggerle alla luce del doppio senso. Poi diversi momenti mi sono parsi comunque potenti nella messa in scenna, per quanto telefonati.

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  4. Mh, forse non ci intendiamo: trovo scontata la sequenza di eventi, proprio da manualino. Poi può essere resa più interessante dall'ambiguità del personaggio, certamente, ma quel che gli succede è veramente l'abc. Che poi il cliché non lo vedo necessariamente come un dramma, figurati, però qui l'ho trovato usato in maniera non sempre efficace, diciamo.

    Per il resto, anche io ci ho visto alcune belle scene, ma complessivamente ho trovato la messa in scena più pacchiana che potente (soprattutto nella parte iniziale), ma, ehi, opinioni. 🙂

    Dopodiché, non vorrei, a furia di controbattere, stare dandoti l'impressione che l'episodio mi abbia fatto schifo, perché non è così. Solo, non so, l'ho trovato poco riuscito in diversi aspetti importanti, anche se nel complesso ne apprezzo idee e intenzioni.

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  5. No, la tua posizione è chiara: diciamo che durante la visione, evidentemente, certe pecche dell'episodio a me son pesate meno che a te, e di contro le parti riuscite mi son parse proprio buone. Soprattutto, non ho mai percepito quel senso di pacchiano che hai sottolineato. Insomma, come dici tu siamo nel campo del soggettivo e delle opinioni 🙂

    Tra l'altro, come ho già scritto sopra e fatta eccezione per questo episodio, la quarta stagione di TWD non riesce a tirarmi dentro del tutto. Chissà, forse finora mi è pesata in qualche modo l'assenza di un antagonista o di un catalizzatore di tensione (gli zombi ormai stanno sullo sfondo, e l'epidemia l'ho percepita più che altro come una grana di contesto), ma c'è senz'altro qualcos'altro che mi sfugge.

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  6. Secondo me non ti sfugge niente: io fino adesso l'ho trovata molto buona come realizzazione e qualità complessiva, ma priva di reale “forza” e di “colpi” davvero incisivi, appunto poco coinvolgente, a parte il quinto episodio, che per la prima volta mi ha davvero convinto. Poi chiaro che è anche un fatto di sensibilità personale, ma… non sei solo. 🙂

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