The Walking Dead 04X05: "L’inferno"

The Walking Dead 04X05: “Internment” (USA, 2013)

con le mani in pasta di Scott Gimple e Robert Kirkman 
episodio diretto da David Boyd

con Andrew Lincoln, Scott Wilson, Chandler Riggs, Steven Yeun, Lauren Cohan

Ci sono serie che vanno avanti seguendo lo schema del caso della settimana, il mostro della settimana, il cattivo della settimana, il freak della settimana. The Walking Dead, in parte, fa questa cosa con lo zombi tutto strano e fantasioso della settimana, ma in realtà, con questa stagione, si è chiaramente configurata una struttura che prevede ogni volta la tematica della settimana. O il metaforone della settimana, se vogliamo. E se scrivo un’altra volta “della settimana”, sparatemi nelle cervella. Questa settimana (quasi!) ci si è concentrati con forza sul personaggio di Hershel e sul raccontare il suo viaggio personale, il suo tentativo disperato di salvare i malati della prigione, mettendoli al riparo non solo dalle conseguenze del morbo, ma anche dallo sconforto umano che inevitabilmente serpeggia in una situazione del genere.

Anche Hersel, come tutti i suoi compagni di stagione, sta provando a mediare fra la sua nuova vita e la voglia di rimanere ancorato alla persona che era prima che scoppiasse il finimondo. Per riuscirci, è per lui fondamentale continuare a conservare una qualche forma di fede e, allo stesso tempo, mantenere salda la convinzione che ci sia un limite a quanto si guarda in faccia la realtà. Non è probabilmente casuale che questo episodio arrivi dopo quello in cui si è “gestita” la faccenda Carol. Hershel è un personaggio in totale contrapposizione con il suo: là dove lei ha preso decisioni “crudeli” ma che riteneva necessarie, lui si lascia andare all’umanità, permette a un padre di rimanere nella cella col figlio moribondo, perde tempo per non “finire” i cadaveri di fronte agli altri, rischia la vita del gruppo per salvare il singolo. E forse, anzi, sicuramente, proprio a causa di queste scelte, muore qualcuno in più del dovuto. Però, alla fine, in qualche modo, la situazione viene riportata sui giusti binari. Di contro, la scelta di Carol non è servita a nulla, per quanto da un punto di vista “pratico” potesse avere perfettamente senso. Chi ha ragione? Il problema, alla fin fine, è che in una situazione del genere non esiste “avere ragione”. Esiste solo fare del proprio meglio.

Ha ragione, Rick, ad aver fatto quel che ha fatto? Sembra chiederselo lui in quell’avvio teso con lo sguardo perso nel vuoto, se lo chiede Maggie quando si sente raccontare cos’è successo, sarà interessante vedere cosa ne penserà Daryl la prossima settimana. Ma il bello sta proprio nel fatto che, nonostante ovviamente i personaggi dicano la loro, la posizione degli autori appare sfumata, per quanto il diverso esito delle varie “azioni” faccia pensare che di fondo si stia dalla parte di Hershel. In tutto questo, poi, l’episodio prosegue anche nel portare avanti il solito discorso sull’impossibilità di nascondersi dietro a un dito e tenere a tutti i costi lontani dal pericolo – e in generale da questa nuova vita – i propri cari. Lo si vede nel montaggio alternato con cui un Carl (finalmente!) maturato e ragionevole si ritrova ad aiutare il padre nell’emergenza e una Maggie disperata sceglie di sfondare le barriere e introdursi nel lazzaretto per salvare i suoi. Tutto davvero molto bello, in un episodio che personalmente ritengo fra i migliori visti fino a oggi in questa serie, oltre che il primo di questa stagione ad avermi davvero appassionato dall’inizio alla fine, scatenandomi il tanto atteso “wow”. Ben preparato in quel che s’è visto nelle scorse settimane, “bravo” nel farmi credere che forse sarebbe successa quella cosa, davvero ben messo in scena da un regista che, del resto, aveva già dato ottime prove nella seconda e nella terza stagione (e con esperienze in saccoccia su serie come Firefly, Friday Night Lights e Deadwood, cosa gli vuoi dire?). E poi c’è il finale.

Facciamo così, copincollo quel che ho scritto in chat altrove:
Hhahahaha la cosa fantastica è stata la progressione:
– Hershel piange, fine puntata;
– “ah, no, va avanti. Ok, allora succede qualcosa di grosso”;
– hershel e michonne salgono in macchina, lei sorride;
– “ok, finisce che dal nulla sparano in testa a Hershel, è il governatore, rapisce Michonne e alla prossima [censura] in [censura]”;
– partono;
– attacca la musica del governatore;
– “ROTFL”;
– lo inquadrano.”

Can’t wait.

2 pensieri riguardo “The Walking Dead 04X05: "L’inferno"”

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