G.I. Joe – La nascita dei Cobra

G.I. Joe – The Rise of Cobra (USA, 2009)
di Stephen Sommers
con Channing Tatum, Marlon Wayans, Sienna Miller vestita da Bayonetta, Christopher Eccleston, Joseph Gordon-Levitt, Imhotep, Darth Maul, la Vedova Nera (quella vera), e il Coreano Cattivo

Mentre guardavo questo film, spaparanzato sul divano con al mio fianco il gatto che ronfava, per la quasi totale durata della proiezione la mia mente è stata occupata da due aspetti in particolare. Il primo:

Sienna Miller vestita da Bayonetta.

Quando Sienna Miller era al centro dell’azione, il mio sguardo e il mio interesse erano totalmente suoi, persi nella contemplazione. L’unico modo in cui Stephen Sommers è riuscito a distrarmi? Facendo crollare la Torre Eiffel in testa ai parigini. In quella che, fra l’altro, è l’unica scena con degli effetti speciali che non diano l’impressione di essere stati messi assieme col pongo. Ma di questo ne parliamo dopo, perché adesso bisogna segnalare l’altro grande tema affrontato da G.I: Joe – La nascita dei Cobra:
Ma perché non hanno preso lei per interpretare la vedova nera?

Ogni volta che quella stangona di Rachel Nichols appariva sullo schermo, tutta inguainata in nero e con la folta chioma forzata al rosso, me la immaginavo a far piroette e tirar calcagnate al posto della polpetta impacciata e mi struggevo al solo pensiero. Perché invece quell’altra? Boh. Magari il problema è che serviva una che non facesse sembrare un nano Robert Downey Jr. Comunque, non divaghiamo. G.I. Joe – La nascita del Cobra, noto anche come il film che non deve essere andato male, visto che fanno un seguito, ma che qualcosa di sbagliato doveva avere, se dal trailer del seguito si capisce che hanno azzerato tutto, è la regia più recente di Stephen Sommers. Uno a cui volevo molto bene quando mi faceva parecchio ridere con i mostri dagli abissi e le mummie sceme. Poi, però, s’è fatto prendere un po’ troppo la mano dall’effettaccio al computer ed ecco che improvvisamente mi ritrovo davanti a mezz’ora di pupazzi di gomma totalmente privi di fisicità che si tirano le pizze annoiandomi a morte (sto parlando della mezz’ora finale di Van Helsing, film che comunque ha anche altri problemi, per carità). Ecco, in questo film qua c’è più o meno lo stesso problema, con effetti speciali a dire il vero anche piuttosto complessi e articolati, ma che di fondo hanno la resa visiva di due tizi con addosso la nanotuta degli exogini che rimbalzano in giro come due palle pazze che strumpallazzano.
Dai, sul serio, questa cosa non ha senso.

Tolta la questione degli effetti speciali plasticosi, che comunque, via, è compensata dalla Torre Eiffel, da Sienna Miller vestita da Bayonetta e in generale dal fatto che è un film stupidino e che punta molto sul recuperare la natura giocattolosa del tutto, cosa rimane? Rimane un film che non ha magari il coraggio di abbracciarla fino in fondo, la natura giocattolosa, e si sente costretto a nascondere i variopinti costumi originali dietro le tutine in nero, ma che a conti fatti non vuole essere e non è nulla più che una scemenza con dei pretesti a caso per mettere in mostra delle sagome di cartone uscite dagli anni ottanta e farle combattere fra di loro. È pieno di stronzate e di umorismo da quattro soldi, è un continuo bordello di botti, esplosioni, inseguimenti e sparatorie, ha i personaggi scemi con le maschere strane (e che quando non hanno le maschere strane se la giocano con cose tipo l’accento da scozzese ubriaco e sotto anfetamine di Christopher Eccleston) e, insomma, è esattamente quello che uno si può realisticamente aspettare dal film dei G.I. Joe. Poi, certo, uno può sperare che sia un film d’azione della madonna, che abbia degli effetti speciali meno di gomma o altre cose del genere, però ci vuole anche un po’ di sano realismo e magari pure la capacità di andare a vedere una roba del genere senza poi lamentarsi della trama.

Riesce anche a fare la faccia marziale!

Poi, alla fin fine, è tutta una questione di prospettiva e di opinioni. Certo, G.I. Joe è un filmetto del menga, al massimo una roba trash che scorre via placida in una serata in cui hai voglia di monnezza. Si tratta proprio del massimo che gli si può concedere, ma rimane comunque una monnezza sufficiente, nel campionato delle monnezze. Per dire, i Transformers di Michael Bay partono da premesse sostanzialmente identiche, ma fanno un’impressione (forse) migliore per la potenza degli effetti speciali. Ecco, diciamo che G.I. Joe è una versione visivamente meno massiccia, altrettanto scemotta, certo meno volgare, del primo Transformers. In compenso, però, il secondo Transformers mi ha annoiato al punto che per farmi uscire dall’Imax di Londra c’è voluta l’iniezione di adrenalina dritta nel petto, mentre tutto sommato con G.I. Joe mi sono pure fatto due risate. E, certo, non c’è Megan Fox, ma c’è comunque Sienna Miller vestita da Bayonetta. E la conclusione della parte a Parigi, con l’inseguimento sulla vetrata e poi il crollo di cui si diceva prima, non è affatto male. Oltretutto, via, gli effetti speciali, per quanto mediamente pupazzosi e poco credibili, hanno davvero un paio di momenti in cui si vedono cose notevoli. E alla fine ci sono Darth Maul e il Cattivo del western coreano che si menano e si affettano vestiti da ninja. Poteva andare peggio (Van Helsing), poteva andare meglio (Deep Rising e una mummia e mezzo), magari col seguito andrà meglio.

Sarà anche che se voglio guardare una scemenza trash mi viene naturale prendere in maggiore simpatia quella che non dura 150 minuti e non mi spacca i maroni con i toni epici al rallentatore.

5 pensieri riguardo “G.I. Joe – La nascita dei Cobra”

  1. Quoto in tutto.

    Poi, vedere certe attrici con “certi” costumi. Nel secondo però – da trailer – mi sembra che il tutto risulti meno spaccoso e più abbottonato…poi sono preoccupato per il regista, ma avete visto chi è??? Mah…capisco non voler pagare un Regista semi serio ma non mi possono mettere il regista di Step Up per fare G.I. Joe suvvia!!!

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  2. Mah, vediamo. Secondo me comunque il trailer promette bene, anche se chiaramente questo non significa nulla.

    Poi una chance la si dà a tutti: io gli Step Up non li ho visti perché non mi interessa l'argomento, ma magari il ragazzo con la macchina da presa ci sa fare.

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  3. Rachel Nichols è proprio bona(c'è anche in conan il barbaro, 2 livello del terrore e poco altro) e invecchiando è una delle poche che migliora. E' più bella a 30 che a 20 anni.

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