Agents of S.H.I.E.L.D. 01X02: "0-8-4"


Agents of S.H.I.E.L.D. 01X02: “0-8-4” (USA, 2013)
creato da Joss Whedon, Jed Whedon, Maurissa Tancharoen
episodio diretto da David Straiton
con Clark Gregg, Brett Dalton, Chloe Bennet, Iain De Caestecker, Elizabeth Henstridge

Leggiucchiando in giro, noto che chi ha apprezzato molto il primo episodio di Agents of S.H.I.E.L.D. ha apprezzato meno il secondo e viceversa. Il bello è che i primi vedono nella seconda puntata i problemi che i secondi vedevano nella prima. Tutto regolare, insomma, il mondo è bello perché è vario. E io da che parte sto? Dalla parte di chi tutto sommato ha preferito il secondo episodio, pur trovandoci ancora i difetti del primo, ma vedendo un minimo di evoluzione su alcuni aspetti e continuando a credere nel potenziale. Anche se ho sempre più il timore che questa sia la classica serie che per ingranare avrà bisogno di tempo e ovviamente non è scontato che ci riesca, ad ingranare. Ma d’altra parte mi piace sempre guardare il bicchiere mezzo pieno e pensare che il primo anno di Buffy, per quanto mi riguarda, era molto debole (quantomeno rispetto a ciò che è venuto dopo) e Justified è partito come una roba piena di problemi per poi diventare quel che è diventato. Comunque, sto divagando.

Cosa ci ho trovato, di buono, in questo episodio? Per esempio il fatto che m’è parso si facesse un po’ meno a gara forzata e insistita fra i personaggi a chi aveva la battuta più pronta dell’altro, ma soprattutto che gli autori, a livello di sceneggiatura, abbiano voluto mostrare una certa dose di autoconsapevolezza e prendere di petto le assurdità della loro creatura. Son cose da poco, ma è stato divertente ascoltare alcuni personaggi che ironizzavano sulla natura della serie, sulle scelte di casting, sul fatto stesso della gara a chi la spara più grossa. May, evidentemente, sta lì anche per quello, per rappresentare il punto di vista di chi si trova un po’ spiazzato di fronte a quel tono esageratamente sopra le righe, e in questo ci vedo del potenziale intrigante. Al di là del fatto che sarà evidentemente il solito personaggio femminile forte per il quale vogliamo tutti bene a Joss Whedon e che praticamente nessuno riesce a trattare (e soprattutto vuole trattare) come lo fa lui.

 A cominciare dalle pizze in faccia.

Al di là di questo, l’episodio continua a puntare tantissimo sul fatto di essere una serie immersa brutalmente nell’universo cinematografico Marvel, con tutti i suoi bei legami di continuity. Anche in questa seconda puntata c’è una storia che può funzionare per i fatti suoi, ma allo stesso tempo continua a far pratica di name dropping, a gettar lì riferimenti infiniti e a incentrare alcuni aspetti del racconto su cose che chi non ha troppo in memoria la cronologia di quanto raccontato al cinema fino a oggi rischia di far fatica a cogliere. Ma del resto, sembra proprio essere questa la natura scelta per Agents of S.H.I.E.L.D. e, alla fin fine, dopo un po’ diventerà anche inutile preoccuparsene troppo: tanto quanto il tono buffoncello, rimarrà fino in fondo uno dei suoi limiti e uno dei suoi pregi.

Nello specifico, poi, l’episodio prova a fare forse più di quel che può permettersi, buttandola sull’avventurona in giro per il mondo che da un lato ha un suo bel fascino caciarone molto eighties, ma dall’altro paga tantissimo i limiti di budget ogni volta che si va in esterni, mettendo in scena un’estetica cheap che fa un po’ cadere le braccia. Ma insomma, temo che anche questa sia una cosa con cui bisognerà inevitabilmente fare i conti e di cui dovremo farci una ragione. A livello di sceneggiatura, ecco, se da un lato ci ho trovato qualche gag che mi ha davvero fatto sorridere (nel primo episodio era tutto un “ah, qui stai cercando di farmi ridere”), dall’altro c’è un antagonista banalotto e in generale lo sviluppo degli eventi è stra-prevedibile.

In compenso, va detto, il banalotto antagonista offre un’opportunità per aprire una piccola finestra sul passato di Coulson, iniziando quel lavoro di approfondimento dei personaggi che è marchio di fabbrica dei telefilm whedoniani e di cui il cast, al momento, ha un bisogno devastante. In questo senso, poi, si continuano a buttare lì accenni un po’ stralunati alla natura della “resurrezione”, che evidentemente sarà un po’ il mistero principale dell’annata (solo io ho l’impressione che Coulson sia a tratti ancora più caricaturale del solito e che magari in questo possano esserci degli indizi?), e c’è una sequenza finale che, oltre ad essere uno spacco per motivi che non spiego, ha il pregio di sottolineare che, anche se dicono un sacco di fesserie, i capetti dello S.H.I.E.L.D. non sono fessi proprio per niente e conoscono perfettamente i rischi che corrono. Cosa importante se non altro perché getta una luce almeno un po’ diversa sulla “clamorosa rivelazione ma chi l’avrebbe mai detto guarda” legata a Skye di pochi secondi prima.

Insomma, complessivamente, è un po’ il secondo episodio che mi aspettavo. Non vedo rivoluzioni all’orizzonte e penso che Agents of S.H.I.E.L.D. rimarrà per un po’ una serie gradevole, con molti limiti, piacevolissima per un fanatico di continuity come me, dal potenziale evidente, ma che deve fare molto per esplodere sul serio. Se poi sarà in grado di farlo, beh, lo scopriremo.

Dopodiché, ieri sera sono andato a vedere Gravity e non ce la posso fare. Per me, film dell’anno.

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