Compliance

Compliance (USA, 2012)
di Craig Zobel
con Ann Dowd, Dreama Walker, Pat Healy

Compliance è un piccolo e strano film, che si racconta in maniera cruda, asettica, divertente e un po’ agghiacciante, con quella comicità viscida che ti fa vergognare del tuo divertirti per quel che vedi. Narra i bizzarri eventi di una bizzarra giornata in un fast food americano, ispirandosi a fatti realmente accaduti in più di un posto, anche se magari non riproducendo in maniera fedele un episodio specifico. E che accade? Accade che la manager del posto riceve una telefonata dalla polizia, in cui le viene detto che una sua cassiera ha rubato dei soldi da una cliente. A quel punto il poliziotto comincia a impartire ordini, pretende che la ragazza in questione sia portata nel retro del negozio e perquisita, prosegue imponendo gesti e comportamenti sempre più inquietanti. E tutti, spaventati, ubbidiscono.

Come le cose si sviluppino non lo dico, anche perché il bello di Compliance sta anche nel suo lento preparare la vicenda e nel modo in cui fa intuire ma lascia in sospeso fino a quando decide di far capire cioò che comunque si intuisce fin da subito (e in realtà immagino sia detto anche nella promozione del film, ma io sono entrato in sala senza saperne nulla). Quel che dico e ribadisco è che si tratta di un film capace di mettere davvero a disagio nonostante la sua comicità anche un po’ surreale, forse proprio perché quei fatti surreali sono in realtà tutt’altro che fantasiosi. E poi per la bravura degli attori, tutti assolutamente in parte nel riprodurre una mediocrità comune, da gente qualunque, in una giornata qualunque, in un’America qualunque. Gente che magari conosci, gente che potresti pure essere te.

Menzione d’onore, comunque, per Dreama Walker. Intanto per il nome che si porta dietro, santo cielo. Poi perché è sorprendentemente brava e in grado di interpretare un personaggio non semplice. Infine per la scelta di casting perfetta: con quella faccia che si ritrova, rischia di essere condannata a interpretare più o meno sempre il ruolo della fidanzatina stronza e un po’ puttana (tipo in The Good Wife), e anche per questo motivo ci si sente ancora più a disagio nel seguirne le disavventure, perché ci si rende conto che no, neanche alla fidanzatina stronza e un po’ puttana, vorremmo veder capitare cose del genere.

Il film, per il momento, ha fatto solo il giro dei vari festival internazionali e sta iniziando a conquistarsi delle date di uscita nel mondo. Attendiamo.

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