War Horse

War Horse (USA, 2011)
di Steven Spielberg
con Jeremy Irvine, Peter Mullan, Emily Watson, un sacco di altra gente, qualche cavallo e un’oca

War Horse mette le carte in tavola fin dai primi minuti e svela la sua natura di omaggio a un cinema classico, antico, che oggi non esiste più. Mi dicono che il modello di riferimento è John Ford, e io lo prendo per buono, perché purtroppo tutto quello che il mio cervello espelle pensando alle parole “John Ford” è un minestrone confusionario di immagini e facce assaporate da piccino, in un periodo di cui ricordo poco o nulla (e Ombre rosse, l’unico rivisto in tempi recenti). Ma quel taglio, quell’atmosfera, quella scrittura di personaggi e situazioni dal sapore antico sono lapalissiani in tante piccole e grandi cose e chiedono evidentemente allo spettatore di sottostare a un patto preciso: ti sto raccontando questo tipo di storia qui, che è molto lontana da quelle a cui sei ormai abituato e che potrebbe lasciarti un po’ stranito. Se però hai la voglia e il coraggio di lasciarti andare, oh, sono cento e quarantasei minuti di grande cinema.

Di certo War Horse racconta una favola, fatta d’amore fra un uomo e un animale, di buoni sentimenti, di incredibili coincidenze che conducono da uno straziante avvio a un rassicurante finale, passando per vicende drammatiche e per il solito racconto della perdita d’innocenza. Il cavallo Joey e il viaggio che lo ricondurrà dal suo amato Albert percorrono e raccontano diversi momenti della Prima Guerra Mondiale, galoppando furiosamente fra le diverse forze in gioco e fungendo da pretesto per mettere in scena tanti piccoli, bellissimi, pezzetti di racconto. Perché poi alla fin fine, il ruolo di Joey, oltre a quello di farmi aprire i rubinetti dei condotti lacrimali dopo dieci minuti di film e non farmeli chiudere per oltre due ore, non è tanto di protagonista, quanto piuttosto di traghettatore in un viaggio fra le vicende dei suoi tanti padroni.

E a raccontare tutto c’è uno Spielberg fuori dalla grazia di Dio, che tira fuori dal cilindro immagini di una magnificenza insensata, insiste come sempre nel raccontare la meraviglia e la potenza della vita mostrandola negli sguardi dei suoi personaggi, dirige scene di battaglia che mettono i brividi, furiose e commoventi galoppate fra trincee e filo spinato, ma anche toccanti piccoli passaggi di racconto e una valanga di idee e sperimentazioni, per esempio nei mille, potentissimi modi con cui racconta sempre fuori campo le morti dei suoi protagonisti, o in quella surreale e splendida scena della tregua momentanea fra Inghilterra e Germania. Fino poi a un finale che scopre definitivamente le carte, con quelle ombre che si abbracciano su uno sfondo infuocato. Insomma, poche ciance, War Horse è un bellissimo film, che ha il coraggio di puntare forte su un commovente buonismo e sulla violenza delle emozioni. Probabilmente, per goderselo, bisogna avere voglia proprio di quella cosa lì. Ma, sul serio, come si fa a non avere voglia di una cosa così bella come quella lì?

Ah, parlano tutti in inglese, con gli accenti diversi a seconda che siano francesi, tedeschi o chissà che altro. Ma è giusto così, non dà fastidio, funziona, e alla fine è pure figlio dell’omaggio al passato.

11 pensieri riguardo “War Horse”

  1. la critica in italia l'ha bocciato, se riesco a scaricarlo in qualita dvd(di questi tempi comincia a diventare molto dura, ma rompere le palle a briatore e soci nò?) gli darò un occhiata

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  2. censurare internet è un crimine contro l'umanità, chi è ricco può vedersi i film e le serie t. abbonandosi a sky e soci e i poveracci devono accontentarsi del grande fratello e merdate simili?

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  3. Oddio, ma per vedersi qualche film grazie al cielo non serve ancora essere ricchi, e si può serenamente evitare Sky: i DVD a nolo o in edicola stanno a poco, e in un sacco di cine fanno pure serate e rassegne a 3/4 € (per quella cifra mi ci sorbisco anche le peggio minchiate).

    Poi qualche serie me la scarico pure io, eh, non sono un paladino: era tanto per essere meno drastici 🙂

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  4. Sbarco su questo blog su suggerimento di un amico, Mr. Marco Calcaterra.
    Giusto ieri l'ho registrato e sono molto curioso di vedere il lavoro del buon Steven.
    Complimenti per il blog.
    Sono nella fase in cui cerco di chiudere il cerchio con le pellicole uscite lo scorso anno.
    Ieri mi sono sparato the Avengers (due stelle e mezzo per il sottoscritto) e una settimana fa Killer joe (promosso a pieni voti)

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