Sad Pitt & Sound Shower

Dopo una pausa forzata dal fatto che ero ad abbronzarmi in Liguria, questa settimana abbiamo ripreso a pubblicare podcast, con una roba prevista e un grande ritorno mille volte annunciato e a cui ormai non credeva più nessuno. La roba prevista è il The Walking Podcast Extra dedicato a World War Z (solo il film, non il libro, ché io l’ho letto ma non me lo ricordo e gli altri due neanche l’hanno letto). Sta a questo indirizzo qua. Fra l’altro, completamente a caso, è capitato che lo stesso giorno uscisse sempre su Outcast un articolo dedicato al libro. Pensa che culo. Sta a quest’altro indirizzo qua.

Eppoi ovviamente c’è lui, il ritorno di Outcast Sound Shower, con un delizioso episodio tutto dedicato alle donne dei videogiochi. E non c’è molto da aggiungere, se non che sta a questo indirizzo qui.

Questa settimana, se tutto va come vorrei, si registra almeno un’altra cosa. Ma non faccio spoiler.

Robe assortite del sabato mattina

Allora, questo post lo sto scrivendo ieri (venerdì, insomma), madido di sudore, anche un po’ di fretta, perché poi devo correre a prendere un aereo che mi porterà a Parigi, dove rimarrò fino a domani (domenica) sera. Insomma, questo fine settimana sono fuori uso, lontano dall’internet. Capita, eh. Nulla di male, anzi, probabilmente saranno i due giorni più riposanti degli ultimi mesi. Alle varie robe che sicuramente staranno uscendo dal Comic-Con e staranno facendo impazzire i nerd di tutto il mondo, quindi, ci penso lunedì. Oggi, raccoltina di trailer apparsi negli ultimi giorni un po’ in giro.

Dunque, questo si intitola Il settimo figlio, a quanto pare esce a ottobre in Italia e a gennaio negli USA (wut?), è diretto dal russo di Mongol e praticamente è il film con Jeff Bridges che fa Geralt di Rivia, o quasi. Non m’attira molto. Sbaglio?

Amanda Seyfried nei panni di Linda Lovelace. Non ho altro da aggiungere.

Non sono sicuro di capire dove si piazzerà il confine fra il film effettivamente bello e interessante e la roba che mi farà innervosire da matti, comunque sono intrigato. Il lercio, o se preferite Filth, se ne parla direi dopo l’estate, in autunno pieno.

Potrebbe essere il primo film di Woody Allen che mi attira davvero da non so quanti anni a questa parte. Resta da capire se sia perché il trailer m’è piaciuto (non particolarmente) o semplicemente perché ci sono Alec Baldwin e Cate Blanchett (eccoci). Blue Jasmine, comunque.

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Perfetto. Alieni schifosi, tamarrate e gente che sta lì attorno solo per ammirarlo. Riddick c’è. C’è anche una serie di quattro spot televisivi per Kick-Ass 2, che faccio molto più in fretta a linkare, abbiate pazienza. Devo dire che mi attira, anche se qualcosa continua a non convincermi. Poco male. Chiudiamo, ad ogni modo, con due cose curiose.

Il remake giapponese di Gli spietati. Non è meraviglioso?

Il monologo d’apertura degli ESPYS a firma John Hamm. La parte su Dwight Howard è micidiale, ma in generale è tutto uno spettacolo. O comunque io ho riso molto.

E direi che è tutto. Buon uichend, fate i bravi.

Un altro po’ di cose da San Diego

Allora, niente, va così. La prossima settimana mi piacerebbe ricominciare a scrivere cose un po’ più, boh, cose, anche se poi vai a sapere, considerando che arriveranno altre traduzioni da fare, altri lavori, altre pucchiacchere. Vedremo. Oggi, invece, ci accontentiamo di un altro post sulle robe che vedo spuntare da San Diego, consapevole del fatto che i botti grossi cominciano stasera, ma costretto eventualmente a commentarli lunedì, dato che nel tardo pomeriggio devo prendere un aereo che mi porterà lontano dall’internet fino a domenica sera. Cose che capitano. Ad ogni modo, c’è innanzitutto questo bel bannerone qua sotto per pubblicizzare la quarta stagione di The Walking Dead, in arrivo a ottobre.

Considerazioni:
– mi sembra ottimo per gli strilloni qua sul mio blog, l’ho ritagliato e messo da parte;
– non capisco perché non facciano queste immagini direttamente con le proporzioni giuste per le copertine di Facebook. Tanto servono a quello;
– Tyreese che spacca tutto, Michonne a cavallo, avanti così, cialtroniamo, mi piace.

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Poi c’è quella roba là in cima. Si cominciano a vedere le sentinelle di X-Men: Giorni di un futuro passato e io comincio ad agitarmi, seppur in maniera molto moderata. Non sto a copincollare qua tutte le foto, c’è un altro bel manifesto di propaganda e poi ci sono immagini di una testa di sentinella esposta in quel di San Diego. Sta tutto a questo indirizzo qua. Il panel Fox è domani, vediamo.

Eppoi c’è la Harley di Captain America – Il soldato d’inverno. Cap s’è fatto la moto tamarra. Che bravo. OK, mi rendo conto, non è molto, anche se, oh, la roba delle sentinelle è proprio carina. Del resto son tutte cose dalla prima serata di fiera, i botti arrivano nel weekend. Vedremo. Toh, vi sbatto qua pure questa.

Off Topic: quanto è bella la nuova tendenza di mettere la scena post-titoli di coda all’inizio dei titoli di coda? L’ho visto accadere in Fast & Furious 6 e Pacific Rim e, caspita, è troppo più comodo. Fra l’altro quelli sono i due film di cui vorrei scrivere qua dentro ma boh, magari, appena riesco. Uffa.

Arriva Electro

Allora, stanno ovviamente succedendo già le prime cose dal Comic-Con, i vari stralci e sputazzi dalle diverse robe che saranno presentate fra oggi e domenica. Tipo il poster qua sopra di Godzilla, che mostra la deliziosa coda del lucertolone, e tipo le altre varie immagini che potete guardarvi a questo indirizzo qua.

Eppoi c’è il teaser qua sopra, che anticipa il primo sguardo all’Electro di The Amazing Spider-Man 2. Se devo essere onesto, non è che m’abbia proprio fatto salire ‘sta grande hype, fermo restando che rimango molto curioso di vedere cosa tirano fuori. Vediamo.

Questo è il post salvagente del giovedì mattina. In realtà m’è venuta voglia di scrivere di Fast & Furious 6, così, per recuperarlo, ma non so se ne avrò il tempo, purtroppo. Vediamo.

Now You See Me – I maghi del crimine

Now You See Me (USA, 2013)
di Louis Leterrier
con Jesse Eisenberg, Woody Harrelson, Mark Ruffalo, Morgan Freeman, Isla Fisher, Michael Caine, Dave Franco, Melanie Laurent

Mi capita, talvolta, di non riuscire ad apprezzare un film, di non riuscire a divertirmici, anche se poi, a posteriori, pure sforzandomi, non riesco a trovarci nulla di sostanzialmente sbagliato. E allora mi rendo conto che semplicemente, per qualche motivo, quel film non è nelle mie corde, me ne faccio una ragione e tiro avanti per la mia strada. In linea di massima mi sembra proprio che sia questo il caso di Now You See Me, una robetta simpatica, ben confezionata, stupidina, sì, ma senza mai sfondare il muro dell’idiozia, con un cast azzeccato e almeno una scena d’azione ingegnosa e molto riuscita (quella in cui Dave Franco sbertuccia Mark Ruffalo e i suoi colleghi). Un film che insomma mantiene abbastanza quel che promette, offrendo del divertimento spensierato e senza particolari pretese, all’insegna dello spettacolo e del ritmo continuo. Con pure il gusto del tema “magico” e del fascino di scoprire mano a mano come funzioni questa o quella cosa. Insomma, tutto a posto, no? Eh, fino a un certo punto.

Da un lato, ripeto, gran parte della mia perplessità al riguardo è probabilmente figlia del fatto che Louis Leterrier non è proprio nelle mie corde. Il suo modo di mettere in scena l’azione mi infastidisce, la sua pacchianeria mi indispone, il suo stile mi spinge fuori a calci da qualsiasi film. In questo caso specifico, va detto, l’approccio stilistico è quantomeno a tema, perché di fondo si racconta un colossale numero di spettacolo, una messa in scena da parte di quattro prestigiatori che, giustamente, viene seguita anche dalla messa in scena del film. Epperò rimane il fatto che il Leterrier mi smarrona e c’è poco da fare. Sarà un caso, che sono una fra le quattro o cinque persone al mondo a difendere Scontro tra titani, film da lui disconosciuto, unico suo ad avermi bene o male divertito dall’inizio alla fine? Boh? Vai a sapere.

Di sicuro, però, Now You See Mee non m’ha indisposto solo per la mano del regista. Ci si sono messe, via, anche la totale prevedibilità del twist finale, di quelle proprio da “sgamato dopo cinque minuti di film”, e le scelte di casting da minimo sindacale. Per carità, son tutti bravi e simpatici, ma sono anche tutti lì a fare la macchietta che ti aspetti da loro, nessuno può vantare una caratterizzazione che vada oltre il typecasting più becero, in bocca hanno quasi solo battute di un’opacità rara (va meglio con qualche gag visiva) e Morgan Freeman nel ruolo del generatore ambulante di spiegoni è insopportabile, roba da far impallidire il Russel Crowe di L’uomo d’acciaio. Inoltre il film non riesce nemmeno a capire che sarebbe stato il caso di dar più spazio all’interazione fra di loro e, da un certo punto in poi, si perde in un interminabile serie di inseguimenti, numeri ad effetto e scene d’azione anestetizzata, con giusto qualche attimo di Mark Ruffalo che si spara le pose da grande interprete e un po’ di battute imbarazzanti a fare da raccordo fra un inseguimento emozionantissimo e l’altro, tirando in lungo fino a una conclusione dalla moscezza rara. Poi, per carità, magari si torna al problema iniziale, e semplicemente Now You See Me non è nelle mie corde, ma, detto che quella singola scena là con Dave Franco è proprio bellina e merita, il resto l’ho trovato all’insegna della discreta noia, del placido disinteresse, della concreta inutilità. Amen.

Il film l’ho visto al cinema, qua a Monaco, in lingua originale. Lingua originale che merita più che altro perché a caratterizzare i personaggi ci pensa solo l’identità degli attori, e quindi anche i rispettivi, soliti, modi di fare. E poi la voce da tumore alle corde vocali di Isla Fisher merita sempre.

Cose a caso in attesa del San Diego

Allora, fra qualche giorno si tiene a San Diego l’annuale Comic-Con, una roba che un tempo era una fiera di fumetti e oggi non dico che i fumetti siano gli ultimi della fila, ma insomma, fra serie TV, film e financo videogiochi, poco ci manca. Ed è per altro una roba a cui mi piacerebbe tanto andare (sono stato al massimo alla Wonder Con di San Francisco), anche se quando penso alle file nintendiane per accedere ai panel mi passa istantaneamente la voglia. Comunque, ogni anno è un tripudio di chiacchiere, teaserame, notizie, sventolare roba in faccia ai fan, trailer e spezzoni da film futuri che a volte appaiono poi ufficialmente sull’internet e altre volte ci appaiono di sbieco, un po’ come capita. Cose del genere. Ebbene, ieri, passeggiando scazzato fra siti e sitarelli in quel tentativo infelice di riprendere il ritmo da lavoratore indefesso che mi è congeniale, sono inciampato su svariate cose. Per esempio l’immagine là sopra, che sarebbe il poster del Godzilla di Gareth Edwards (quello di Monsters), e il video qua sotto, in cui il regista fa capire che il suo film dovrebbe fare un’apparizione corposa in quel di San Diego.

Bonus:

Chiaramente non si può che parlare anche di mutanti Marvel. Mezzo cast sarà in fiera per altri film e/o telefilm, quindi è un attimo radunare gli altri e far vedere e/o annunciare qualcosa. O magari no. Comunque, Bryan Singer ha postato su Twitter la foto che segue, per confermare che nel cast da centododicimila persone di X-Men: Giorni di un futuro passato ci sarà anche Lucas Till, nei panni di Havok come in X-Men: L’inizio. Inoltre, non ho capito se l’han confermato, ma pare proprio che nel film tornerà il personaggio di William Stryker, interpretato da Josh Helman, che faceva l’impiegato del negozio in cui lavora la biondina in Jack Reacher, quindi direi che ha la giusta faccia insopportabile richiesta dal ruolo (interpretato da Brian Cox in X-Men 2 e Danny Huston in X-Men le origini: Wolverine.

Ma la vera chiacchiera mutante del momento è quella su X-Force. A quanto pare Jeff Wadlow, regista dell’imminente Kick-Ass 2, sta scrivendo la sceneggiatura (e si candida fortissimamente alla regia) di un film dedicato al gruppo di mutanti cattivi e bavosi Marvel. Gruppo che, per altro, ha visto diverse formazioni negli anni, quindi resta tutto da vedere chi ci infileranno. Giorni di un futuro passato ha nel cast Warpath, che quindi potrebbe fare da ponte, ma parla anche di viaggi nel tempo, e potrebbe perciò introdurre tutta la faccenda Cable. Il tutto senza contare che nelle varie formazioni di X-Force c’è passato pure Wolverine, cosa che potrebbe permettere di mantenere viva la tradizione secondo cui Hugh Jackman appare in ogni singolo film dedicato ai mutanti Marvel. Boh, vedremo. Ah, giusto, nelle formazioni varie s’è visto anche Deadpool, e si torna quindi a chiacchierare pure di una sua possibile presenza, con tanto di Ryan Reynolds che afferma: “Non so di che stiate parlando, ma per me va bene”. Fra l’altro, secondo me, nei cinque minuti in cui gli han lasciato davvero fare Deadpool nel primo film su Wolverine, era ottimo.

E niente, chiudiamo con questo poster qua sopra, una simpatica creazione firmata Alex Ross per accompagnare la presenza della quarta stagione di The Walking Dead in fiera e con il trailer qua sotto, che non c’entra nulla con le nerdate da Comic-Con ma è il nuovo film di Steve McQueen e ha un cast che levati (Brad Pitt, Benedict Cumberbatch, Michael Fassbender, Paul Dano, Paul Giamatti, Chiwetel Ejiofor e lo Scoot McNairy del Monsters di cui sopra). 12 Years a Slave, 2014.

Ieri sono andato al cinema per Now You See Mee e, insomma, un po’ meh. Fra l’altro prima c’era un nuovo trailer di Wolverine – L’immortale e, insomma, un po’ meh. Nelle interviste cercano di venderlo come una roba introspettiva, un film noir deprimente, poi guardi il trailer e pare il seguito del primo film su Wolverine. Suppongo la verità stia nel mezzo. Comunque la scopriamo a breve.

Illustratori in teaser trailer

Andrea “Fulgenzio” Chirichelli è uno con cui non sempre vado d’accordo e con cui qualche volta mi sono beccato su qualche forum. E se si limita a questo la descrizione, va detto, potrebbe trattarsi praticamente di chiunque abbia mai commesso l’errore di incrociarmi nell’internet. Aggiungo allora che è uno dei due dittatori a cui si deve Players, la rivista in pdf, in digitale, in interwebz e pure in podcast che parla di qualsiasi cosa. Cinema, fumetti, libri, illustrazioni, fotografia, musica, televisione, paleontologia, cucina, pelota basca e financo mercato azionario. O quasi. Sui primi numeri di quella rivista c’ho scritto pure io, e infatti la pubblicizzavo qua dentro, poi non c’ho più avuto forza, tempo, voglia o chissà che altro e me ne sono allontanato, ma loro sono andati avanti benissimo anche senza di me (STRANO!) e proseguono imperterriti verso la gloria infinita. Ma qui, oggi, non voglio parlare di Players.

Voglio parlare di una roba su cui m’è cascato l’occhio sostanzialmente per caso, aprendo TFP per pubblicizzare l’Outcast Reportage sull’E3 2013. Trattarsi di Illustratori, un documentario curato a quattro mani dal Fulgenzio di cui sopra e da Marco Bassi, che racconta la storia di quattro illustratori italiani che hanno sfondato in tutto il mondo e oltre, arrivando alle porte dell’universo e pure di Tannhäuser: Olimpia Zagnoli, Alessandro Gottardo, Emiliano Ponzi e Francesco Poroli. Ora, “parlare” è forse una parola un po’ grossa, dato che il documentario non l’ho visto, però ho visto il trailer e m’è parso poter essere una roba curiosa, interessante e che tratta un argomento magari non troppo noto ma affascinante. Ergo, ho pensato di segnalarlo qua, così me la sbrigo velocemente col post del lunedì mattina e magari, vai a sapere, faccio conoscere il progetto a qualcuno. Anche se dubito ‘sto blog sia chissà quale cassa di risonanza. Ad ogni modo, la pagina Facebook ufficiale sta a questo indirizzo qua, il trailer sta qua sotto.

E stasera si ricomincia a registrare. Innanzitutto un The Walking Podcast, poi magari la prossima settimana riprendiamo con gli Outcast “regolari”, che son fermi da quasi due mesi.

Rientro

Stasera rientro a casina, in quel di Monaco della Baviera. Rientro dopo due settimane nelle quali ho cercato di rilassarmi un po’, pur continuando a lavorare come uno stronzo in trasferta. Ho poltrito in spiaggia, abbronzandomi completamente a chiazze e in maniera irregolare (vado particolarmente fiero della linea d’abbronzatura a metà del pollice della mano destra). Ho mangiato una quantità di focacce, pizze e pizzette da star male. Ho bevuto litri di bibite assortite Lurisia. Ho finito di leggere l’autobiografia di Rogerino Ebert. Ho letto l’eccellente Honoring the Code (e ne ho scritto a questo indirizzo qua). Ho iniziato a leggere un libro bizzarro sui supereroi di cui immagino che scriverò più avanti. Sono andato a farmi un giro in quel di Varese Ligure. Sono passato tre volte in fumetteria, per ritirare sei mesi di roba, segnalare quelle due o tre cose che non mi hanno messo via, abbonarmi ad altre due o tre cose. Ho quindi letto un bel po’ di fumetti, e magari arriva un’altra settimana a fumetti di giopep. Ho giocato Mighty Switch Force! 2 e ne ho scritto a quest’altro indirizzo qua. Ho giocato il remake del primo Leisure Suit Larry e ne vorrei scrivere su Outcast (e intanto ho scritto un articolo nostalgico sull’originale). E insomma, mi sono fatto le mie due settimane di quasi ferie ma in fondo non troppo. E sono riuscito a non interrompere le pubblicazioni sul blog. Ormai è diventata una sfida con me stesso, un qualcosa che mi rende una persona migliore, tipo quelle strane terapie di auto-motivazione all’americana. Mi chiamo Andrea Maderna e sono un blogghista.

Ma soprattutto ho acquistato in remoto i biglietti per Pacific Rim, la mattina stessa in cui li hanno messi in vendita, con una prontezza di riflessi che manco i fan di Bruce Springsteen. Ora devo solo aspettare fino a giovedì. Ma ce la posso fare, ne sono assolutamente o forse.

Quasi mi viene voglia

L’ultimo Grand Theft Auto che ho giocato a fondo è stato il terzo. Coi primi due, nonostante tutti i loro limiti, mi ero divertito un sacco. Con il terzo, qualcosa nella nostra storia si è rotto. Coi successivi è andata sempre allo stesso modo: li ho provati, ci ho giocato per un’oretta seguendo la storia, poi un’oretta facendo casino, abbattendo cose, esplorando a caso, poi “OK, mi ci rimetto poi per giocarlo come si deve” e fine, mai più toccati. La voglia di farlo ci sarebbe anche, ma, non so, qualcosa mi respinge, qualcosa di legato, forse, al tipo di storie, che per qualche motivo amo al cinema ma non mi interessa giocare (del resto mi succede bene o male lo stesso con le robe a sfondo guerresco e d’altra parte L.A. Noire e Red Dead Redemption li ho giocati con piacere). Insomma, boh. Comunque, non devo essere certo io a svelarvi che è uscito il trailer di gameplay di GTA V. Però è uscito, l’altro giorno.

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E io l’ho visto solo ieri, perché al mare la connessione litigava con i video, e quindi ho scritto questo post da pubblicare oggi, mentre trascorro la giornata incontrando parenti e amici che non rivedrò per mesi, facendo un altro salto in fumetteria (dopo quello per ritirare sei mesi di roba due settimane fa) per abbonarmi a un paio di serie e andandomene a cena fuori perché, oh, è l’anniversario di Venerdì 13. E che ne penso, di questo trailer? Intanto, che girerà anche su PlayStation 3, ma, dai, almeno concedetemi che si tratta di un dev kit un po’ pompato, o che il video è stato ripulito, o qualche altro sarcazzo del genere, perché insomma, eh. E poi che mi sembra davvero tanto, tanto fico e mi fa venire voglia di metterci mano. Pur con la consapevolezza, temo, che finirà esattamente come le altre volte.

Bonus: ma quanto è bello questo trailer qua sotto? 😀

Per ingannare l’attesa

La gente seria italiana, fra ieri e oggi, Pacific Rim. Io aspetto con calma il mio bel giovedì prossimo e inganno il tempo fischiettando, lavorando, andando dal dentista, visitando parenti, amici e tanti guai. E guardando al futuro. Per esempio con l’immagine qua sopra, la prima ufficiale dell’Electro cinematografico che ha la faccia invasata da universo Ultimate e che ci allieterà in The Amazing Spider-Man 2 (questo è il momento in cui vi propongo un link al post in cui spiego perché in fondo a me il primo film non è dispiaciuto). Eppoi c’è il trailer qua sotto, quello del remake di Oldboy firmato Spike Lee.

Oh, ma sai che non mi dispiace? Non so, m’è venuta voglia di guardarlo, o quantomeno curiosità. Immagino poi mi passerà. L’uscita in giro per il mondo, comunque, è sparsa a caso fra ottobre e gennaio. E poi c’è il primo teaser trailer di una robetta per intenditori del trash.

Tex Murphy sta per tornare ed è invecchiato in una maniera allucinante, ma è lui e la cosa mi rende troppo nostalgicamente felice. Evviva Kickstarter! Tesla Effect, dai dai dai.

Oggi c’ho troppo da lavorare e me la cavo con un post così. Del domani non v’è certezza.