The Grey

The Grey (USA, 2012)
di Joe Carnahan
con Liam Neeson, Frank Grillo, Dermot Mulroney, Dallas Roberts

Allora, parliamo di trailer un po’ truffaldini, come ai bei tempi di Killer Elite (a proposito: se IMDB non mente, a giugno arriva in Italia). Agevolo il trailer di The Grey.

Ora, sarà anche che non ho letto il racconto su cui è basato, ma io, dopo aver guardato questo trailer, mi aspettavo una specie di horror, di quelli con le bestie feroci mitizzate e imbattibili, pieno zeppo d’azione dall’inizio alla fine. E anche piuttosto tamarro, considerando che ti fa intuire che vedrai Liam Neeson che fa a cazzotti con un lupo gigante dopo essersi legato alle nocche della roba tagliente raccolta a caso per terra. E che è scritto e diretto da Joe Carnahan, quello di Narc e A-Team. Sbaglio? Eh, sì, sbaglio, dato che invece l’altro giorno, andando al cinema, mi sono trovato davanti a una storia tutta incentrata sui personaggi, in cui l’elemento dei lupi, per quanto presente, è quasi più un pretesto che altro (un po’ tipo quei film sul baseball ma che però in realtà guarda parliamo della condizione umana). Un film in cui non c’è un briciolo d’azione e anche tutte quelle scene action suggerite dal trailer in realtà non sono tali. E, addirittura, un film bello.

The Grey c’ha le pretese, vuole fare il bel film intenso di studio sui personaggi, e ogni tanto è convinto di avere un quoziente intellettuale superiore a quello che si porta realmente dietro, ma nonostante questo, e nonostante i lupi fatti al computer siano spesso inguardabili, bello lo è per davvero. Che sia una cosa diversa dal film con Liam Neeson che si tira le pizze coi lupi te ne rendi conto abbastanza in fretta, e ne hai forse la definitiva conferma per il modo notevole con cui vengono messi in scena il disastro aereo e le sue immediate conseguenze. Da lì in poi, ci si ritrova per le mani un film con un protagonista che svetta su tutti ma non oscura il gruppetto di personaggi che si porta dietro. Certo, alcuni stanno lì solo per essere sbranati, ma la sceneggiatura si preoccupa comunque di dare loro tridimensionalità e trasformarli in esseri umani credibili, prima di farli fuori uno per uno. E se lo sviluppo è quello convenzionale, una morte via l’altra, il modo in cui viene raccontato lo è magari un po’ meno.

Perché, al di là di qualche spavento, di due o tre scosse d’adrenalina improvvise, The Grey si preoccupa più che altro di raccontare l’ineluttabilità. Se una decina scarsa di persone si trova precipitata fra le montagne e i boschi, seppellita dalla neve, senza provviste o risorse, preda di un tempo e un freddo implacabili e pure braccata da un branco di lupi incazzati e vogliosi di difendere il territorio, beh, come potrà mai andare a finire? Esatto. Poi, certo, fra quelle dieci persone c’è Liam Neeson che rimanda un po’ l’inevitabile, ma sempre inevitabile rimane. E quindi il film avanza implacabile, concedendo davvero poco allo spettacolo e proiettandosi sempre più verso la depressione completa e un finale che, pure lui, sceglie di non concedere nulla e prosegue dritto per la sua strada (nonostante quella manciata di secondi post titoli di coda che, dai, potevamo pure risparmiarci). La verità è che The Grey sta a un regista con un po’ più di personalità dall’essere davvero un grande film. Serviva qualcuno in grado di comunicarmi un meraviglioso paesaggio in una maniera tale da convincermi che avesse senso scegliere di rimanersene seduti lì davanti a morire, invece di continuare a lottare. Ma purtroppamente tocca accontentarsi di Carnahan che, per carità, fa il suo compitino pulito e tira fuori un film comunque ben superiore alle (mie) aspettative, ma che paradossalmente, forse proprio per questo, mi fa rimpiangere quel che sarebbe potuto essere.

Il film l’ho visto venerdì qua a Monaco, in lingua originale. Liam Neeson parla col suo accento e gli americani lo pigliano per il culo. IMDB non mi offre certezze sull’uscita italiana.

2 pensieri riguardo “The Grey”

  1. Io con Tim Burton ho due problemi. Il primo è che la sua poetica ha smesso di dirmi qualcosa da almeno dieci anni, probabilmente anche di più. Il secondo è che da un certo punto in poi, sarà sfiga, ho visto solo i suoi film peggiori (Il pianeta delle scimmie, Alice… ).

    In ogni caso Dark Shadows è probabile che vada a vederlo.

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