Eva

Eva (Spagna, 2011)
di Kike Maillo
con Daniel Bruhl, Claudia Vega, Marta Etura

Eva è il classico film spagnolo che ci fa rosicare perché in Italia una roba così non la fanno neanche per sbaglio e siamo rimasti fermi a Nirvana. È un tentativo di fare fantascienza adulta, credibile, approfondita e interessante, ed è un film realizzato con cura, che ha magari il solo difetto di limitare la propria ambizione all’ambito produttivo, mentre alla fin fine la storia se ne rimane bella adagiata sui binari del reinterpretare la solita faccenda di Pinocchio. Cosa che comunque fa con grande sensibilità, trasmettendo un calore e una passione fortissimi, che sciolgono le nevi dell’ambientazione alpina.

Insomma, Kike Maillo si limita a raccontare una storia semplice, dalle tematiche tutto sommato molto simili a quelle di I.A., ambientata in una cittadina montana che sembrerebbe attuale, non fosse per la presenza di automobili dalla propulsione strana, computer fascinosi e, certo, robot. Robot di tutti i tipi, dai bidoncini in stile Guerre Stellari a quelli un po’ più camuffati, che simulano il comportamento degli animali domestici e delle persone, il cui livello emotivo può essere regolato in una scala da 1 a 10 e che comunque tradiscono sempre la loro natura artificiale.

In questo contesto, il protagonista è un genio della robotica a cui viene commissionato il lavoro sulla creazione di un bambino robot, con tutte le difficoltà del caso nel ricreare l’emotività instabile di un infante e i problemi derivanti dal fatto che sta tornando nel luogo in cui è cresciuto e dove suo fratello ha sposato la sua vecchia fiamma. E insomma, quel che segue è abbastanza prevedibile: drammi familiari, amori repressi, invidie assortite e, ovviamente, tutta la faccenda dell’intelligenza artificiale. Però il film è raccontato bene e appassiona, nonostante le classiche trovate visive per rendere cinematograficamente ganza l’arte della programmazione risultino francamente un po’ ridicole e fuori contesto. Comunque, una bella visione.

Il protagonista è lo stesso Daniel Brühl di Goodbye, Lenin! e Bastardi senza gloria. Ma quante lingue parla? Comunque, Eva, che è passato dal Festival di Venezia l’anno scorso, è uscito in Italia ieri, proprio il giorno in cui l’ho visto qua al Fantasy Filmfest. 

1 commento su “Eva”

  1. L'ho visto anch'io ieri, dopo aver fatto dei numeri per trovarlo a Milano (una sola sala in tutta la regione).

    La frase con cui apri il commento è perfetta: noi ci siamo fermati a Nirvana.
    Eva non è un film perfetto ma si lascia vedere con gusto e sa colpire lo spettatore nel modo e nei punti giusti.

    Peccato per una distribuzione così terribile, con l'uscita di Batman che ha fagocitato tutto.

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