Eden

Eden (USA, 2012)
di Megan Griffiths
con Jamie Chung, Matt O’Leary, Beau Bridges

E quest’anno il premio “non c’entra nulla con il Fantasy Filmfest ma è ganzo, potevamo infilarcelo e quindi perché no” va a Eden di Megan Griffiths. E meno male, aggiungerei, perché Eden è un film bellissimo, duro, che riesce a colpire nello stomaco e mettere sinceramente a disagio pur senza scivolare mai nell’esplicito, men che meno nel gratuito. Uno di quei film per i quali l’avviso “basato su fatti realmente avvenuti” ti lascia addosso una sensazione di sporcizia veramente difficile da schivare, perché gli avvenimenti saranno anche romanzati ma la sostanza rimane, ed è una sostanza sporca, brutta, di quelle che poi ti vergogni un po’ di stare al mondo, anche se tu certe cose non le faresti mai.

La storia si ispira a quella di Chong Kim e, cambiando i nomi delle varie persone, racconta di un’organizzazione per la tratta di schiave sessuali nel bel mezzo degli USA, a due passi dalle vite normali di chi ignora o sceglie di ignorare. Adolescenti che vengono rapite e costrette a vivere in un magazzino in mezzo al deserto, tenute in ottime condizioni igieniche e di salute, date in affitto come prostitute, attrici di film porno e altre sciccherie. Tutto è perfettamente organizzato, con tanto di braccialetto per la localizzazione atto ad evitare fughe, perfetta rete di contatti coi clienti e copertura ai limiti dell’impenetrabile garantita dalla presenza di un marshall (Beau Bridges) a coordinare l’attività. Insomma, una vera e propria agghiacciante azienda, pensata nei minimi dettagli e per ogni evenienza.

Megan Griffiths racconta i fatti seguendo il viaggio personale della sua protagonista, interpretata da una bravissima Jamie Chung (ma fantastici anche Matt O’Leary e Beau Bridges), raccontando tre mostruosi anni della sua vita e il modo in cui è riuscita ad adattarsi e a compiere gesti insopportabili aggrappandosi a una speranza di libertà. Tutto è messo in scena con una grazia fenomenale, senza indugiare mai sulle umiliazioni e il degrado subito dalle donne protagoniste. E forse anche per questo, per la parvenza di normalità che pian piano assumono le vicende e per il modo credibile e assolutamente non esasperato in cui vengono tratteggiati i personaggi, risulta ancora più forte e capace di colpire allo stomaco. Insomma, bellissimo.

Per il momento Eden sta facendo il giro dei festival internazionali, ma pare che all’inizio del prossimo anno comincerà ad essere distribuito.

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