The Walking Dead 03X12: "Ripulire"


The Walking Dead 03X12: “Clear” (USA, 2013)
con le mani in pasta di Glen Mazzara e Robert Kirkman 
episodio diretto da Tricia Brock
con Andrew Lincoln, Danai Gurira, Chandler Riggs

Scott M. Gimple è il nome dell’uomo che farà da successore a Glen Mazzara per la direzione di The Walking Dead nella quarta stagione. Un’incognita? Non troppo: Gimple fa parte del gruppo di sceneggiatori che si sono uniti al carrozzone nel corso del secondo anno e ha firmato un paio di episodi eccellenti (il settimo e il decimo) della passata stagione, oltre ad altrettanti magari un po’ meno riusciti, ma comunque gradevoli (il terzo della seconda e il sesto di quella attualmente in corso). Certo, ha anche scritto il secondo film di Ghost Rider, ma facciamo finta di niente. Ebbene, la prima puntata a firma Gimple che ci ritroviamo davanti dopo la notizia dell’abbandono di Mazzara è questa dodicesima, che riprende e applica in maniera ancora più convinta la struttura di uno di quei due eccellenti episodi di cui sopra e fa da notevole biglietto da visita, speriamo indicativo di quel che arriverà l’anno prossimo.

Ripulire, infatti, racconta, come in quell’episodio con Rick e Shane impegnati a discutere dei propri problemi e prendersi a pizze in faccia a miglia di distanza dagli altri, di un ristretto gruppo di personaggi impegnato in un breve viaggio, durante il quale si sviluppano i rapporti fra di loro e vengono compiute un paio di azioni importanti per il prosieguo della storia. E, anzi, osa anche di più, nel prendersi il lusso di raccontare solo ed esclusivamente, dall’inizio alla fine, dei tre personaggi in questione, senza mai tornare a far vedere cosa stia accadendo altrove. A guardarla in maniera cinica, non si può fare a meno di vederci una puntata riempitiva, in cui di fatto accadono due cose in croce che potevano rubare anche dieci minuti. Ma il punto è che si tratta di una gran bella puntata riempitiva, di quelle che rappresentano al meglio quanto di buono gli spunti offerti da questa serie possano offrire per andare a parare anche in zone un po’ diverse dal solito e raccontarsi in una bella maniera.

Certo, ci sono comunque dei problemi, il quarto personaggio dell’episodio – che qui non nomineremo – va a tratti un po’ fuori misura, la tendenza a sparar monologhi sbracciando di Rick continua a riaffiorare fastidiosamente e la scena del bar, per quanto simpatica e perfetta nel tratteggiare i due personaggi coinvolti e nello sviluppare il rapporto fra di loro, si risolve in una maniera che vabbé. Allo stesso tempo, però, c’è tutto un bel mettere in scena il disastro interiore di Rick attraverso lo specchio deformante che si trova davanti. E il raccordo fra prologo ed epilogo, con quel mostrare in maniera agghiacciante a che livelli di “siamo in piena apocalisse, penso solo ai fatti miei” i personaggi siano ormai arrivati, è davvero una meraviglia. Gran bell’episodio, bene così, avercene. Poi, dalla prossima settimana, tornano a volare i proiettili e gli schiaffi. Il promo annuncia finalmente il confronto che aspettavamo. E, sbaglierò, vedo malissimo Hershel. Vedremo.

Il segreto di Rick che c’ha le allucinazioni sta diventando come l’identità segreta di Batman nei film di Nolan. Il prossimo che “oh, guarda che lo so che vedi le robe” si becca una pistolettata. Ah, domani sera registriamo il nuovo The Walking Podcast. In doppia copia.

10 pensieri riguardo “The Walking Dead 03X12: "Ripulire"”

  1. Posso dire che è stato deludente? Questo episodio avrebbe avuto senso PRIMA della faida con Woodbury. Ora, vedere Rick che si allontana per tutto questo tempo dalla prigione, lasciandoli in balia del Governor…no, non lo sopporto. Così come la coerenza stessa dell'uomo: prima si rifiuta di soccorrere il sopravvissuto ad inizio episodio. Poi cosa fa? Offre riparo e ospitalità al “quarto” nonostante questo sia EVIDENTEMENTE una minaccia per il gruppo. Boh, non l'ho digerito proprio, soprattutto perché sono diverse puntate che aspettiamo che succeda qualcosa e, puntualmente, quel qualcosa non succede.
    Comunuqe, qui, Michonne mi è risultata simpatica. Il dono della parola fa più che bene al suo enigmatico personaggio.

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  2. Beh, sì, certo che puoi dirlo. 🙂

    Comunque, il diverso trattamento riservato alle due persone, secondo me, è perfetto. Da un lato la necessità di non mettersi a soccorrere chiunque, dall'altro l'incapacità di mantenere un distacco quando si trova ad avere a che fare con gratitudine e senso di colpa.

    Per il resto, si allontanano per qualche ora, e allo scopo di recuperare un arsenale. Mi pare ci stia, come rischio.

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  3. Bell'episodio, che ha tirato uno dei tanti fili lasciati in sospeso.
    Certo, come hai detto tu un paio di cosette lasciano perplessi, ma nel complesso una bella puntata “riflessiva” prima dell'incredibile bordello che seguirà!
    (Proprio Hershel? No, povirazzo… ç__ç)

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  4. Michonne eccellente. Fra l'altro mi piace come si sta sciogliendo piano piano, di episodio in episodio.

    Per inciso, al momento, è l'unico personaggio a cui Carl Norris dà retta quando gli dice di stare fermo e buono. Se non è badassitudine quella…

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