The Making of Prince of Persia – Journals 1985/1993

The Making of Prince of Persia – Journals 1985/1993 (USA, 2011)
di Jordan Mechner

Jordan Mechner è un tipo ganzo. È una personcina gradevole e umile, pur avendo creato una fra le icone videoludiche (e non solo) più longeve della storia e pur essendo uno che ha curato pochi videogiochi, ma tutti notevoli (lista per gli smemorati: Karateka, Prince of Persia, Prince of Persia 2, The Last Express, Prince of Persa: Le sabbie del tempo e, adesso, il remake di Karateka). Ha un blog, che non aggiorna spesso ma è spesso molto interessante. Vuole bene ai suoi fan e al suo passato, che non dimentica, racconta con amore ed “elargisce” a piene mani. Ed è pure bello stare ad ascoltarlo quando chiacchiera alla GDC. E non solo quando racconta di Prince of Persia. Insomma, è un tipo ganzo.

Inoltre, è un tipo ganzo che fin da giovane ha l’abitudine di raccontare i suoi pensieri, le sue esperienze, la sua vita, in un diario, confusionario e assemblato un po’ come viene, perché è così che sono i diari, ma affascinante da percorrere a tanti anni di distanza. Le pagine che raccontano la lavorazione di Prince of Persia sono apparse piano piano proprio sul sito di Mechner, che poi, l’anno scorso, ha deciso di assemblarle in un libro, pubblicato prima sotto forma di eBook e poi pure in formato cartaceo. Un libro pubblicato bene o male così com’era, senza i tagli e le modifiche che magari, rileggendo, avrebbe voluto fare. Un libro che racconta di come un giovane sognatore, col cuore diviso fra videogiochi e cinema, sia riuscito testardamente a portare avanti i suoi progetti e a creare qualcosa che ancora oggi se ne sta ben scolpito nel cuore di tante, tantissime persone.

I diari di Jordan Mechner sono affascinanti non solo perché raccontano diversi piccoli retroscena, svelano la nascita di tante scelte, spiegano quanto Giordanino bello sia stato o non stato realmente coinvolto nelle conversioni, nel seguito, nelle mille forme che il Principe ha mostrato in quegli anni. Lo sono anche perché rappresentano una finestra sulla persona e per quegli istanti di totale umanità che emergono fra le righe. Lo shock per una morte improvvisa di un amico, l’orgoglio di fronte al successo per una propria creatura, il piacere di incontrare qualcuno che ti rispetta e ama il tuo lavoro, il terrore per il fallimento, il coraggio di scommettere tutto, l’ansia da prestazione, perché no. E la voglia di leggere il diario sulla lavorazione di The Last Express, il bellissimo “train game” le cui fasi di concepimento vengono sfiorate nella parte finale del libro. The Making of Prince of Persia – Journals 1985/1993, nella sua sconclusionatezza e nonostante qualche passaggio, inevitabilmente, sia meno interessante di altri, è una lettura piacevolissima non solo per chi ama quel videogioco, non solo per chi ama il videogioco, ma un po’ per tutti (compreso chi magari è incuriosito da qualche retroscena hollywoodiano). Tanto costa poco e va via in un attimo.

Io l’ho letto in edizione Kindle, ma come detto c’è anche la versione cartacea. È però per forza tutto in inglese, sia chiaro.

1 commento su “The Making of Prince of Persia – Journals 1985/1993”

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