Rurouni Kenshin


Rurouni Kenshin: Meiji kenkaku roman tan (Giappone, 2012)
di Keishi Ohtomo
con Takeru Sato, Yû Aoi, Emi Takei, Teruyuki Kagawa

Credo sia la prima volta che mi capita di guardare un film “live action” basato su un manga o un cartone animato, genere che mi sembra essere piuttosto diffuso in Giappone (ho però visto l’Ace Attorney di Takashi Miike, basato su un videogioco ma realizzato con spirito molto simile). Chiaramente non ne ho mai visti perché quei film faticano ad arrivare in Occidente e il motivo penso sia abbastanza chiaro: mentre i film-fumetto occidentali provano a limare gli aspetti più bizzarri delle opere originali, puntando sull’approccio realistico, smorzandone l’assurdità con un taglio comico e, in sostanza, anche nei casi più “variopinti” come quelli delle pellicole Marvel, adattando il tutto al gusto del grande pubblico nostrano, quelli giapponesi fanno l’esatto opposto. Abbracciano la totale follia estetica e di scrittura della fonte e la riproducono il meglio possibile su schermo, con tutte le assurdità che ne derivano. E che tutto sommato non vanno comunque distanti da un certo tipo di poetica che comunque si vede spesso al cinema in oriente, anche quando non si sta lavorando sull’adattamento di un fumetto per ragazzi.

O, insomma, questa è una lettura che do io. E del resto, quando a realizzare un film tratto da un manga ci si mettono di mezzo gli occidentali, tipicamente, o ci si ispira a opere dal taglio molto realistico (Crying Freeman) o si imbastardisce un po’ tutto cercando di ridimensionare il ridicolo e finendo per tradire lo spirito dell’originale (Fist of the North Star, Guyver). E realizzando film osceni, ma quello è un altro discorso. Tant’è che, pur avendo visto questi, per la mia percezione, Rurouni Kenshin è il primo film di questo genere che guardo. Insomma, detto che son curioso di vedere cosa combinerà il mio amico del cuore James Gunn con una roba totalmente senza senso come il film dei Guardiani della galassia, si tratta proprio di due universi parecchio distanti. Basta mettere a confronto come si approccia negli iuessei un film basato sui Transformers e cosa viene fuori quando i giapponesi decidono di portare sul grande schermo Yattaman.

In Guillermo Del Toro we trust.

OK, basta divagare: Rurouni Kenshin racconta di un samurai-assassino particolarmente ganzo e violento che, dopo aver dato il suo contributo al crollo dello shogunato Tokugawa e all’avvio dell’era Meiji, decide di abbandonare la via della violenza, darsi al vagabondaggio e dedicarsi ad aiutare il prossimo suo. Chiaramente accadono cose e si finisce di nuovo a combattere, anche se sempre evitando di uccidere. L’ambientazione storica è gustosa, guardacaso simile a quella di Tai Chi Zero, con la società occidentale che piano piano si fa strada fra le maglie del Giappone, e in questo contesto si sviluppa una storia stra-classica, con la cittadina che patisce le angherie del riccone di turno, le forze dell’ordine con le mani legate e lo straniero vagabondo che arriva a salvare la povera gente. Non so dire quanto tutto questo sia fedele all’opera originale, perché non ho mai visto il cartone animato e del fumetto ho letto solo i primi numeri  pubblicati da Star Comics (Kenshin Samurai vagabondo), ma la storiellina è semplice e funziona.

Certo, bisogna entrare nell’ordine di idee per cui l’eroe della situazione è un ragazzino giapponese con l’aria effeminata, il capello rossiccio, una ridicola cicatrice in faccia e che dimostra molti meno anni di quanti dichiarati dal personaggio. E bisogna saper assimilare l’atmosfera sopra le righe, il continuo passare dal melodramma più spinto alla comicità più demenziale, i personaggi usciti direttamente da un fumetto per caratterizzazione estetica e atteggiamenti… insomma, tutte quelle cose che non ci si aspetta di veder funzionare al cinema. Ci son tante belle immagini, le scene d’azione sono convincenti e c’è quell’atmosfera tutta stupidina e leggiadra da film giapponese per ragazzi. Per una seratina placida, va più che bene.

E questo era l’ultimo dei cinque film visti all’Asia Filmfest. Leggo in giro che forse lo distribuiscono fuori dal Giappone. Vai a sapere.

8 pensieri riguardo “Rurouni Kenshin”

  1. Giopa, non ci azzecca molto con questo tuo post, o forse un po' si… ma a s-proposito di film giapponesi durante una delle tante rassegne, non mi ricordo se Cannes o Venezia, vedemmo due film orientali, uno meglio dell'altro. Il primo era una divertente, per altro credo tratto da un manga, in cui c'era questo ragazzo che portava su e giù da una collina in auto del tofu… finisce poi a fare gare automobilistiche clandestine. Il secondo era una storia di Yakuza che coinvolgeva un polizzioto/investigatore e un suo amico d'infanzia… ricordo questa scena pazzesca e molto violenta in un ristorante. Descrizione al quanto vaga, ma mi ricordo che il film era veramente figo. Non è che per qualche strano motivo, nonostante questa mia scarna e vaga descrizione, ti ricordi i titoli di questi due film?

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  2. A occhio, direi che quello dell'auto era Initial D:
    http://giopep.blogspot.com/2005/09/venezia-milano-day-three.html

    Sul secondo non saprei… in quella stessa Venezia non mi sembra ci sia nulla che corrisponda alla descrizione.

    Comunque, magari scorrendo i titoli qui ti viene in mente:
    http://giopep.blogspot.de/2000/12/tutte-le-rassegne-cinematografiche-del.html

    Anche se purtroppo non ho scritto di TUTTE le rassegne a cui sono stato, quindi magari il film che intendi tu manca.

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  3. Riguardando i titoli, mi son resa conto che Venezia 2005 fu nn'edizione pazzesca!
    Cmq si era Initial D (per altro di quel gran figo di Andrew Lau)!

    Il secondo, l'ho trovato, era: “The City of Violence (Jakpae)” di Ryoo Seung-wan, ma era a Venezia 2006.
    http://www.nonsolocinema.com/The-City-of-Violence-Jakpae-di.html

    Eppure io ho questo ricordo di averli visti al Mexico uno dietro l'altro… sarà la vecchiaia.

    Cmq, ogni tanto mi tornano in mente certi film visti alle varie rassegne che mi piacerebbe recuperare così come mi tornano in mente tutti quelli di Oliveira che invece avrei dovuto evitare…

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  4. Però anche Initial D era un Live action… quidni sono rimasta in tema e se lo hai visto anche tu, fa si che questo sia il tuo secondo film Live action tratto da un manga 😛

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  5. Non lo consideravo proprio la stessa cosa, perché Initial D è talmente un bordello fra manga, videogiochi, cazzi e mazzi… mentre Rurouni è proprio tratto direttamente dal manga.

    Però in effetti hai probabilmente ragione. 🙂

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  6. Allora probabilmente nello stesso giorno ho visto sia questo che Exiled e non Initial D.

    Ho riguardato anche io i trailer di City of Violence… e ci son cose che non ricordo per nulla, però rammento due scene in particolare, una si vede anche nel trailer, cioè l'accatto in strada per opera di teppisti e la mattanza finale nel ristorante. In generale però mi ricordo che il film mi era piaciuto e anche Exiled.

    Sti coreani son tutti uaguali anche nei nomi!

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