2 Fast 2 Furious



2 Fast 2 Furious (USA, 2003)
di John Singleton
con Paul Walker, Tyrese Gibson, Eva Mendes, Cole Hauser

Ogni volta che leggi il nome John Singleton ti viene in mente il suo esordio con Boyz n the Hood e scatta quindi il processo mentale automatico in base al quale, oh, caspita, questo è uno bravo, magari anche il suo nuovo film che di primo acchito pare una scemenza potrebbe essere interessante. Il problema è che, come testimonia la camicetta di Cuba Gooding Jr. sul manifesto, da Boyz n the Hood sono passati vent’anni e nel frattempo Singleton ha diretto quasi solo film che “sembra una schifezza però, oh, è il regista di Boyz n the Hood“. Per onestà bisogna pure dire che Four Brothers gli è venuto proprio bene e che Shaft, nella sua insignificante pochezza, mi ha abbastanza divertito, ma anche che la sua ultima opera, il film con il lupo mannaro di Twilight, sfonda il muro del “però, oh, è il regista di Boyz n the Hood“. Insomma, il quadro è quello, anche se qui si parla di un film del 2003 e all’epoca, tutto sommato, un po’ di credito ancora c’era. O forse no, se consideriamo che prima d’oggi non ho gli avevo mai dato una vera possibilità e mi ero limitato a guardarne dei pezzetti con la coda dell’occhio mentre mangiavo durante un lungo viaggio in aereo.

In ogni caso, al di là del povero Singleton, che comunque è grosso e cattivo e vaglielo a dire che fa dei cessi di film, i problemi di 2 Fast 2 Furious sono sostanzialmente figli del fatto che Vin Diesel, all’epoca, aveva altro da fare. E delle conseguenti scelte produttive. A cominciare, ovvio, dalla decisione non solo di realizzare un seguito, ma di appoggiarlo quasi completamente sul presunto carisma di Paul Walker. Uno che dovunque lo metti sparisce e fa fare un figurone a tutti gli altri. Poi, evidentemente per non fare la figura di quelli che si limitano a riciclare, si butta nel cesso l’idea del criminale accattivante e simpatico e si piazza lì un cattivo anonimo e malriuscito. A interpretarlo chiamano Cole Hauser, probabilmente scelto perché in mancanza di Riddick ci si accontenta del suo nemico. E lui comunque, va detto, riesce sempre a risultare credibilissimo nel ruolo di quello con la faccia di merda. Per confondere le idee, poi, torna l’agente dell’FBI del primo film. Solo che lì faceva il bastardo insopportabile, mentre adesso, magari perché gli piacciono i giovani ribelli, è diventato il miglior amico del nostro eroe poliziotto rinnegato. Infine, dato che comunque qualcuno da metter lì a riempire l’inquadratura quando c’è Paul Walker ci vuole, ecco Tyrese Gibson, amico del cuore del regista e tutto carico e pronto a non far rimpiangere Vin Diesel.

Problemi?

Il film si apre subito inondandosi di ridicolo, nel momento in cui ci racconta che Paul Walker, ricercato dalla polizia per aver deciso che Vin Diesel non si meritava di finire in galera, nel giro di due anni è diventato l’imperatore degli zarri. Va sempre in giro con la sua magliettina, la sua faccia da pirla e la sua insignificanza, ma ora sa guidare e spacca i culi. Da lì in poi è tutta in discesa: siamo in un mondo in cui i tamarri da strada coi macchinoni si cacano sotto a gareggiare con Paul Walker. Qualsiasi altra stronzata mi racconti me la bevo senza problemi. Di positivo, nella scena iniziale, c’è la scoperta che con questo episodio nell’universo motoristico di Fast and Furious viene introdotta la possibilità di sterzare. Niente più gare d’accelerazione e basta in cui vince chi schiaccia il pulsantino del NOS per ultimo, ma vere e proprie guerre di sportellate, con addirittura dei momenti in cui si fanno delle curve di centottanta gradi! Il mix, comunque, al di là delle variazioni, rimane sostanzialmente quello del primo episodio e mette in scena della gente che tenta di sventare operazioni criminali e, per farlo, ha bisogno di vincere al tamarracing.

La competizione iniziale è completamente fuori giri, tutta colorata e puffettosa, con automobili che sfrecciano pattinando su uno strato di effetti speciali. Molto più che nel primo episodio, sembra di stare davanti a un Need for Speed del periodo “urbano” (e del resto non è certo un caso se il primo Need for Speed: Underground esce nello stesso anno). La pretesa di raccontare personaggi anche solo vagamente interessanti è del tutto abbandonata e ci si ritrova ad assistere a una serie di avvenimenti messi in fila totalmente a caso per generare motivazioni del tutto insensate in base alle quali la gente si mette a correre fortissimo per strada. Non succede praticamente nulla che abbia senso, a cominciare dal fatto che Eva Mendes e Devon Aoki sono quasi sempre vestite, e il susseguirsi degli eventi è del tutto privo d’importanza. Sul serio: l’ho visto un giorno prima di scrivere questo post e faccio fatica a ricordarmi quanti inseguimenti ci siano, i motivi per cui si svolgono, cosa ci sia in ballo di volta in volta. Va pure detto che quando l’ho visto ero mezzo ciucco (courtesy of Koch Media), quindi gli lascio il beneficio del dubbio.

Fa insomma schifo? Mah. Bruttarello è bruttarello, soprattutto perché anche l’azione fatica ad essere davvero appassionante (ma magari il problema è legato al mio non riuscire ad apprezzare degli eroi di cartone pressato). I protagonisti sono due cretini completi e si fa una gran fatica a parteggiare per loro. Paul Walker è come se non ci fosse, e in ogni caso l’evoluzione del suo personaggio dal bianco impacciato allo zarro che si esprime solo a colpi di yo e bro è impresentabile. Tyrese Gibson, probabilmente preso dal panico per essersi ritrovato a recitare da solo quando gli avevan detto che sarebbero stati in due, sbraca completamente e passa tutto il tempo ad agitarsi facendo l’idiota con Ludacris che gli dà una mano. Cole Hauser è repellente, ma non ha molto da fare e a conti fatti è talmente insignificante che nonostante ne esca vivo e prometta di tornare non si è ancora visto in tre seguiti. Eva Mendes viene messa in pericolo, ma è abbastanza ovvio che non ha intenzione di andare a letto con nessuno dei due protagonisti e quindi chissenefrega. Insomma, 2 Fast 2 Furious è un film privo di mordente, che scorre via placido senza annoiare troppo, ti strappa due risate e ha un’aria talmente scemotta che fai fatica a prenderlo in antipatia, ma ha lo stesso misero carisma del suo protagonista. Come del resto è giusto che sia.

Oltre al film, c’è anche una sorta di prologo, tale Turbo-Charged Prelude: una specie di imbarazzante cortometraggio da cinque minuti in cui viene riassunto il lungo viaggio di Paul Walker da poliziotto ribelle a Gran Signore degli Zarri. Lungo il cammino incontra anche Lyla Garrity che gli fa gli occhi dolci. Leggo su Wikipedia che l’hanno infilato nella riedizione in DVD del primo film in occasione dell’uscita al cinema del secondo. Io l’ho visto adesso su Youtube e potevo pure farne a meno.

1 commento su “2 Fast 2 Furious”

  1. Unica cosa bella? Eva Mendes!!!
    Per me potrebbero farla stare totalmente zitta sullo schermo e magari mezza nuda che andrebbe bene lo stesso. Ah si, lo aveva fatto in Training Day e andava bene uguale eh eh eh!!!

    Per il resto, condivido tutto.
    E siamo a due (sono curioso di sapere qual'era l'altro che non era d'accordo…spero che non sia il tre, davvero).

    "Mi piace"

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