Looper – In fuga dal passato

Looper (USA, 2012)
di Rian Johnson
con Joseph Gordon-Levitt, Bruce Willis, Emily Blunt, Jeff Daniels

Il problema di realizzare un film in cui c’è Bruce Willis vecchio, stanco, a tratti con una pettinatura improbabile, che torna indietro dal futuro per impedire qualcosa, è che finisci per attirare paragoni piuttosto scomodi con un altro film in cui succedono bene o male le stesse cose. Chiaramente, però, quando dal paragone non ne esci preso a schiaffi, la cosa smette di essere un problema. Diventa anzi un vantaggio. Ecco, il bello di Looper, al di là del suo essere già finito in quel carosello di complimenti senza fine che piano piano si tramutano in rivalutazioni verso il basso e “ehi, ma guardate che non è così bello” assortiti, sta fondamentalmente in questo: lo metti a confronto con tanti altri bei film di fantascienza, con tutta questa rinascita della fantascienza solida, intelligente, originale e recente che risponde ai nomi di Neill Blomkamp, Gareth Edwards, Duncan Jones e compagni, e non sfigura, anzi, ne viene fuori proprio bene.

Perché Looper, senza voler fare classifiche, è quella cosa lì: un bel film di fantascienza, intelligente, appassionante, che prova a fare cose un pochino fuori dagli schemi, si concede qualche libertà, qualche scena dura, perfino un finale coraggioso che in produzioni di altro tipo forse non potresti permetterti. È un film a cui risulta facile voler bene, andando anche a perdonare quel momento in cui ti tira di gomito, con quel dialogo in cui Jeff Daniels che dice quelle cose a Joseph Gordon-Levitt è in realtà Rian Johnson che fa il predicozzo presuntuoso a Hollywood. Ed è un film a modo suo semplice, basato su cose semplici, che punta tutto sulla suggestione, sul concedersi il lusso di non dover tirare tutto avanti infilando scene d’azione a caso, parlando invece di malinconia, destini ineluttabili, melodramma e altre simpatiche note di allegria. Ha delle belle idee, qualche colpo di scena più o meno prevedibile, dei momenti dal forte impatto visivo, e anche una discreta capacità nello scrivere i personaggi. Nei dialoghi spiccioli, sempre buoni e capaci di non stonare anche quando fanno i “meta”, come nello scambio che dicevo prima, o in quello in cui Bruce spiega a Joseph come funzionano le cose nel film. Ma anche nella ricchezza dei personaggi stessi, pure molto azzeccati come casting. Perché Jeff Daniels è un cattivo bizzarro, da cui non sai mai bene cosa aspettarti, e perché Emily Blunt, che già da sola, messa lì a fare nulla, andrebbe benissimo, ha un bel personaggio, rotondo, capace di andare oltre la semplice figura da damigella in pericolo. E poi c’è il Gordon-Levitt, davvero bravo a interpretare questo strano ruolo della versione giovane del Bruce Willis attuale, che non è necessariamente aderente al vero Bruce Willis giovane. Bravo nel parlare in quel modo lì e bravo anche dal punto di vista dell’espressività, che, aggiunta al trucco, in certe inquadrature, ti fa proprio dire “poffarbacco”.

E insomma, per me Looper è fra le cose più belle viste quest’anno, qualsiasi cosa questo voglia dire. Ci vedo fondamentalmente solo due problemi, al di là delle piccolezze. Il primo è che tutto il racconto si basa su un paradosso temporale non proprio a prova di bomba. Ora, capiamoci, mi rendo conto che possa apparire un po’ ridicolo, fare le pulci a un paradosso, ma la verità è che le migliori storie basate sui viaggi nel tempo definiscono regole ben precise e riescono a muoversi al loro interno con grande agio. Si parte dall’assurdo, ma all’interno di quell’assurdo, eh, sono impeccabili. Ecco, Looper dà l’impressione di applicare le sue regole in maniera abbastanza fumosa, crea situazioni a tratti un po’ difficili da giustificare e questo, mi rendo conto, può dare fastidio. A me non ne ha dato e, anzi, sono contento che da quel fumo, in fondo, vengan fuori alcuni fra i momenti più suggestivi del film, compreso quel bel finale, ma son faccende personali, e capisco perfettamente se qualcuno, a forza di perplessità, finisce per uscire un po’ dal racconto. L’altro problema è un po’ più di circostanza: io e il resto del mondo abbiamo visto Looper fra la fine di settembre e l’inizio di ottobre. Toh, qualcuno fra fine ottobre e inizio novembre. In Italia, il film arriva, con quel sottotitolo banale che ho messo là in cima per completezza, a fine gennaio. Se IMDB non mente, dopo qualsiasi altro posto del mondo. E, ecco, dopo quattro mesi di lodi sperticate, poi va a finire che uno si presenta al cinema con un’aspettativa che potrebbe essere soddisfatta solo se sullo schermo si manifestasse l’intero cast dell’ultimo Swimsuit Special di Sports Illustrated a svelare il terzo segreto di Fatima, la verità su Calciopoli e il numero di telefono di tutte le partecipanti, magari mentre in sala ogni spettatore viene sottoposto allo stesso provino che John Travolta impone a Hugh Jackman in Codice: Swordfish. E invece ci si ritrova davanti solo un bel film. E magari ci si rimane male. Epperò mica è colpa del film. Voglio dire, io l’ho visto nello stesso periodo in cui al cinema c’era fuori quella puttanata vergognosa del remake di Total Recall. Son cose che fan la differenza.

Come detto, l’ho visto a fine settembre, o giù di lì, chiaramente in lingua originale. Lingua originale che merita per la bravura degli attori, per la bizzarria del personaggio di Jeff Daniels e, ovviamente, per il lavoro d’imitazione svolto da Joseph Gordon-Levitt. Poi fate voi.

8 pensieri riguardo “Looper – In fuga dal passato”

  1. giopa che ne pensi di bollywood? Ho visto che è un mercato in espansione e fanno film anche da 30 milioni di buget, però mi sembra roba improponibile, i film in media durano più di tre ore strapieni di canzoni con balletti da mtv.

    "Mi piace"

  2. Sinceramente non ho una opinione concreta al riguardo, perché ho visto troppo poco.

    Mi sembrano comunque cose mostruosamente lontane dal nostro gusto e quindi anche difficili da apprezzare e valutare fino in fondo, se non come bizzarra curiosità esotica.

    Poi dipende anche dal film, per carità. Comunque sì, l'industria cinematografica indiana è colossale, ma da un bel po' di tempo, fra l'altro.

    "Mi piace"

  3. alcuni li esportano ma i distributori locali(come l'italia e la francia) il accorciano di un'ora tagliando tutte le canzoni, rendendoli in alcune parti difficili da comprendere. Comunque anche tagliando agli occhi di un occidentale sembrano parodie(sono quasi sempre film sentimentali ma non ci si può baciare/abbracciare perchè è tabu) Chissà se loro apprezzano i film americani. Magari li trovano troppo corti, seriosi e violenti.

    "Mi piace"

  4. Ho visto questo film qualche mese fa quando e' uscito nel mio paese. Era bravissimo, bellissimo, non ne posso smettere pensare anche oggi. Mi spezza il cuore e mi fa pensare, tutto cio' che non succede spesso. Non vedo l'ora al secondo tempo di vederlo

    "Mi piace"

  5. Visto ieri sera, piaciuto abbastanza ma non mi ha esaltato “fuck yeah!” come mi aspettavo. Aspettative troppo alte immagino, come dici nel tuo pezzo. Ma per inciso, quali sono le situazioni fumose che descrivi? Oddio, c'e' anche da dire che l'hai visto quasi due anni fa, quindi magari manco ti ricordi, pero' te lo domando lo stesso.

    E comunque…..Emily Blunt SPOSAMIIIIIIII!!!! L'ho ribeccata casualmente dopo essermi visto Edge of Tomorrow tre giorni fa. Questo e' ammmmore!

    "Mi piace"

Rispondi a Anonimo Cancella risposta

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.