Resident Bonanza

Allora, ieri, con una manovra modello sbarco in Normandia, è uscita una svagonata di roba legata al marchio Resident Evil (in realtà tre cose, ma messa così faceva più scena). Innanzitutto la demo di Resident Evil: Revelations, che fra l’altro, assieme a quella di Cooking Mama 4, svergina il concetto di demo sulla console Nintendo. 1153 blocchi per cinque minuti di download, e ci si ritrova davanti a dieci minuti circa di gioco. E, hahahhahaha, a un contatore che ti dice che puoi utilizzare la demo solo trenta volte. Quanto è tenera, Nintendo, con questo suo approcciare qualsiasi cosa abbia a che fare con l’internet più o meno come se fosse mia zia Lidia (ciao, zia!) che vive da qualche parte fra Montone, Mosciano Sant’Angelo e Giulianova Alta e se le dici “Computer!” ti risponde “Timballo!”. E  ha ragione lei. Ad ogni modo, chissenefrega, tanto sono dieci minuti di andare in giro e fatico a immaginare come si possa voler utilizzare questa demo trenta volte. Magari una volta muori (due mi sembra impossibile), poi la finisci, poi magari vuoi rigiocarla per esplorare gli anfrattini e tornare indietro con lo scanner, poi magari la rigiochi una quarta volta perché lo fai per lavoro e vuoi fare un filmato. E poi? Trenta? Su, dai. Piuttosto lamentiamoci del fatto che il negozietto online Nintendo continua a sembrarmi scomodo e poco chiaro in una maniera assurda. Mentre cercavo di scaricare la demo credo di essermi fermato almeno due o tre volte pensando che forse, mh, ancora non l’avevano pubblicata. Però magari sono stordito io.

Comunque, mi sono giocato questa demo (morendo all’ultimo nemico che si incontra e poi rigiocandomela da capo, sigh) e devo dire che mi sono piuttosto divertito. Non ho la levetta analogica aggiuntiva, quindi ho giocato in piena tradizione Resident Evil: con dei controlli che fanno pena e ti danno l’impressione che il super soldato che stai controllando sia in realtà un po’ spastico. Anche se bisogna dare atto a Capcom della sua continua voglia di innovare: dopo averci regalato lo strafe sulla camminata in Resident Evil 5, oggi possiamo finalmente anche muoverci mentre si sta imbracciando l’arma da fuoco. Incredibile. Magari in Resident Evil 6 chiudono il cerchio e inseriscono lo strafe e la pistola sfoderata anche mentre si corre (no, Operation: Raccoon City non fa testo). Ad ogni modo, si diceva: controlli che fanno schifo. Ovviamente è uno schifo relativo, tanto più che con una sola levetta analogica non so quanto si potesse fare meglio e sono convinto che con la levetta aggiuntiva diventi tutto molto più bello (a patto che cambi la disposizione dei tasti, perché mi ci vedo poco a premere X per sparare mentre ho entrambi i pollici sugli analogici). L’importante è che non mi saltino fuori i soliti “Eh, ma se levi i controlli di merda elimini l’atmosfera”, perché davvero, siamo nel 2012 e non ne posso più. Di FPS e di sparatutto che si controllano come Dio comanda e nonostante questo ti fanno cacare sotto ne abbiamo visti tanti (ma tanti!) e le balle dei giapponesi che non sanno inventarsi niente di meglio di un sistema di controllo con la scopa in culo per farti paura perché non sono in grado di gestire atmosfera e intelligenza artificiale come si deve non le reggo più. Resident Evil 4 era un gran gioco, ma questa cosa mi faceva pena già all’epoca, nonostante avessero spostato la telecamera per nascondere il fatto che la scopa era rimasta al suo posto, figuriamoci oggi, con di mezzo un Resident Evil 5 che si controllava quasi allo stesso modo e faceva paura solo quando stavi fermo. Insomma, basta (ciao Edge).

Per il resto, l’atmosfera sembra comunque esserci. A quanto pare siamo nell’ennesimo posto in cui hanno ricostruito per qualche motivo la villa del primo Resident Evil, o comunque qualcosa che ci assomiglia molto. Solo che questa volta il posto è una nave. Jill Valentine è tutta inguainata in nero come nei flashback di Resident Evil 5 (e relativo, gran bello, DLC, che a questo punto era la prova generale per questo gioco) e pare proprio che si voglia puntare molto sul farti girare in ambienti solitari, silenziosi, lugubri, con qualche mostro che salta fuori a caso ogni tanto. I mostri sono, purtroppo, inguardabili, a metà fra cose uscite dai peggiori Silent Hill e cose uscite dalla tazza del cesso. Ma, insomma, c’è comunque da divertirsi e ci sono un po’ di accorgimenti messi lì per ricordarti che anche Capcom si è accorta di non essere più nel 1998. Per esempio l’icona che appare per avvisarti che ti trovi davanti a qualcosa con cui si può interagire. O anche lo sforzo di usare in maniera decente il touch screen, per attivare elementi dell’inventario. Nel mezzo, un po’ di spunti interessanti da sviscerare nel gioco completo. Al di là del fatto che a un certo punto si vede un baule e che se ho capito bene lo si userà come sappiamo, abbiamo delle fantomatiche parti da assemblare in qualcosa (armi, direi), le solite erbette, ma soprattutto lo scanner di Samus, con cui si possono analizzare i cadaveri dei mostri fatti a pezzi e si possono scovare oggetti nascosti in giro per gli ambienti di gioco. Insomma, sembra esserci un po’ di ciccia aggiuntiva. Esce fra poco, speriamo bene.

Cerchiobottismo 2.0. In pratica han tirato fuori un gioco che è tre giochi in uno e che cerca di accontentare tutti. Hai nostalgia dei vecchi Resident Evil e ti è venuto barzotto giocando a quel DLC di Resident Evil 5? Abbiamo la sezione con Leon Kennedy e la versione cresciuta quasi MILF di Ashley che prima sparano in faccia al presidente morto e poi si ritrovano ad avere a che fare con una nuova Raccoon City tutta nebbia e zombi. Certo, manteniamo il nuovo assetto di telecamera e controlli, però è quella cosa lì. Forse. O forse anche no, ché ci sono cinquantamila zombi e pure il Boomer di Left 4 Dead. Diciamo che sembra molto quel che avrei voluto da Resident Evil 2, Resident Evil 3 e Dead Rising 2. Magari stavolta mi accontentano. Poi, per chi apprezza la svolta action, abbiamo Chris Redfield in mezzo ai mostri mutati in Cina, con l’azione a mille, i soldati, un po’ di Gears of War e un po’ di Kane & Lynch 2: Dog Days, proiettili, bombe, tentacoli e budella. E poi, pure, la novità, con il tizio con la cicatrice, la ragazzina che lo accompagna (ma l’han detto chi è? Se non l’han detto, io una mezza idea ce l’ho) e il proseguire di tutti quegli intrecci assurdi fantascientifici che da sempre sono il marchio di fabbrica della serie (senza “il nano di Fantasilandia, il castello in cui ti poppano a sorpresa le trappole di Sword of Sodan, gli zulù che abitano dietro la FIAT, Leatherface e gli infettati che impennano in moto.” J. Brocchieri). Nel mezzo, il solito gusto per il cinema trash horror di serie B che si prende sul serio con amore. Non dico di avere la fotta, ma io una certa voglia di giocarlo ce l’ho, e chissenefrega se non è il Resident Evil di una volta. In fondo, in co-op e facendoci le matte risate, io mi sono divertito anche con Resident Evil 5.

No, niente, questo è la stessa roba di ieri, solo che adesso è pure in accaddì.

Oh, poi comunque a marzo esce anche Operation: Raccoon City, che come idea mi diverte anche, ma ho un po’ paura che finisca per essere il solito Resident Evil fuori serie dimenticabilissimo.

4 pensieri riguardo “Resident Bonanza”

  1. Un pò delusione la demo di RE revelation. Mi è piaciuto molto l'effetto dei proiettili sui cosi/zombie/silentihilli… Speriamo che il gioco completo non sia una schifezza.

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