Notte folle a Manhattan



Date Night (USA, 2010)
di Shawn Levy
con Steve Carell, Tina Fey

Notte folle a Manhattan è l’edizione in commedia dei team-up e all-star che ormai vanno di moda un po’ da tutte le parti, che per tanti anni ci sono stati negati e che poi, alla fin fine, quasi sempre deludono le aspettative. Schwarzenegger e Stallone, Bruce Willis e Mel Gibson, Jackie Chan e Jet-Li, Robert De Niro e Al Pacino, Steve Carell e Tina Fey. Quelle cose lì. Ed ecco quindi due fra le figure comiche emerse con maggiore violenza dalla televisione americana degli ultimi anni, unite per vincere in un film che ti aspetti come la commedia definitiva che dovrebbe farti a pezzi la mascella durante un viaggio intercontinentale. E che invece uhm, ti provoca a malapena qualche sorriso, e quasi mai grazie alle due stelline.

Per carità, Date Night è un film gradevole, che solletica la nostalgia per Fuori orario e Tutto in una notte e si guarda serenamente dall’inizio alla fine, ma non mi ha strappato una risata che fosse una. Sarà colpa di Shawn Levy e del fatto che i due protagonisti sembrano lì abbandonati a loro stessi, costretti a improvvisare nei margini di una sceneggiatura che li “spreca” nei panni di due semplici persone normali e un po’ mosce? Sarà che si trovano a vivere situazioni col mordente del thriller buonista in cui sai benissimo che non succederà mai nulla di male? Sarà che non l’ho capito, visto che vedo in giro tanta gente a cui è piaciuto? Mboh? Di sicuro, comunque, a dominare la scena sono le guest star. James Franco, Mila Kunis e i pettorali lucidi di Mark Wahlberg sono deliziosi. Tutto il resto però, è veramente moscio, piatto, inquadrato nel compitino diligente che non esce mai dai confini e spreca nel trito e ritrito un avvio invece interessante, con una coppia di personaggi protagonisti credibile e dal bel potenziale. Peccato.

Il film l’ho visto in viaggio verso la GDC, sul bello schermo HD (o qualcosa del genere) del volo US Airways, perché di quelli che ho provato a guardare era l’unico a non aprirsi con l’angosciante scritta “abbiamo tagliato dei pezzetti per adattarlo a un pubblico da volo di linea”. L’ho quindi visto in lingua originale e non posso neanche attaccarmi alla scusa dell’adattamento mediocre per spiegare come mai mi abbia lasciato tanto freddo. E boh.

5 pensieri riguardo “Notte folle a Manhattan”

  1. Steve Carell a me piace sempre tanto più o meno in tutto però mi sembra che anche lui stia facendo la fine di Jim Carrey che dopo una serie di film che facevano veramente ridere, abbia trovato registi che non sanno sfruttare quella vena da gran risata. Però lui rimane un grande: questo resta un film da vedere solo se vi piace Carell alla fin fine.

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  2. Film da serata soporifera. Infatti mi ha fatto dormire.
    Ricordatemi qualcosa di Carell che valga la pena di essere visto (a parte miss Little Sunshine, dove NON era protagonista).

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  3. Allora, se ci limitiamo alle cose in cui è protagonista, o comunque fra i protagonisti, direi:
    – 40 anni vergine (bello, non bellissimo, finale strepitoso però)
    – L'amore secondo Dan (particolare, non esilarante, ma bel film)
    – Crazy Stupid Love (divertente e piacevole)

    Bisogna comunque citare Anchorman, nonostante lui non sia protagonista, perché è uno spacco di film. 😀

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