I mercenari 2

The Expendables 2 (USA, 2012)
di Simon West
con Sylvester Stallone, Jason Statham, Jean-Claude Van Damme, Scott Adkins, Nan Yu, Dolph Lundgren, Randy Couture, Terry Crews, Jet Li, Liam Hemsworth, Chuck Norris, Bruce Willis, Arnold Schwarzenegger

The Expendables 2, purtroppo, qua in Germania è uscito con un paio di settimane di ritardo rispetto all’Italia, che oltretutto si sono trasformate in quattro perché al mio cinema di riferimento davano il Fantasy Filmfest. E quindi l’ho visto solo ieri. E quindi, francamente, non so neanche quanto senso abbia mettermi qui a scriverne. Non è passato tempo a sufficienza perché questo possa essere un post su un film “vecchio” recuperato in Blu-ray, ma è passato tempo a sufficienza perché ormai sia un post vecchio, tanto più che bene o male penso finirò per ripetere cose dette da altri. In particolare, cose dette da chi ha scritto la recensione giusta. Insomma, mi è piaciuto, mi è piaciuto da matti, mi sono divertito come un bimbo, mi sono divertito francamente più che col primo episodio, e le ragioni stanno sostanzialmente tutte in quell’elenco di nomi là sopra e nel modo in cui quegli attori sono stati usati. Sì, non è un grandissimo film, c’ha mille problemi e tutto quel che vi pare. Ma è, ancora una volta, esattamente quel che mi aspettavo, e tutto sommato, questa volta, perfino quel che speravo. Un film in cui questi mitici vecchietti si divertono a fare i coglioni, ci fanno l’occhiolino e mettono in scena un teatrino che non ci prova neanche più a fare il dramma crepuscolare e sbraca proprio a carte scoperte.

Simon West si limita a fare da balia, a cercare di tenere buoni un po’ tutti quanti come il Phil Jackson dei bei tempi e a dirigere come meglio può le scene d’azione. E non è che sia esattamente il regista più talentuoso del millennio, anzi, in buona parte delle sparatorie sembra veramente che sparino tutti in giro a caso, però riesce comunque a confezionare un avvio eccellente e, quando non deve tenere in piedi i vecchietti con centoventi stacchi di montaggio, ma può dedicarsi per esempio a Jason Statham, Scott Adkins e Jet Li, dirige anche un paio di combattimenti in cui si capisce bene quel che sta succedendo (mentre Stallone, nel primo episodio, non faceva capire una sega pure quando a menarsi erano, per l’appunto, Statham, Li e Gary Daniels). Anzi, la scena d’azione iniziale è veramente uno spacco furioso, roba da mettersi subito nello stato d’animo giusto, e concede anche a Jet Li il piacere di congedarsi facendo in cinque minuti più di quanto fosse riuscito a fare in tutto il precedente film. Per il resto, ancora una volta, questo è un film da un’ora e mezza abbondante in cui bisogna dare spazio a tutti, qualcuno finisce per forza in disparte e non ci si può certo aspettare grande attenzione alla psicologia dei personaggi. Anzi, diciamocelo, in quei dieci minuti centrali in cui a un certo punto si mettono a parlare di cose serie ci si annoia abbastanza.

Eppure, bene o male, fanno davvero tutti quel che devono, anche quelli che fanno proprio pochino perché il loro spazio l’avevano avuto due anni fa. Randy Couture e Terry Crews, per dire, non fanno praticamente nulla, ma il primo rimane adorabile e ha una fra le migliori battute del film (“Retards”), mentre il secondo, beh, fa lo scemo. Dolph Lundgren è simbolo dell’impostazione da meta-cazzata, con il suo personaggio intelligentissimo e  über laureato ma dedito a tirar mazzate tanto quanto l’attore che lo interpreta. Nan Yu non dà fastidio. Liam Hemsworth, essendo l’unico in grado di parlare senza impappinarsi, ha l’ingrato compito di sostituire il monologo di Mickey Rourke, e fa pietà, ma per il resto funziona, ubbidisce come un cagnolino e soprattutto, spoiler, finisce per fare esattamente quel che deve fare. Scott Adkins, a proposito di fare quel che si deve e si sa fare, smette per fortuna i panni di quello che vuole imparare a recitare per fare l’eroe ganzo e sostanzialmente interpreta Boyka: russo, incazzato, cattivissimo in una maniera brutale come solo negli anni Ottanta ne vedevamo. Bruce e Arnold fanno quello che sanno fare meglio: il primo si diverte e fa il sarcastico, il secondo apre bocca unicamente per dir cazzate, come solo lui sa fare. Alla lunga, le battute di Schwarzy arrivano anche a stancare un po’, ma si riprende alla grandissima con le sue ultime parole (“Like us”), che davvero ritraggono il meglio possibile tutto il teatrino e ti fanno uscire dalla sala col sorriso stampato in faccia. Chuck Norris, beh, un po’ spiace che l’atleta e il personaggio che era siano svaniti nel tempo, ma tutto sommato ci sta, che a settant’anni, quando se alza una gamba finisce sulla sedia a rotelle, faccia il vecchietto piacione che interpreta il personaggio dei Chuck Norris Facts da lui adorati. E poi, quando lancia un tizio fuori dalla finestra e poi per sicurezza gli spara anche, due volte, ho avuto un sussulto. Stallone e Statham, infine, riprendono il loro battibeccare in stile Casa Vianello e tengono tutto assieme con gran stile, riservandosi lo scontro coi due super cattivi. A proposito, Van Damme, incredibile, ce la mette tutta e sfrutta come meglio non si potrebbe lo scarso minutaggio, regalando un cattivo di quelli buffi e sopra le righe, che veramente ti viene voglia di alzarti e correre ad abbracciarlo.

Insomma, The Expendables 2 è una divertente, adorabile stronzata, ed è esattamente la stronzata che era lecito attendersi da un film col casting fatto su Twitter e il cui quid – evidente già dai trailer, fra portiere sradicate in stile Commando e minchiate varie – sta in un gruppo di scemi che si perculano citandosi a vicenda le battute dei rispettivi film. Oltretutto c’è anche un discreto lavoro per intenditori e, dietro a cose ovvie come Willis che dice a Schwarzenegger “I’m back” e si sente rispondere “Yippie ki-yay”, si trovano citazioni ben più dedicate agli appassionati. Il tono è di totale e divertita cialtronata, fra Dolph Lundgren che fatica palesemente a trattenere le risate quando Stallone cita il suo “Rest in pieces” e Norris che, nel bordello finale, appare e scompare come se fosse photoshoppato sulla pellicola, infilandosi in punti a caso tipo smart bomb. E va bene così, è giusto così e tanti saluti. Anche perché poi, alla fin fine, io mi sono rilassato e divertito in compagnia dei nonnetti per un’ora e quaranta, ho goduto fortissimo su certe improvvise esplosioni di carica brutale e ho provato quei brividi giusti in quei momenti giusti. Quando Bruce e Sly si fanno le facce brutte all’inizio in penombra. Quando Bruce, Sly e Arnie sono lì, in piedi, assieme, che fanno saltare tutto per aria. Quando Jason e Scott si trovano di fronte e cominciano a prendersi fortissimo a calci. Quando poi alla fine, finalmente, Sly e Jean-Claude si picchiano fortissimo. E d’accordo, non c’è un singolo combattimento del livello delle mazzate fortissime fra Stallone e Steve Austin nel primo film, ma non si può mica avere tutto. Anche perché quel che ho avuto è esattamente quel che volevo. E tutto sommato, sì, sarebbe stato carino vedere questa gente tutta assieme quando avevano ancora le gambe per stare in piedi, invece che adesso, quando il più giovane va per i quaranta e ha pure alle spalle un infortunio che lo limita, ma allo stesso tempo no, perché sarebbe stata una cosa completamente diversa. Perché sono i ricordi, il mito e i vent’anni di attesa, a farti venire i brividi quando quegli omoni si guardano negli occhi.

Il film l’ho visto qua a Monaco, in lingua originale, e vale lo stesso discorso del primo episodio: ci sono solo attori “foreign” che non sanno parlare bene in ammerigano, attori che sanno parlare bene in ammerigano ma sbiascicano apposta, attori britannici, attori britannici che fanno apposta l’accento russo e Sylvester Stallone. Non si capisce un cazzo. Va però detto che, essendo questo seguito così basato su citazioni di frasi storiche assortite, probabilmente alcune cose con la traduzione si perdono. Ma d’altra parte il giocattolo è rotto in partenza, dato che l’impatto di buona parte di quelle frasi era andato perso già nei film originali.

5 pensieri riguardo “I mercenari 2”

  1. la genialata è che si prendono in giro ma è violento, non mi piace che ci mettano Jason Statham, non perchè non sia un ganzo ma perchè non c'etra niente con le vecchi glorie, è attivo dal 2001. tanto vale invitare anche vin disel e the rock

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  2. Ma infatti secondo me ci starebbero bene anche loro. Poi, secondo me, Statham alla fine ha diritto di cittadinanza, in quanto fondamentalmente erede dei vecchietti, e almeno con lui abbiamo l'occasione di vederlo in robe di questo genere quando ancora riesce a tirar due calci. Stesso discorso per uno Scott Adkins, per dire.

    Trovo molto più fuori posto Terry Crews, allora. Che, per carità, mi va comunque bene che ci sia, eh!

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  3. No, il genere di film d'azione che piace adesso (ed è valido, secondo me) è Fast & Furious 5.

    Questo è una cosa un po' diversa, è il teatrino dell'amarcord, che incidentalmente è anche un film d'azione (e un paio di scazzottate gradevoli comunque le ha, ma anche in quelle il punto è più *chi* si mena che altro).

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