The Walking Dead 03X06: "La preda"


The Walking Dead 03X06: “Hounded” (USA, 2012)
con le mani in pasta di Glen Mazzara e Robert Kirkman 
episodio diretto da Daniel Attias
con Andrew Lincoln, Michael Rooker, Norman Reedus, Lauren Cohan, Steven Yeun, Laurie Holden, Danai Gurira, David Morrissey

Ecco, il bello di aver letto il fumetto da cui è tratto The Walking Dead sta anche in finali come quello di quest’episodio. In altri casi, magari, anche se riescono spesso a prenderti in giro con modifiche, rivoluzioni, tragedie di un personaggio applicate a un altro e via di questo passo, sotto molti aspetti ti perdi comunque il gusto della rivelazione. Che so, penso a certe brutture di carattere di quel simpaticone del Governatore. In altri, però, c’è veramente da farsi venire una sincope. Ché a vedere come si stava risolvendo la gita in farmacia m’è presa l’ansia, pensando a quel che accade nella simpatica Woodbury a fumetti e tremando per un personaggio in particolare. Si nota, che sto girando attorno alla faccenda perché non mi va di fare spoiler? Comunque, bel finale, crescendo, ansia e poi finalmente il bell’incontro al cancello.

Per il resto, La preda, oltre ad avere un titolo italiano che francamente questa volta, dai, è quasi preciso, è un episodio un po’ di traverso, che muove le pedine sulla scacchiera, affronta conseguenze e prepara eventi futuri. Ma che lo fa mettendo in mostra questo Merle freak infame che pare essere pensato per scusarsi del fatto che han voluto dare un tono al personaggio del Governatore. E che in fondo a me piace, anche se il sessantenne che agita lama e pistola sbiascicando fa un po’ ridere. Ma soprattutto si mette in mostra Michonne, sempre più intenta a fare cose con il suo broncio da ninja incazzata del ghetto.

E poi tante altre cose, dalla faccenda del telefono molto ben rielaborata rispetto al fumetto ad Andrea che prosegue nella sua evoluzione di personaggio talmente apprezzabile che tutti vorrebbero vedere morto e sperano cambino la trama per far capitare a lei tutte le tragedie viste negli ultimi quaranta numeri del fumetto. Di sicuro, i momenti più impacciati dell’episodio sono quelli che la riguardano, anche se poi finiscono spesso per generare qualche trovata azzeccata. Perché in fondo, questo Governatore che manipola, chiude il quaderno coi trattini, seduce parlando di calci rotanti agli zombi, poi va fuori in vestaglia e pianifica le prossime porcherie, quindi torna dentro a fare il ciccipucci, è prevedibile, sì, ma sempre molto ben tratteggiato nel dare vita a una figura subdola, infame e interessante. E spoiler, ops.

E nel frattempo mancano due puntate alla pausa invernale e alle lacrime di sofferenza per la lunga astinenza. Ed è sempre più evidente che quella puntata là, con quel titolo là, sarà quella in cui cominceranno a volare le pizze, anche se dubito che sarà risolutiva come quella “equivalente” del fumetto.

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