uwantme2killhim?

uwantme2killhim? (GB, 2013)
di Andrew Douglas
con Jamie Blackley, Tony Regbo

C’è questa cosa bizzarra che ho notato andando al cinema qui a Monaco di Baviera: quando il film si apre con una qualsiasi variante della scritta “ispirato una storia vera”, la platea scoppia a ridere. Non importa se si tratta di un film drammatico, di una roba hollywoodiana dichiaratamente super romanzata, di un racconto rigoroso o di una storia di fantasmi, le risate arrivano sempre, puntuali come poche altre cose nella vita. E, insomma, capisco il sentimento alla base di questa reazione, però è comunque abbastanza bizzarro. Sarebbe interessante capire se si tratti di un fenomeno strettamente limitato alla sola Monaco, se non addirittura alle sole sale cinematografiche di Monaco che frequento io, ma in effetti ce ne possiamo anche fregare. Comunque, sì, anche in questo caso, anche alla proiezione di uwantme2killhim?, è scattata la risata. Poi, figurati, col pubblico del Fantasy Filmfest, sempre pronto a divertirsi, berciare ed applaudire, poteva non scattare? Ma sto divagando un po’ troppo anche per i miei standard, mi sa.

Il problema è che nel parlare di uwantme2killhim? è decisamente meglio divagare, perché raccontare il film non ha molto senso. Se conosci già il fatto di cronaca a cui si ispira, non ti interessa certo rileggerne attraverso le mie parole. Se non lo conosci, beh, a questo punto perché rovinarti il gusto di scoprirlo guardando il film, che per altro gioca anche abbastanza sul fatto di ruotare attorno a un paio di colpi di scena ben piazzati? Anche se, va detto, i colpi di scena sono abbastanza prevedibili e lo sono per quell’assurda abitudine che hanno i fatti di cronaca reali: sono talmente scemi da risultare poco credibili. Insomma, premesso che sto cercando in tutti i modi di non svelare nulla, uwantme2killhim? ha un po’ il problema che gli eventi raccontati sono talmente scemi che i colpi di scena si intuiscono almeno mezz’ora prima. E lo dico da persona che del fatto di cronaca non sapeva una beneamata fava. Ma in fondo non è neanche troppo un problema, perché uwantme2killhim? è uno di quei film in cui se anche “capisci” subito, ti diverti comunque a vedere come il regista e gli sceneggiatori tengono in piedi il castello di carte e rimani curioso di scoprire in che modo alla fine si risolveranno le cose. Quindi, insomma, va bene.

Lo spunto di partenza vale comunque la pena di svelarlo, anche perché alla fine può rendere il tutto interessante alla maggior parte delle persone che mi leggono: si parla di giuovincelli brit pop alle prese con il mal di vivere adolescenziale e le difficoltà nel rapportarsi col prossimo. I due protagonisti – le versioni da discount di Robert Sheehan e Cillian Murphy – fanno più o meno amicizia e il più fico dei due si scopre malato di chat e instant messenger assortiti. Proprio tramite l’internet, fa conoscenza con una bella gnocca dalla vita disastrata, che gli chiede di… OK, basta, non svelo altro, parliamo piuttosto del titolo: quanto è ridicolo, uwantme2killhim?, in una scala da 1 a 10? Direi abbastanza. Sembra uno di quei titoli vergognosi che ogni tanto si inventa la distribuzione italiana nel tentativo di rendere ganzo e gggiovane un film, ha proprio quell’aria da babbo di cinquant’anni che prova disperatamente a mettersi sul livello del figlio adolescente e lo fa vergognare. È dolcissimo.

Ma non divaghiamo: vale la pena di recuperarsi questo uwantme2killhim?, che fra sta per arrivare direttamente su DVD in patria e probabilmente in Italia non vedremo (anzi, vedrete) neanche col binocolo? Sì e no. Sì, perché è comunque una produzione di buon livello (Bryan Singer ha messo il nome sul poster), con due attori che non fanno miracoli ma si comportano in maniera dignitosa e alla fine racconta una storia gradevole senza sfociare particolarmente nel “OH MIO DIO CHE SCHIFO INTERNET LA CHAT I PEDOFILI IL SATANA DEL NUOVO MILLENNIO!!!”. Poi, certo, Andrew Douglas è il criminale responsabile per il remake di Amityville Horror e ci sarà ben un motivo se son passati sette anni fra i suoi unici due film: non s’inventa nulla di particolare ed è anzi piuttosto banale nella direzione. Ma insomma, non fa neanche particolari danni. Quindi, diciamo che se vi capita, e se non vi infastidisce vedere gente che mentre chatta si mette anche a parlare perché così è più cinematografica, questo uwantme2killhim?, tutto sommato, si merita una chance. Senza impegno. Giusto per trascorrere una tranquilla oretta e mezza ricordandovi che al mondo c’è gente molto più cretina di voi.

Ho visto il film qui a Monaco, al cinema, in lingua originale, che è un bell’inglese tutto brit con le sue vocali arrotate, ma anche abbastanza pulito, perché di fondo i protagoni c’hanno i soldi, non son mica i teppistelli col capuccio della felpa tirato su. Non tratterrei il respiro in attesa di una distribuzione italiana. Ma insomma, non tratterrei il respiro proprio in generale, ché è pericoloso.

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