Touch & Smash

Nelle scorse settimane, come mi sembra di capire accada ormai piuttosto spesso, sono stati resi disponibili per la visione a babbo gli episodi pilota di due nuove serie in arrivo quest’anno. Touch, che in realtà parte a marzo e mi chiedo quanto senso abbia “teaserarlo” con due mesi d’anticipo, e Smash, che invece inizia a brevissimo, subito dopo il Superbowl. Li hanno sparsi un po’ dovunque, con “finestre” diverse, dagli aerei di linea ai vari luoghi dell’internet, fra cui iTunes. E ieri sera me li sono guardati.

Ho spaccato culi per dieci anni, ora sono un padre vulnerabile.

Touch è la nuova creatura di Tim Kring, quello di Heroes, e ha per protagonista Kiefer Sutherland, quello di 24. Ovvero uno che ha saputo lanciare una serie dalle premesse parecchio intriganti e dal clamoroso successo immediato per poi mandarla in vacca (qualitativa e di ascolti) alla velocità della luce, assieme a uno che ha saputo tenersi una serie sulle spalle, tutto solo soletto, per otto stagioni in dieci anni. Chi vincerà fra i due? Non ne ho idea, ma certamente il pilota di Touch, per quanto a modo suo interessante, non ha il fascino del pilota con cui a suo tempo partì Heroes. Si racconta di un padre vedovo che fa un po’ fatica (eufemismo) a relazionarsi col figlio perché questi non parla mai, si comporta come Dustin Hoffman in Rain Man e, svolta, la sua fissazione coi numeri sembra essere legata a una qualche capacità extrasensoriale. Kring, insomma, non abbandona le sue tematiche fantasiose e si inventa una classica situazione da “caso della settimana”: il bimbo comunica dei numeri, il padre e i suoi superamici devono interpretarne il significato.

La chiave sta nel fatto – viene spiegato in avvio e poi ribadito da un imbarazzante Danny Glover formato santone – che tutto e tutti al mondo sono legati fra di loro in qualche maniera e che sapendo “leggere” i numeri nascosti si può capire cosa accadrà. E via quindi tutto un viaggiare fra Shibuya, il Kuwait e l’Irlanda per appiccicare eventi fra di loro con un pretesto magari un po’ forzato, ma che tutto sommato funziona abbastanza e finisce per generare, nel finale di episodio, un momento piuttosto toccante. Insomma, nulla di clamoroso, ma ben confezionato. Kiefer Sutherland è sempre bravino, anche in un ruolo diverso dallo spaccaculi sfrenato, la tematica dell’undici settembre è infilata quasi con garbo, gli altri attori fanno il loro e la scelta di avere il bambino muto ci risparmia i momenti pacchiani con le sue visioni sul futuro, oltre a creare un curioso contrasto nel momento in cui la voce narrante è proprio la sua. In più Francis Lawrence, ennesimo regista “prestato” dal cinema per un episodio pilota, riesce a dare all’episodio un taglio visivo azzeccato, evocativo, che, se ben mantenuto da chi l’ha poi sostituito, potrebbe dare alla serie una marcia in più. Certo, il rischio che diventi una roba ripetitiva e poco interessante rimane: a far la differenza sarà il lavoro sui protagonisti e sull’evoluzione dei caratteri. Però, insomma, magari una chance se la merita. In America comincia il 19 marzo, secondo Wikipedia è in arrivo su Fox Italia più o meno in contemporanea.

Maya è difficile e tu lo sai, ma come sempre insisterai.

La tizia di Will & Grace e uno che di norma fa l’attore a Broadway lavorano nel campo dei musical e decidono di volerne mettere in piedi uno dedicato a Marilyn Monroe, con la versione al botulino di Anjelica Houston a produrre e il fratello scemo e meno carismatico di Sam Rockwell a dirigere. Resta da scegliere la protagonista e, nella svolta che, presumibilmente, segnerà la sostanza del racconto per tutta la prima stagione, il tutto si riduce a una competizione fra una tizia bionda, maiala e che sembra un po’ Floriana del Grande Fratello, e una che è mora però è arrivata seconda nell’American Idol del 2006 e quindi qualcosa di buono dovrà avercelo. Segue una roba moderatamente divertente, moderatamente pacchiana, con quell’atmosfera da commediola fashion americana che ho sempre fatto fatica a reggere, dotata di un discreto gusto nel mettere in scena numeri musicali e una buona idea nell’alternare in montaggio prove e “ipotesi” di come verrebbe fuori il tutto sul palcoscenico.

La serie ha fra i produttori Steven Spielberg, che per la mia esperienza significa Band of Brothers e quindi figata, ma se penso a quello che mi raccontano i coraggiosi che hanno provato a seguire Falling Skies e Terra Nova mi vengono i brividi. La genesi, penso ci sia poco da girarci attorno, è figlia del successo di Glee, anche se mi sembra si vada a parare da tutt’altra parte, fosse anche solo per il fatto che qua si parla di gente adulta e che ha bisogno di un lavoro. In linea di massima è una roba che non avrei mai provato a guardare se non me l’avessero consigliata fortissimo o non mi fossi ritrovato in download l’episodio gratuito senza quasi accorgermene. Insomma, sono poco in target, ma nonostante questo devo dire che qualche risata me l’ha strappata, che i numeri musicali mi sembrano ben fatti (e hanno il bonus di essere piuttosto volgari, al limite del maialo, considerando che si tratta di una serie per la TV), e che, insomma, si intravede un certo lavoro per mettere in scena un cast di personaggi con storie private interessanti e in grado di aggiungere sostanza alla sola competizione per il ruolo. Comincia lunedì negli iuessei, Wikipedia ci insegna che arriverà in italia il 19 febbraio, sul canale Mya, zona Mediaset. Sigla!

La foto in apertura non c’entra niente, forse, quasi. Mi sembrava comunque sufficientemente scema.


Aggiunta a posteriori per una cosa che volevo scrivere nel post ma mi sono dimenticato: fantastico che in Touch ci sia un product placement selvaggio di Apple, con MacBook che escono dalle fottute pareti in praticamente ogni scena, ma non abbiano potuto usare un iPhone per il telefono al centro delle vicende, perché altrimenti voglio vederlo, il tipo, a cambiare la batteria.

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6 pensieri riguardo “Touch & Smash”

  1. Lascia stare e mettiti dietro a Breaking Bad. Il primo sarà anonimo e finirà in merda e il secondo… Cristoddio! (Mica c'ho doti di veggenza, ormai è statistica… La roba di qualità in America ormai la si vede sulle tv tipo HBO o AMC e tutto il resto è molto molto Meh… Vedi alcatraz, che con tutto il bene che si può volere alla quaterna jj/isola/Hurley/iltipodiJurassicPark e il notevole jolly della protagonista gnocca è abbastanza meh…)

    (il menaggio su Breaking Bad era gratuito, ma concedimelo)

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  2. Sìsì, non posso che confermare, Breaking Bad è da vedere assolutamente (SPOILER: anche se la relazione tra Walt e la moglie nella terza stagione ha del ridicolo).
    Mentre per Touch e Smash si vedrà, potrebbero sempre rivelarsi gradite sorprese.

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  3. Nabu, ti concedo quel che ti pare, ma dovresti sapere che è superfluo dirmi di lasciar stare e che non esiste che da lunedì io mi guardi Smash ogni settimana e da marzo mi guardi Touch ogni settimana. Anche se i due pilot mi avessero fatto impazzire (e non l'hanno fatto), anche se poi saltasse fuori che sono le due serie migliori dell'anno, aspetterei comunque di avere la stagione intera per le mani. 🙂

    Comunque mi è venuta in mente una cosa che volevo scrivere nel post e mi sono dimenticato, adesso la aggiungo in coda.

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  4. Per ragioni di tempo ho provato solo Touch.
    Non mi ha convinto molto… L'avrei visto più come film che come serie. Poi magari sarò smentito ma non so se gli autori sapranno dargli l'impostazione giusta… Il rischio è di banalizzare il tutto… o, forse peggio, di scadere nella noia del trito e ritrito…

    Jack Bauer (intendo, Kiefer Sutherland) a sorpresa non mi ha quasi mai ricordato il noto agente del CTU che ha rivestito per ben 8 stagioni e un film (che poi è un prequel)…

    Comunque, quando si mena con il tipo al telefono a chi non ha ricordato 24? Ovviamente, mi rivolgo a chi l'ha visto…

    In conclusione, bravo Jack più che per l'interpretazione in sè nell'essere risultato credibile in un ruolo diverso dal precedente. Quanto alla serie TV, vedrò lo stesso i primi episodi ma sarò implacabile se non mi convince entro il quinto la mollo…

    Voglio la qualità di Breaking Bad, True Blood, oppure delle prime serie di Fringe ed Heroes o, ancora, delle prime 4 serie di Dexter… per citarne alcune… e concludo citando eccellenti lavori conclusi (purtroppo per me e per molti altri fan) come le prime stagioni di 24, Alias, Chuck (nonostante il basso budget iniziale) o Prison Break ecc..

    Basta… sono stufo di serie ridicole come Camelot, Defying Gravity, Falling Skies, Person UnKnown, Terra Nova, The Cape ecc.. E poi mi chiudono capolavori come Dark Blue, Gravity o Intelligence (la versione canadese) ?!!

    Se mi chiudono un astro nascente e molto promettente come Person of Interest(per ora abbastanza bello, coinvolgente e di discreta qualità)- davvero – non so più che pensare… o ci sono o ci fanno!

    P.S. Andrea, colgo l'occasione per salutarti.

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  5. C'hai ragione forte, anche io ormai aspetto fine stagione (salvo Terra Nova… Arrivato dopo i primi cinque minuti dell'ottava volevo strapparmi gli occhi e ho cancellato tutto) ma io spingo l'acqua al mio mulino… Anche perché, davvero, statisticamente si salva poco ormai.

    Lol per il P.S. (e lo dico da applehead) 😀

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