7 psicopatici


Seven Psychopaths (USA, 2012)
di Martin McDonagh
con Colin Farrell, Sam Rockwell, Christopher Walken, Woody Harrelson

A volte mi capita di guardare film che poi, nel ricordo, crescono, diventano molto più belli e significativi di quanto mi fossero parsi durante la visione. È per esempio il caso de Il petroliere, che pure mi era piaciuto un sacco guardandolo, ma col tempo mi è diventato sempre più bello, in una specie di distorsione mentale che lo ingigantiva nella mia memoria. Ecco, 7 psicopatici è un po’ il caso opposto, e a ripensarci a qualche settimana di distanza mi sembra una robetta meno riuscita rispetto alle belle sensazioni che quel monologo finale di Christopher Walken mi aveva lasciato addosso. Non che sia un brutto film, anzi, è pieno di idee fulminanti, scritto in maniera brillante e recitato molto bene. Ma alla fin fine non è nulla più che un giochino in cui Martin McDonagh si diverte a raccontare di film nel film nel film.

La storia è semplicemente un gran casino e non so nemmeno quanto senso abbia raccontarla. Parla di uno sceneggiatore che si chiama Marty, come il regista, e che sta cercando di scrivere la sua nuova sceneggiatura, intitolata per l’appunto 7 psicopatici. Siccome il caro Marty è una persona un po’ squallida e, fra l’altro, non ha mai avuto un’idea che fosse sua – mi chiedo se qui McDonagh abbia fatto autocritica – diventa inevitabile andare a copiare in giro, pescando fra psicopatici veri e finti, leggende metropolitane, racconti, drammi umani e disastri vissuti di persona. Ne viene fuori un film che continua a passare da un piano del racconto all’altro, mostrando le vicende di Marty e dei suoi amici, quel che loro raccontano, fatti di cronaca, leggende che poi si scoprono essere reali, tutto mescolato in un gran minestrone.

Ed è un minestrone divertente da seguire, simpatico, casinista, che però, da un certo punto in poi, scivola forse troppo nella riflessione “filosofica” sul cinema e sul ruolo dell’autore, perdendo un po’ il controllo di quel che sta raccontando e rimanendo in piedi solo grazie a uno strepitoso Christopher Walken e a quel bizzarro, dilatato confronto finale nel deserto. Insomma, una cosetta divertente da guardare, ma che poi, a conti fatti, non lascia molto addosso. Tanto più che Olga Kurylenko ha un ruolo piccolissimo. Non puoi vendermela nel trailer e poi farmela vedere così poco. Olguccia.

L’ho visto qua a Monaco, in lingua originale, che merita per tutti i biasciconi che si esibiscono, a inizio dicembre. Ne ho scritto adesso perché sono un po’ febbricitante, ho la mente annebbiata e mi sembrava dunque il film adatto per oggi.

2 pensieri riguardo “7 psicopatici”

  1. Tanto più che Olga Kurylenko ha un ruolo piccolissimo. Non puoi vendermela nel trailer e poi farmela vedere così poco. Olguccia.

    trucheto che usano tutti , si usa dire cameo

    Mi piace

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