Cockneys vs Zombies

Cockneys vs Zombies (GB, 2012)
di Matthias Hoene
con Rasmus Hardiker, Harry Treadaway, Michelle Ryan, Alan Ford, Georgia King

Mi sono avvicinato a Cockneys vs Zombies aspettandomi un nuovo Attack the Block, e sicuramente l’errore è stato mio. Speravo di godermi una bella proiezione in una sala piena di tedeschi ubriachi pronti a divertirsi, far casino, ridere e scatenare applausi davanti a un film divertente, ben girato, carico d’azione e di battute adorabili. I tedeschi c’erano ed erano ubriachi, ma il problema è che ci siamo trovati tutti assieme davanti alla solita commedia che ti aspetti divertentissima e poi scopri che le scene più divertenti le hai già viste nel trailer. E quando le rivedi al cinema ti fanno ridere molto meno. Eccolo, il trailer:

Ora, già la roba che si vede qua sopra non è che sia da strapparsi i capelli, ha giusto un paio di trovate davvero belle, ma insomma, uno ci spera. Il film, però, ci aggiunge appena un paio di cose azzeccate (raro esempio di film i cui protagonisti hanno visto dei film di zombi e sanno come comportarsi, per dire) e ci mette attorno un sacco di scene barbose, una comicità piuttosto piatta, una regia di un moscio che non ci si crede, Michelle Ryan che fa la dura e praticamente nient’altro. Poi, certo, bisogna mettere in conto che magari io, da italiano, non riesco a cogliere almeno un po’ della comicità legata al giocare con gli stereotipi dell’essere cockney oggi, e per onestà devo aggiungere che le scene dedicate ai personaggi anziani sono tutte gradevolissime. Ma non c’è altro.

E rimane il fatto che guardando Cockneys vs Zombies si ride davvero poco, spesso di quel ridacchiare non convinto in cui ci si sta tirando di gomito a vicenda perché sai che è una scena in cui bisogna ridere. In più, non ci si emoziona mai e non si gode nemmeno di un po’ d’azione fatta come si deve. Shaun of the Dead non tiriamolo proprio in mezzo, insomma, che è veramente tutto un altro campionato, rispetto a questa robetta in cui si passa la maggior parte del tempo con addosso quell’espressione un po’ delusa del cagnolino a cui han sventolato davanti un osso e poi han deciso di non darglielo per dispetto. Mestizia.

Il film è stato diretto da un tedesco, che prima della proiezione è salito sul palco e ha detto delle cose in tedesco. Ma io il tedesco non lo capisco, quindi sarcatz.

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