Drive Angry

Drive Angry (USA, 2011)
di Patrick Lussier
con Nicolas Cage, Amber Heard, William Fichtner, Billy Burke

Gli elementi base di questo film:
– si intitola Guidare incazzati o qualcosa del genere;
– si apre con il parrucchino di Nicolas Cage che scappa dall’inferno guidando una Buick Riviera del 1963;
– è Ghost Rider, ma rated R e senza Mark Steven Johnson;
– Amber Heard è bellissima, guida le macchine ganze anche nella realtà come da foto a seguire, indossa per l’intera durata del film dei pantaloncini inguinali e prende tutti a calci, pugni e insulti con un accento adorabile;
– Nicolas Cage SPOILER dice a uno che berrà dal suo teschio e poi lo fa;
– “I never disrobe before gunplay”;
– l’impressionante ruolino di marcia del regista, uomo che ha evidentemente una passione per i titoli autoesplicativi: La profezia (terzo episodio della serie in cui Christopher Walken fa l’Arcangelo Gabriele), Dracula 2000 (che si intitola così perché è ambientato nel 2000 e, hahahaha, che bello aprire oggi la pagina su IMDB e scoprire che Dracula era Gerard Butler), Dracula II (che si intitola così perché il cattivo si chiama Dracula II), Dracula III (che si intitola così perché il cattivo si chiama Dracula III), White Noise: The Light (che non so cosa sia ma c’è Nathan Fillion e mi viene quasi voglia di guardarlo) e San Valentino di sangue 3D (‘nuff said).

Evito di scrivere una didascalia perché mi vengono in mente solo cose volgarissime.

Drive Angry è una deliziosa trashata, che mette subito in chiaro le cose con quell’apertura sulla macchina che fugge dai diavoli dell’inferno e da lì in poi non si guarda più indietro. È un filmetto onesto, divertito, divertente, sanguinario e sboccato, che punta costantemente al rialzo e alla messa in scena di situazioni sempre più assurde e sopra le righe. È una roba a cui Nicolas Cage ha accettato di partecipare perché gli hanno concesso di girare una scena in cui gli sfondano un occhio. È un film in cui ogni volta che qualcuno fa qualcosa di ganzo parte la schitarrata rock, in cui appaiono a caso David Morse e Tom Atkins mentre Billy Burke si esibisce nel ruolo del capo della setta con l’accento che fa paura e William Fichtner esce dal nulla e si mangia tutto il film masticandolo e sputandolo poi in un angolino. William Fichtner è pazzesco. Non lo si scopre con Drive Angry, per carità, ma qua davvero dà di matto, nel ruolo del contabile infernale che fa i numeri da prestigiatore, passeggia soavemente in piedi su camion lanciati a mille verso la morte e si concede perfino di infilare uno studio del personaggio in questa fantastica cacatona, chiedendosi come un tizio che vive da secoli all’inferno reagirebbe tornando sulla Terra e avendo – per dire – a che fare con una donna, una macchina, della musica. E recita di conseguenza. Meraviglioso, davvero, la cosa migliore del film e una roba che da sola vale la visione dello stesso.

“Vedi, il fatto è che questo film mi appartiene.”

Purtroppo Patrick Lussier non è esattamente il regista con più personalità sulla piazza, e del resto la sua filmografia parla abbastanza chiaro. Per carità, sa fare il suo lavoro, e di sicuro sa come si dirige una roba pensata per chi si diverte a indossare gli occhiali scuri per aggiungere una dimensione alle immagini, ma la regia di questo film è quanto di più anonimo possa esserci, e per un’operazione del genere si tratta di un gran peccato. La verità è che Drive Angry  sta a un Robert Rodriguez, o magari a un Neveldine/Taylor (non a caso assoldati per il secondo Ghost Rider) dall’essere davvero un gioiello imperdibile. Così com’è, semplice semplice, con la sua aria da compitino diligente che non riesce a osare sullo schermo tanto quanto voleva farlo sulla carta e tanto quanto vorrebbero i suoi attori, rimane solo una simpatica trashata consapevole, anche se ha comunque la gentilezza di non nascondersi dietro l’ennesimo PG-13 e finisce per essere ben più divertente e godibile di tante altre. Ma ti lascia un po’ di amaro in bocca. Se poi penso che Lussier ha le mani in pasta con i futuri Halloween e Hellraiser, mi viene la depressione.

Ah, SPOILER, giusto per essere sicuri che non ci siano dubbi sui toni e che si debba tornare a casa (o al videonoleggio) sorridendo, il film si conclude con la seguente scena. Su, dai.

L’ho visto in 2D, nel Blu-ray noleggiato qua sotto casa. Non so come possa essere in 3D, ma certamente si vede lo sforzo di Lussier per tirare più roba possibile in faccia allo spettatore. Ah, Fichtner, Burke e i simpatici accenti si meriterebbero la lingua originale.

8 pensieri riguardo “Drive Angry”

  1. Vorrei segnalare che Amber Heard è stata ospite a Top Gear nel quinto episodio della 16esima stagione (ovviamente in concomitanza con l'uscita nelle sale del film di cui sopra), dove faceva sfoggio della sua abilità da pilota. La ragazza non solo è una che ha grandissime doti manuali di smontaggio/montagglio di pezzi d'auto (e dio solo sa di cos'altro) ma è dichiaratamente bisex. Ciao e grazie

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  2. Io l'ho saltato a pié pari all'epoca dell'uscita (come praticamente chiunque altro, considerando quanto ha “bombato”) e l'ho visto su DVD solo quando un amico mi ha spiegato che “no, non c'entra un cavolo con le corse di auto”. Mea culpa. Il film poteva chiamarsi tranquillamente “Il Contabile”, considerando quanto il personaggio di Fichtner rubi la scena. Sia chiaro, siamo sempre nell'ambito del filmetto da affittare per una serata cazzona, ma sicuramente si lascia vedere con qualche sussulto positivo. Peccato per qualche buco di sceneggiatura non indifferente (ad esempio, ma 'sto benedetto cattivone è immortale o no?).

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  3. Non ho capito di che cattivo parli.
    Il capo della setta no, è umanissimo, e Cage vuole farlo fuori col pistolone solo perché l'effetto del pistolone è di cancellarti dall'esistenza.
    Se invece intendi Fichtner, lui sì, è (quasi) immortale: il pistolone può farlo sparire.
    Che altro?

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  4. Io Drive Angry l'ho odiato visceralmente, nemmeno la grande prova di Fichtner è servita a farmi cambiare idea in merito. Uno di quei pochi film dove ho davvero sofferto la visione (per principio guardo sempre la fine).

    D'altra parte mi è piaciuto un casino come dave sia riuscito dal nulla, parlando di tutt'altro, a dire che Amber è bisex. Molto LOL devo ammetterlo.

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  5. Suppongo sia una questione di gusti, di approccio. Per me il taglio trash/grindhouse/esagerato è stato sufficiente a farmelo diventare simpatico anche a prescindere dal pazzesco Fichtner, ma capisco possa non bastare o anche solo non interessare. Rimane comunque il fatto che Lussier è il regista sbagliato per una roba del genere, al di là del fatto che sa come si gestisce il 3D, e che con qualcuno dotato di personalità sarebbe venuta fuori ben altra roba.

    Detto questo, non vorrei sminuire l'apporto di Dave, ma ho l'impressione che per arrivare a dire che Amber è bisex non ci voglia chissà quale pretesto: basta parlare di Amber e vien da sé. Io mi sono dovuto trattenere, nel post. 😀

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  6. Ah, io mica lo sapevo di Amber… Sì, sicuramente una questione di gusti, un po' come sempre d'altronde, anche se generalmente il taglio trash/grindhouse/esagerato, se giusto implementato, lo apprezzo eccome.

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