Agents of S.H.I.E.L.D. 01X06: "FZZT"

Agents of S.H.I.E.L.D. 01X06: “FZZT” (USA, 2013)
creato da Joss Whedon, Jed Whedon, Maurissa Tancharoen
episodio diretto da Vincent Misiano
con Clark Gregg, Brett Dalton, Chloe Bennet, Iain De Caestecker, Elizabeth Henstridge

Dopo aver guardato il trailer di questo episodio, un paio di settimane fa, molti fan di vecchia data delle serie firmate Joss Whedon hanno iniziato ad aspettarsi che fosse in arrivo una Doyle, e così non è stato. Ciononostante, questo FZZT è proprio un bell’episodio, ben scritto e messo in scena, che, come già il precedente, prova a spostare il tono della serie verso una zona un pochino più cupa e dà l’impressione che gli sceneggiatori si sentano un po’ meno obbligati a infilare per forza battute e battutacce ogni due secondi. La svolta di metà puntata, di nuovo, ci mostra un Coulson infilato in una situazione in cui non può fare nient’altro che assistere a una morte, seppur per motivi completamente diversi da quelli di due settimane fa, e la cosa viene raccontata in maniera molto efficace. Dopodiché arriva tutto il quid dell’episodio, incentrato sul provare a dare finalmente un minimo di profondità a Fitz e Simmons, fino a oggi non solo macchiette totali, ma anche duplicati l’uno dell’altra.

La cosa funziona abbastanza bene, finalmente i due vengono definiti un po’ meglio (anche se siamo davvero al punto di partenza e nulla più), e nel complesso la vicenda fa il possibile per coinvolgere nella maniera giusta, anche se chiaramente paga il limite del nulla sotto vuoto spinto da cui prende il via il tutto. Da un lato c’è il fatto che la faccenda m’è risultata coinvolgente e perfino quasi emozionante, nonostante fino all’altro ieri dei due personaggi non me ne fregasse nulla. E questo è merito dell’episodio in sé. Dall’altro c’è appunto il fatto che la cosa non può che funzionare solo fino a un certo punto, perché fino all’altro ieri dei due personaggi non me ne fregava nulla. E questo è un demerito della serie fino a qui. Ma insomma, è un buon tentativo, fa il suo dovere e si conclude strappando pure un sorriso con l’azione di paracadutismo.

Di contro, onestamente, comincio ad averne un po’ le palle piene del mistero di Coulson tirato avanti un millimetro alla volta e allo stesso tempo comincia anche a stancarmi un po’ il fatto che si debba sempre andare a rifarsi agli avvenimenti dei film. Certo, l’universo in cui tutto si svolge è quello, però è un po’ limitante, questo dover ricondurre la maggior parte di quel che capita The Avengers e Iron Man 3. Da un certo punto di vista, tanto quanto alcuni film della Fase 1 cinematografica sembravano quasi solo esistere in funzione del preparare The Avengers, questo telefilm, fino a oggi, a tratti sembra non avere il coraggio di trovare una sua identità e limitarsi ad esistere solo in funzione del raccontare conseguenze di The Avengers. Capisco ci sia anche l’esigenza di far funzionare tutto quanto assieme, però rimane il fatto che un po’ va bene, anzi, è proprio bello, ma alla lunga stanca. Nonostante questo, continuo a vedere una crescita e mi fa anche piacere che, seppur in maniera appena sfiorata, si sia tornati a toccare il tema dei semplici esseri umani alle prese con questo mondo improvvisamente diventato tutto matto. Vediamo.

E nel prossimo episodio pare si voglia dare spazio all’altra metà del duo di scienziati picchiatelli. Su, su, ché la strada è quella giusta. Percorriamola, forza.

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