I bambini di Cold Rock

The Tall Man (USA, 2012)
di Pascal Laugier
con Jessica Biel, Jodelle Ferland, Stephen McHattie

Allora, parliamoci chiaro: se uno guarda il poster e il trailer qua sopra, scorre i credits su IMDB e ci somma “il regista di Martyrs” e “Jessica Biel”, è tendenzialmente portato a pensare che The Tall Man (annunciato per l’italia come I bambini di Cold Rock) sarà un film horror tutto crudele, cattivo e spaventevole con una qualche forma di Babau o di serial killer che rapisce i bambini, con Jessica Biel più o meno nuda che viene riempita di schiaffi e con l’uomo che fuma di X-Files. E invece, The Tall Man, nonostante per un po’ ti faccia anche credere di essere questa cosa qui, non è assolutamente un film horror, al massimo è un poliziesco con un po’ d’azione, ha sempre in scena Jessica Biel struccata con addosso un maglione smunto e nemmanco inquadrata di terga (però un po’ di schiaffi li prende) e, sì, ha l’uomo che fuma di X-Files in un ruolo di contorno. Tutto ciò non è necessariamente un problema, anzi, però, a volte, tarare le aspettative aiuta, perché se vai al cinema a guardare ‘sta roba aspettandoti il sangue poi finisce che ci rimani male.

E di che parla, The Tall Man? Limitiamoci a dire che parla di quel che dice il trailer e di molto altro, perché poi, un po’ come in Brake, tutto il film è basato su una lunga e continua serie di colpi di scena e ribaltoni che sarebbe un peccato svelare. E che, tanto quanto in Brake, funzionano in misura direttamente proporzionale alla voglia di chi guarda. Un po’ perché, al centododicesimo colpo di scena, è difficile biasimare chi perde interesse nella storia o comunque smette di crederci, un po’ perché comunque è proprio il tipo di storia in sé, costruita in questa maniera, che tende a farti “uscire” dal racconto ed entrare nell’ordine di idee del “OK, vediamo se sgamo in anticipo il prossimo ribaltone”.

Al di là di questo, e del fatto che tutto sommato, se ci si lascia andare, alla fine rimane sempre divertente farsi prendere per il culo dal gioco dei cento twist in cinque minuti, bisogna anche dire che The Tall Man ha ambizioni che vanno pure oltre il solo giocherellare coi colpi di scena. Prova infatti a fare discorsi sui massimi sistemi e si concede il lusso di non tirare conclusioni nette e lasciare qualche dubbio su dove stia la ragione, su quali siano le scelte giuste. Certo, se poi tutto questo me lo confezioni a botte di spiegoni interminabili, la morale dubbia me la consegni recitandola per filo e per segno e sottolineandomi violentemente il punto di domanda, e oltretutto ti appoggi su sottili e originalissime soluzioni narrative come la bambina dark che non parla e si esprime disegnando sul quaderno, beh, poi non ti puoi nemmeno stupire se in sala partono le risatine e qualche pernacchia. Però si apprezza il tentativo, dai.

Incredibile ma vero, ho una data da segnalare per l’uscita italiana di un film visto al Fantasy Filmfest! I bambini di Cold Rock dovrebbe infatti manifestarsi al cinema in Italia il 21 settembre. 

7 pensieri riguardo “I bambini di Cold Rock”

  1. dato che sei un ottimo redattore ti faccio una domanda, come fanno a dare 10 a mass effet 2 se ha un gameplay orrido?(tps di serie c) Capisco la trama, i dialoghi ecc ma un gioco deve anche essere divertente, non mi aspettavo certo uncharted, gears of war, max payne 3 ma almeno le sparatorie ai livelli di red dead redemention.

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  2. @Anonimo
    Beh, che abbia un gran bel fisico mi sembra indiscutibile. Sicuramente non ha un viso dai tratti morbidi e regolarissimi, però devo dire che col passare degli anni ha iniziato a piacermi di più. Sarà contenta di saperlo. 😀

    @forzajuve
    Mass Effect 2 lo sto giocando in questo periodo, sono più o meno a metà, mi risulta difficile dare un giudizio completo. Comunque, nel caso di un Mass Effect, trama e dialoghi sono fondamentali e, soprattutto, sono parte integrante del gameplay, quindi è pure normale che siano importanti nel giudizio. Detto questo, a me sembra tu stia parlando del primo episodio: Mass Effect 2 non sarà Uncharted ma è uno TPS più che discreto, con una I.A. degna (specie se alzi il livello di difficoltà) e un buon design delle arene. Considerando che comunque rimane un ibrido di generi, non mi lamento (e secondo me Red Dead Redemption è decisamente peggiore, da giocare). Poi non so se gli darei un 10, ma questo è un altro discorso.

    @Marco
    Eh, è un po' il trend lanciato da un certo filone dell'horror.

    @Michele
    Secondo me, tutto sommato, questo non è un brutto film, ma occhio che con Martyrs c'entra davvero poco. In Italia c'è il Fantafestival a Roma, no? Non ci sono mai stato, ma penso sia valido. Poi ricordo i bei tempi del Dylan Dog Horror Fest a Milano… 🙂

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  3. Allora, non è che rifiuti “di base” i giochi lunghissimi, è che mi spossano e soprattutto, a meno di momenti della mia vita particolarmente favorevoli, finiscono per durarmi una quantità mostruosa di tempo. Poi sicuramente preferisco cose che durano poco, amo la sintesi e resto convinto che la maggior parte dei giochi non abbia sufficienti idee di gameplay “da giustificare” più di dieci ore.

    Partendo da queste basi, è chiaro che quando son lì che mi chiedo se voglio giocare a un GDR da 100 ore o a una robetta indie, beh, la maggior parte delle volte scelgo la robetta indie. 😀

    Poi ogni tanto mi imbarco nell'impresa, e finisce quasi sempre malissimo: o finisco Red Dead Redemption sostanzialmente non dormendo per una settimana, oppure inizio Mass Effect 2 a fine maggio e a settembre sto ancora a metà gioco (forse). 😀

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