Alien³

Alien³ (USA, 1992)
di David Fincher
con Sigourney Weaver, Charles S. Dutton, Charles Dance

Dire che la realizzazione del terzo Alien è stata un parto è banale, oltre che forse anche un po’ riduttivo, ma è in tinta con le tematiche uterine, vaginali, e materne della serie e ce lo facciamo quindi andare bene. David Fincher, che all’epoca era solo un esordiente videoclipparo in balia dei produttori cattivi, è tutt’ora talmente in puzza su questa storia da essere l’unico regista della serie a non aver voluto sfiorare neanche con un bastone la riedizione estesa del suo film. La leggenda narra che abbia dato la sua approvazione, ma non si va oltre. E quindi il mondo si è sempre diviso fra “è bruttarello, ma è colpa della produzione”, “è bruttarello, che me ne frega del motivo?” e “a dire il vero a me piace”. Dell’ultimo gruppo faccio parte io che, nonostante quella “eruzione” finale l’abbia sempre trovata pacchianissima e sostanzialmente fuori luogo, avevo un bel ricordo dell’Alien³ visto al cinema e mai più rivisto. Una roba certo non eccellente, ma gradevole, con qualche buona idea e in fondo più vicina a ciò che mi piacerebbe trovare in un film di Alien rispetto a quanto fatto da James Cameron. Certo, all’epoca pensavo anche che Aliens rimanesse nel complesso un (gran bel) film superiore, mentre oggi la vedo un po’ diversamente.

E a riguardarlo oggi, come m’è parso ‘sto terzo Alien? Stessa roba, con qualche ma. Fincher ripete la mossa di Cameron e rade al suolo tutto ciò che è venuto prima, ammazzando o condannando a morte chiunque fosse sopravvissuto e tornando, seppur alla sua maniera, alle basi del primo film, con un singolo alieno intento a far fuori un pezzetto alla volta un gruppo di persone impreparate e impotenti. Ripley si ritrova unica donna in un carcere stellare dove i peggiori criminali della galassia hanno scoperto la religione e l’accento britannico, impegnata a combattere i feromoni e l’alieno, dentro e fuori di lei. Ne viene fuori un film sporco, ruvido, pessimista fino al midollo, che ha anche dalla sua un una splendida colonna sonora e un paio di belle intuizioni nel mostrare un alieno che assume le caratteristiche canine del suo ospite e nella “alien cam” che fa vivere gli inseguimenti da appesi al soffitto, con quel grandangolo spanato che ci siamo poi sorbiti più e più volte nei videogiochi. Parlare di sceneggiatura, considerando le mille versioni per cui è passato lo script, è un po’ come sparare sulla croce rossa, ma certo il film non fa molto per distaccarsi dal modello standard della storia da film horror di quei tempi. Di buono ci sono una sempre ottima Sigourney Weaver, che rende in maniera convincente e sofferta l’evoluzione del suo personaggio, e il suo rapporto col simpatico medico interpretato da Charles Dance, che fra l’altro fa la sua inevitabile fine prima di quanto sarebbe lecito attendersi, regalando forse l’unica vera sorpresa del film.

E alla fin fine, nonostante tutti i drammi esistenziali e le rosicate, nonostante degli effetti speciali al computer invecchiati anche peggio dei dialoghi di Cameron, Fincher il suo fantahorror gradevole e divertente l’ha diretto. Sicuramente è pasticciato, ha tanti alti e bassi, e probabilmente ha dalla sua soprattutto (ma tanto quanto il precedente e il successivo) una mitologia e un design che altri si sognano e senza le quali non se lo ricorderebbe nessuno. Epperò quella sporcizia ruvida e quell’atmosfera di blanda e abbandonata disperazione, che cresce inarrestabile, nuclearizzando ogni speranza fino a un finale non proprio nella norma per una grossa produzione hollywoodiana, gli lasciano addosso un fascino tutto particolare. Almeno credo.

Ho guardato l’Assembly Cut del 2003, sul quale non so decidermi. Da un lato mi sembra faccia danni piuttosto simili a quelli dell’edizione estesa di Aliens, allungando troppo il film, ammazzandone il ritmo e aggiungendo cose superflue o dannose. La parte centrale con l’alieno catturato e il matto che lo libera riassume tutto: è la svolta di trama più banale e vista mille volte di ‘sto genere, allunga il film senza aggiungere nulla di particolarmente interessante e ne fa a pezzi il ritmo. Inoltre, l‘alieno nato da un cane, e quindi quadrupede agile e veloce, della versione cinematografica era una bella idea. Se lo fai nascere da una vacca come accade in questa versione, ok, rimane quadrupede, ma si perde un po’ il senso del resto. Senza contare che la scena in cui la prima vittima vede le tracce dell’alieno e pensa si tratti del cane diventa una roba senza senso. Allo stesso tempo, però, le piccole aggiunte iniziali con i galeotti monaci sono fascinose e soprattutto il finale senza l’alieno che balza fuori è diecimila volte meglio di quello originale. Mi sa che per me l’ideale sarebbe avere la versione originale con appiccicato sopra il finale dell’estesa.

7 pensieri riguardo “Alien³”

  1. Mi rese perplesso.
    Il film,intendo.
    Ripley atterra su un pianeta di soli galeotti uomini…….ricordo che pensai:”come prima cosa la violentano qualche giorno di fila tutti quanti,poi se sopravvive ,diventa comunque la schiava(in tutti i sensi)della marmaglia”.
    Questo,non perchè sono un mostro io,ma perchè è quello che succederebbe(è successo….) se una donna finisce in una “gabbia di soli uomini in astinenza.Da tempo.E sono pure delinquenti”.
    Il film “alien 3”:lo trovai inutilmente forzato.
    Muoiono tutti i superstiti del secondo episodio,tranne Ripley,che si ritrova nella solita,ritrita situazione:alieno “lupo”fra umani “agnelli.
    Fincher voleva fare un tabula rasa per creare qualcosa di originale?
    Bastava chiedere a me:fai morire Ripley ad inizio film(con gli altri)e,sorpresa:è sopravvissuta Vasquez,la marine messicana tostissima del secondo episodio,passando il testimone della sfiga spaziale ad una che le cartelle nei denti sapeva tirarle davvero.
    Artificioso anche questo,mi dite?
    Avete ragione.Effetto delusione,suppongo.

    Oh,mia classifica personale della saga:
    1-Alien
    2-Aleins
    3-Alien-la clonazione(e mi piaque.Giuro!mi divertì un sacco alien-super-ripley che piegava i muri,non temeva gli alien e menava i pirati…..e gradii persino l'eccesso horror-gore di alcune scene,ed il potenziale dei pirati,più ganzi tuttosommato della soldataglia……)
    4(e pure molto distaccato)-Alien3

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