Rosicata per paradosso (AKA "Kiki arriva al cinema, machefficata!")

Tanto tempo fa, erano gli anni Ottanta, sono andato al cinema a guardarmi un film d’animazione di quelli con Mazinga e Goldrake. E un tipo ci ha molestati durante l’intervallo e ci ha venduto un Commodore 16. Io, figurati, qualsiasi cosa avesse a che fare coi videogiochi la volevo, quindi “dai dai papà, per favore, bellissimo, ci studio” e via. Anche se era un catorcio. Anche se – attenzione – già avevo il Commodore 64. Ero un bambino viziato. Tanto tempo dopo, erano gli anni Novanta, sono andato al cinema a guardarmi Akira. Lo proiettavano, se non sbaglio, al Maestoso, o forse da un’altra parte, boh. Era una cosa folle, era il filmone d’animazione giapponese al cinema, ma che bello. Fu un’esperienza di quelle che scaldano il cuore. Ci restò una settimana, al cinema. Riuscii comunque ad andare a vederlo due volte, la seconda portandoci anche mia mamma, saltando per altro parte di una giornata di Dylan Dog Horror Fest, data l’importanza dell’operazione. Tanto tempo dopo, erano gli anni Zero e Zero, sono andato al cinema per una simpatica tizia di nome Mononoke. Ma pensa te, un film di Miyazaki al cinema, ma che spettacolo! Ci andai con la Rumi e il film non mi fece impazzire, ma fu bellissimo lo stesso, perché, oh, era Miyazaki al cinema.

Intervallo: a fine 2006, sono stato al museo dello Studio Ghibli in Giappone.

Un altro po’ di anni dopo, i film di Miyazaki al cinema in Italia sono diventati una cosa normale. Anzi, una cosa anche un po’ bizzarra, perché non solo escono tranquillamente i film nuovi, ma arrivano pure, con quei dieci o venti anni di ritardo, quelli vecchi. Al cinema. E così è capitato che nel 2009 sono andato al cinema, in Italia, a guardarmi il film con quel peloso bestione di Totoro. Ci sono andato con Giovanna, ed è stato un momento di quelli meravigliosissimi. Anche perché, oh, si trattava di uno dei miei tre film preferiti di Miyazaki. La mia reazione all’evento, qua sul blog, è stata un po’ scomposta. Poco dopo, nel 2010, al cinema in Italia ci è uscito Porco Rosso. Che è un altro dei miei tre film preferiti di Miyazaki. Siamo andati al cinema e, guarda un po’, ci abbiamo trovato il Babich. E due zoccole che hanno fatto casino tutto il tempo. La mia reazione qui sul blog è stata un po’ più composta. Questa settimana, tre anni dopo, arriva al cinema in Italia l’altro dei miei tre film preferiti di Miyazaki. Quello con Kiki. E io non potrò completare la mia trilogia dei miei film preferiti di Miyazaki visti al cinema, perché non vivo più in Italia. Ora, dimmi te se devo rosicare perché quei fortunelli degli italiani vedono arrivare al cinema un film con ventiquattro anni di ritardo. No, sul serio, dimmelo. Ma roba da matti. Comunque, andateci, guardatevelo, divertitevi, amatelo. Vogliatevi tutti bene in un tripudio di ammore. Questo post è la mia reazione, non so se composta o scomposta.

Sono reduce da una serata in cui ho buttato via un’ora e oltre di lavoro perché non mi ero accorto che il microfono era collegato male. Siamo ben oltre mezzanotte e ho ancora da fare. Abbiate pazienza.

6 pensieri riguardo “Rosicata per paradosso (AKA "Kiki arriva al cinema, machefficata!")”

  1. Totoro e Kiki (assieme a Ponyo) sono nella top 3 Miyazakiosa anche di mio figlio e quando ce li riguardiamo, in casa sono sempre bei momenti…
    Detto questo, mi pareva di aver capito che nelle sale nostrane, fosse uscita una versione in qualche modo enhanced di Kiki… sbagliavo?

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