Ghost Rider – Spirito di vendetta

Ghost Rider – Spirit of Vengeance (USA, 2012)
di Mark Neveldine e Brian Taylor
con Nicolas Cage, Violante Placido, Ciarán Hinds, Idris Elba, Johnny Whitworth, Fergus Riordan

Nello scrivere di questo nuovo Ghost Rider mi tocca necessariamente fare delle premesse. Innanzitutto, il precedente film dedicato al personaggio, pur con tutti i suoi enormi limiti, nella sua ostentata stupidità mi aveva divertito. Il che, considerando quanto ha fatto schifo all’intero pianeta, dovrebbe già garantire dei buoni parametri di valutazione su quanto sto per scrivere. La seconda premessa è più generica e sta nel fatto che, parliamoci chiaro, se c’è un personaggio a fumetti che non è possibile tradurre sul grande schermo senza tirarne fuori una colossale e ridicola buffonata, beh, è Ghost Rider. Anche perché già nei fumetti te la puoi cavare giusto se sei nel bel mezzo dei meravigliosi anni Settanta o se la butti sulle darkettate pittoriche da primi anni Novanta. Viste le premesse, la scelta di mettere il tutto in mano alla coppia di svitati responsabili dei due Crank sembrava vincente, senza se e senza ma. E invece.

Il problema, in buona sostanza, è che questo film ha un po’ addosso la puzza del guinzaglio stretto. Ci sono attimi, lampi, a volte anche intere sequenze in cui la personalità dei registi scoppia fuori, e ci sono tante piccole trovate molto azzeccate, ma tutto quanto sembra essere stato addomesticato in nome del solito rating PG-13 e di una sceneggiatura moscia, prevedibile e che in sostanza addormenta il film ogni volta che si mette fra le palle. Nei suoi momenti migliori, questo Ghost Rider è piuttosto divertente, ha scelte intriganti nel ritrarre i suoi mostrazzi, regala perfino qualche idea di regia applicata al 3D (gli zoom stordenti, l’uso del rallenti, lo spiazzante split-screen) e addirittura, di tanto in tanto, butta lì un dialogo talmente surreale da far ridere di gusto. Il problema è che si tratta di strappi che emergono ogni tanto a spezzare un racconto assolutamente moscio.

Ed è un peccato, perché di elementi riusciti ce ne sono parecchi. Il design, soprattutto, è davvero azzeccato, nei limiti di quanto si possa azzeccare uno scheletro in fiamme vestito da motociclista. L’idea è di un Ghost Rider veramente demoniaco e veramente in fiamme, che brucia e consuma quel che tocca, i cui vestiti e la cui moto sono sciolti e corrosi dal calore asfissiante, le cui movenze a scatti in stile Samara sembrano proprio quelle di una creatura dell’oltretomba da film horror, e che irrompe nel film con la furia di una bestia incontrollata e incurante di quel che la circonda, pronta a divertirsi e a polverizzare chiunque le si metta davanti. Funziona, e funziona anche per lo stile schizoide dei registi e per alcune trovate visive azzeccate. Se c’è una vittoria del film, è l’aver messo in scena una versione esteticamente accettabile, perlomeno nell’assurdo contesto, del personaggio. E tutto sommato anche del suo antagonista Carrion (che sarebbe un nemico dell’Uomo-Ragno, ma chissenefrega), fra improvvisi cali d’oscurità, uomini marciti e trasformati in surreali sculture, merendine dotate d’immunità.

In più, come detto, ci sono diversi momenti in cui Neveldine e Taylor sembrano ingranare la marcia giusta, magari con un inseguimento dei loro, con una scena d’azione ganza, o soprattutto con quelle assurdità che spuntano fuori all’improvviso, quell’Idris Elba che fa la faccia scema appeso all’albero, quel bambino che fantastica su Nicolas Cage in fiamme che piscia fuoco, queste cose così, buffe e assurde. Queste cose che alla fin fine mi hanno fatto divertire a sufficienza da non pentirmi del prezzo del biglietto, ma che avrebbero dovuto invadere il film in maniera molto più violenta e buffonesca, specie considerando che si stava raccontando di Nicolas Cage in fiamme che piscia fuoco, Idris Elba che fa il monaco motociclista e Christopher Lambert che fa il monaco con le parole tatuate in faccia. E invece no, il film rimane lì appeso a metà, con un racconto ultra moscio e prevedibile a fare da scollato collante fra un bel momento e l’altro.

L’uscita in Italia è prevista fra un mese. Cose che capitano. Il 3D, ripeto, gode di qualche bella intuizione, ma per il resto del film è come se non ci fosse. Mi è addirittura sembrato che l’effetto fosse un po’ tarato verso il basso, forse per bilanciarsi con lo stile di regia “movimentato” ed evitare che metà del pubblico venisse colto da conati di vomito a film in corso.

7 pensieri riguardo “Ghost Rider – Spirito di vendetta”

  1. Anche a me il primo non dispiaque del tutto.
    Sarà che Ghost Rider mi ha sempre affascinato(almeno nel periodo in cui ero seguace dei fumetti Marvel.Ora ne ho la nausea causata dalle complesse/eccessive sottotrame e megaeventi inflazionati,nonchè dalla giusta indignazione per la continua presa dei fondelli delle morti-resurrezioni di eroi e cattivi),ma me lo guarderò.
    Con calma.
    Su Sky fra un annetto.

    P.S.:è vero che è in preparazione un altro film su Conan(il barbaro,non il rabarbarico sottoscritto)?

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  2. Il problema del film di GR (anche del primo) è che devono per forza ammutolirlo per i giovani senza davvero andare a mettere su schermo il personaggio visto nel fumetto. A me il primo film era anche piaciuto, tanto che l'avevo visto due volte e sono curioso per questo ma quello che mi aspettavo l'ho tranquillamente letto in recensione e già sgamato più che tranquillamente dai trailer. Riguardo alla stereoscopia, buono a sapersi, se lo proiettano in versione normale andrò a godermelo al cinema altrimenti passo che a spendere 11 Euro di biglietto anche no dai.

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  3. Hahahaha, beh, però ha anche i poteri di Carrion, Blackout mica faceva marcire cose e persone…

    Comunque, dopo averlo “creato”, Mefisto (o chi cazz'è) lo apostrofa e m'era parso proprio dicesse Carrion. Ma in effetti quello di cognome fa Carrigan, quindi è probabile che abbia sentito male.

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