Peter & Max: A Fables Novel

Peter & Max: A Fables Novel (USA, 2009)
di Bill Willingham (illustrazioni di Steve Leialoha)

Mentre non ho mai problemi ad approcciare “il film ispirato a” o “il videogioco basato su”, nonostante poi spesso ne vengano fuori schifezze immani, provo una sorta di repulsione istantanea quando mi piazzo davanti a un “il libro tratto da” o “l’adattamento a fumetti di”. Non so bene da cosa derivi, al di là di tristi esperienze passate, ma così è. Ed è quindi con un po’ di sospetto, oltre che di ritardo, che mi sono avvicinato a Peter & Max. L’ho però comunque fatto, perché Fables è una fra le grandi opere a fumetti degli ultimi dieci anni, perché il Bill Willingham che scrive tavole è sempre una lettura piacevolissima e perché di fondo qualsiasi altra cosa legata al marchio, fra serie parallele, miniserie e albetti assortiti, tende ad oscillare fra la roba molto bella e il capolavoro totale. Quindi, insomma, perché no?

Tanto più che Fables si presta proprio per sua natura a raccontare mille storie diverse – in temi, personaggi, argomenti, stile – senza per questo perdere in identità o coerenza del tutto. E infatti, sotto questo punto di vista, a Peter & Max non si può proprio rinfacciare nulla: potrebbe tranquillamente essere stato pubblicato come miniserie inserita nel contesto del fumetto. In questo, fra l’altro, pur raccontando una storia che si regge in piedi da sola, andando ad approfondire personaggi inediti, o comunque secondari, ha forse un po’ il limite inevitabile di voler accennare a fatti, situazioni e personaggi ignoti a chi il fumetto non lo conosce, pur comunque contestualizzando il tutto molto bene. Ma d’altra parte, oh, è il libro di Fables, che vuoi pretendere? Al di là di quello, il punto è che nel leggerlo ci si sente proprio a casa e la scrittura di Willingham scorre alla perfezione, calando nella stessa atmosfera del fumetto. Lo stile è quello, la poetica pure. Leggi e ti si formano le tavole in testa. D’altra parte, se vogliamo, è pure normale, considerando che l’autore è lo stesso, ma forse non era scontato.

In questo, le pur bellissime illustrazioni di Steve Leialoha sono quasi di troppo, perché finiscono per mettersi di mezzo e allontanarsi magari dall’immagine che le parole di Willingham ti creano nella testolina. Per il resto, comunque, Peter & Max è un bel romanzetto senza eccessive pretese, appassionante, avventuroso, drammatico e malinconico come qualsiasi storia di Fables, forse un po’ deficitario nella caratterizzazione di un antagonista raccontato come cattivo e basta, perché sì, ma comunque gradevolissimo alla lettura e con un finale di quelli che spiazzano abbastanza. Un amante della serie a fumetti, tutto sommato, credo debba regalarselo. Tutti gli altri, forse, possono serenamente passare oltre, anche se comunque lo spirito e la delicatezza con cui Willingham riesce a inventarsi bizzarri passati e “origini segrete” per le fiabe che tutti conoscono è sempre sorprendente e meriterebbe una chance da parte di chiunque. Se non glie l’avete voluta dare a fumetti, magari in romanzo, perché no?

L’ho letto in lingua originale, grazie a quel fantastico strumento che è Kindle. Ho cercato un po’ sull’internet e non mi risulta esista un’edizione italiana, ma sarei lieto di essere smentito.

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