Millennium – Uomini che odiano le donne

The Girl With the Dragon Tattoo (USA, 2011)
di David Fincher
con Daniel Craig, Rooney Mara, Christopher Plummer, Stellan Skarsgård

Non ho letto i libri di Stieg Larsson e non ho visto i tre film svedesi, quindi potrei non essere la persona più adatta per dare un giudizio su quest’operazione. Oppure sono esattamente la persona più adatta, considerando che, in genere, questi remake made in USA sono pensati proprio per chi sa a malapena dell’esistenza del libro/film originale. O magari poco importa. Fatto sta che, se devo fidarmi di quel che leggo in giro, il film di David Fincher sembra essere un adattamento piuttosto fedele – nei limiti del possibile – al romanzo originale, capace di recuperare passaggi ed elementi che Niels Arden Oplev ha a suo tempo tralasciato e allo stesso tempo di rendere più convincente l’elemento “investigativo”. Il che mi sembra corrispondere anche all’idea che mi sono fatto attraverso qualche chiacchiera su Facebook e andando a curiosare su Wikipedia dopo aver visto il film. Ma insomma, son divagazioni che mi interessano relativamente di norma, figuriamoci in un caso in cui non so di cosa sto parlando. Basta.

A me che sono completamente a digiuno, riassumendo in poche parole, è parso di guardare un poliziesco dall’intreccio piuttosto debole e poco interessante, oltre che tragica vittima del solito annoso problema delle scelte di casting che ti spoilerano l’assassino se sei appena un po’ sveglio (e pure l’altra “rivelazione”, via). Mi è parso anche, però, che il fascino della storia stesse altrove, non tanto in questa famigliola di disadattati e nei loro misteri, quanto piuttosto nella natura dei due protagonisti, nella particolarità di atmosfera e ambientazioni, nello stile del racconto. E nel fatto che, per quanto poliziesco poco interessante, si tratta comunque di un poliziesco diretto da David Fincher. Che pare banale, ma non lo è.

Intendiamoci, siamo ben lontani da quella roba pazzesca che è Zodiac, ma si sta comunque parlando di un film che, pur raccontando di un’indagine poco interessante e pur mettendo sostanzialmente in scena due ore e mezza di gente che osserva documenti, scruta schermi ed esamina fotografie, vola via come brezza leggera. Merito di una sceneggiatura che si concentra in ampia parte sul raccontare i due protagonisti e le loro particolarità e merito anche di due ottimi attori che si calano a meraviglia nei rispettivi ruoli, regalando due detective piuttosto improbabili. Ma merito anche di un Fincher assolutamente consapevole e a proprio agio anche in un film che non sembra voler dichiarare “guarda che grande autore che sono” ogni due minuti, ma risulta mortalmente affascinante per la surreale atmosfera e la capacità di variare ritmo e stile di racconto a piacere. E se la famigerata doppietta stupro/vendetta è di micidiale forza, ma allo stesso tempo anche un po’ disinnescata da quanto se n’è sentito parlare, a colpire fortissimo è pure quel bel montaggio alternato in cui tutti i nodi vengono al pettine e che riesce ad alimentare meravigliosamente bene tensione e trasporto senza concedersi mai una vera e propria esplosione liberatoria.

Poi, certo, il finale ha un po’ quell’aria da massa compressa con una montagna di roba schiaffata dentro a forza per farcela stare. E, soprattutto, la sensazione di aver guardato una roba tanto bella e ben confezionata quanto poco interessante non mi abbandona. Ma, insomma, rimane comunque il fascino per i due personaggi, per un Daniel Craig che dimostra ancora una volta di saper andare oltre l’agente segreto col carisma da parcheggiatore e per una Rooney Mara davvero brava e convincente in un ruolo che sarebbe molto facile far cadere nel ridicolo. Ma soprattutto, paradossalmente, pur non avendolo amato alla follia, ho una gran voglia di vederne un seguito realizzato dallo stesso cast (Fincher compreso, ovviamente) e più incentrato sugli elementi davvero interessanti, come mi dicono sia il secondo libro.

Il film l’ho visto in lingua originale qua a Monaco e c’è un aspetto che mi ha lasciato un po’ stordito. È ambientato in Svezia e parlano tutti in inglese. E ok, questo non è un problema, accetto il compromesso dichiarato. Diventa un problema, o comunque una roba che mi suona stranissima e a tratti tende a farmi un po’ “uscire” dal film, nel momento in cui quasi tutti parlano con l’accento svedese ma Daniel Craig e qualcun altro no, mentre oltretutto documenti, giornali, etichette, sono per metà in svedese e per metà in inglese. Boh, mi sembra folle, mi sembra svanisca la coerenza interna. Poi son seghe mentali, per carità, però…

18 pensieri riguardo “Millennium – Uomini che odiano le donne”

  1. A me sto remake americano mi ha lasciato un po stranito cosi come tutti i remake americani che inizieranno a comparire da qui a qualche mese. Questa tendenza di voler “rifare” sempre le cose mi lascia perplesso – anzora di più quando c'è una distanza di tempo davvero minima. Detto questo, avendo letto i libri e avendo visto i film originali, credo che lo lascerò bellamente passare via senza darci neanche uno sguardo: è che proprio non mi interessa.

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  2. Ma sai, se stiamo parlando strettamente dell'operazione, in America tutto sommato ha un senso, per il semplice fatto che da loro un film svedese (per dire) arriva sottotitolato, e questo limita tantissimo il pubblico possibile. In pratica questo è un modo per vendere una storia teoricamente vendibile al grosso pubblico americano, che non andrà mai a vedersi la trilogia svedese. Non so se mi sono spiegato. 🙂

    È chiaro che per noi altri manca questo aspetto. Poi, oh, se viene fuori un bel film, io son comunque contento. Non ce l'ho a prescindere coi remake, e del resto non potrei proprio avercela, considerando che La mosca e La cosa sono due dei miei film preferiti.

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  3. mette in scena due ore e mezza di gente che osserva documenti

    non un film propriamente da vedere al cinema quindi, per di più csi castle e company mi annoiano a morte

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  4. Mmm… mi rendo conto che forse non ho espresso la cosa al meglio, ma il punto è che Fincher riesce a fare quella cosa in maniera micidialmente cinematografica, lontana anni luce dal poliziesco televisivo. E poi ci sono comunque tre o quattro momenti che sì, sono nettamente da vedere al cinema (che poi sarebbero le scene clou che cito anche nel post).

    Però, vabbuò, io forse non faccio testo, al cinema ci vedrei qualsiasi cosa. 🙂

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  5. Si, capisco il discorso del Remake per gli “americani” anche se a pensarci bene è comunque un ragionamento un po cosi…se uno ha voglia di vedersi un film cerca informazioni ed eventualmente se lo vede: diciamo che gli Americani in primis tendono comunque a voler fare i Remake di tutto a differenza di altre culture cinematografiche.

    Sui Remake invece ho sempre un certo riserbo in primis per via del fatto che al 90% delle volte è meglio il film originale che non la versione moderna ma non sempre. La Cosa di Carpenter è un esempio di buon Remake anche dal punto di vista che con “La Cosa venuta da un altro mondo” c'entra poco se non nel soggetto di fondo ma poi lo sviluppo segue altre strade. La Mosca originale non l'ho visto quindi non posso dire nulla. Ma cosi come tanti altri Remake più o meno recenti – per me se si riesce a fare un prodotto NON fotocopia è sempre meglio anche se poi si scopre che è un Remake lo si vede più che volentieri. Altro discorso riguarda il voler fare film tratti sempre dagli stessi soggetti che alla fine stancano o annoiano. Come ad esempio sta accadendo con i Reboot dei film (tipo Spiderman) che per me non hanno proprio senso ma questo è un altro discorso: sto divagando.

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  6. No, ma capisco perfettamente tutti i discorsi che fai e in linea generale, guarda, sono anche d'accordo. Solo che poi alla fine a me interessa il film che ne viene fuori e se mi piace tutto il resto svanisce. 🙂 Però, oh, son punti di vista.

    Sul discorso degli americani, sì, se a uno interessa, il film sottotitolato se lo guarda, ma il punto è che c'è un tot di gente che il film svedese manco sa che esista ma se gli dici “oh, il thriller del regista di Fight Club con dentro James Bond” se lo va a vedere. 🙂
    Poi, sarà anche una cosa strettamente americana, però intanto un film italiano recente di gran successo, Benvenuti al sud, è il remake di un film francese. E noi manco abbiamo la scusa del film sottotitolato, visto che da noi i film arrivano doppiati. 😀

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  7. No no, concordo anche io in linea di massima.

    Comunque una cosa, mettere a confronto Giù al Nord (originale) con quella porcata italiana proprio non si può. Anche qui, saranno gusti ma il prodotto francese a me a piegato in due dalle risate per delle trovate geniali (tipo scena in ristorante o il primo confronto con la lingua – le “cosce” mi aveva spaccato dal ridere ad esempio)…quello italiano mah, sarò io ma a me ha fatto più tristezza che altro eppure siamo li con quello che dicevo. Dipende da come uno realizza un Remake, c'è chi ci riesce e a stile nel farlo e chi nella sua copia non ci mette nulla…fermorestando che anche nel film italiano, anche molti amici miei, non sapevano che era un Remake!!!

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  8. storia banale(ho visto puntate di csi e criminal mind fatte meglio)e gli stupri li ho trovati forti e disturbanti. Visto che gli americani tendono ad attenuare, il film svedese deve essere un mezzo porno

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  9. io avevo visto la trilogia svedese (carino il primo, niente di che gli altri due imho) e non ho mai sfogliato una pagina del libro.

    questo di Fincher (appunto, Fincher non un cazzone qualsiasi) mi pare molto più film quanto a ritmo e montaggio e quant'altro rispetto alla produzione svedese che aveva più il look di una robba televisiva (ma comunque decente e guardabilissima eh, non a livelli delle fiction italiane). come dici tu scorre che è una bomba! mi è parsa anche brava la tizia Mara lì Lisbeth, come diavolo si chiama, che non avevo mai visto al cine!

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  10. si, lo ho letto pure io. lol. ma anche se l'avessi vista in qualche altro film, conciata così credo sarebbe stata di difficile riconoscimento 😛 quanto al discorso che fai nella bloggata riguardo agli attori “power” che alla fine dei conti sono spoiler, a me è capitato di recente con 'la talpa'!

    possibile spoiler su la talpa! 😀

    mi ero troppo fatto l'idea che la talpa fosse lui non tanto per quello che succede nel film ma per il fatto che un attore così grosso (non dico chi intendo ma chi ha visto il film credo capisca) non possa averr un ruolo secondario o di minore importanza..

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  11. Hahahaha, magari ne riparliamo quando ne scrivo, comunque capisco perfettamente. A me non è capitato, penso per un paio di motivi:

    1. quell'attore lì, nonostante la fama recente, continua a rimanermi un attore in un certo senso di secondo piano, al di fuori dalla sua patria, e non poi così più famoso nei film “GROSSI” rispetto agli altri, che bene o male conoscevo tutti;

    2. il film mi piaceva tantissimo, ero troppo preso dalla sua costruzione, dal fatto che devi stare attento a seguire che succede, e la mia testolina non si è messa a fare voli pindarici.

    Poi, al di là di tutto, che lui fosse quello un po' più famoso e di carisma ci stava anche nel tipo di personaggio che interpretava e, volendo, il fatto che fa anche quell'altra cosa era un bel depistaggio. Dopodiché sì, ripeto, ha comunque senso quel che dici, ma rimane una grossa differenza con Dragon Tattoo: nella Talpa, l'uomo in questione è comunque molto presente per tutto il film, tanto quanto almeno uno degli altri sospetti, mentre in Tattoo, i due attori legati al colpo di scena non fanno NIENTE, appaiono solo in un paio di momenti a far vedere la faccia quasi famosa. Soprattutto l'attore del colpo di scena finale. Non so se mi spiego. 😀

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  12. nono, hai ragione quanto a millenium. c'è differenza, ho citato questa cosa della talpa perchè mi è venuta in mente come caso recente e similare, non mi pare di aver detto che sia la solita cosa di questo film. poi semmai la ritiro fuori sta roba, qui siamo OT credo 😀

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  13. Sisi, per carità.

    Poi va pure detto META-SPOILER SU LA TALPA che magari era la manovra di depistaggio modello Keyser Soze, in fondo lui di solito fa il bravo e gli altri di solito fanno il fango. 😀

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  14. visto ieri l'originale, il remake è quasi identico anche nei dialoghi(c'è solo più violenza tra lizabet e il tutore, la parte finale dura meno e mancano i titoli di testa con la canzone dei led zeppelin)tanto valeva che gli americani doppiassero la versione svedese. Pero c'è anche da dire che naomi rapace e il protagonista maschile sono veramente brutti.

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