Scream 2

Scream 2 (USA, 1997)
di Wes Craven
con Neve Campbell, Courteney Cox, David Arquette

Quando nel lontano 1998 andai al cinema a guardarmi Scream 2, me ne uscii due ore dopo tutto soddisfatto, perché avevo l’impressione di un seguito sostanzialmente superiore al capostipite in ogni suo aspetto (tranne il pur divertente prologo, ma non può certo essere una colpa il non riuscire a superare un incipit da urlo come quello di Scream). Il problema, però, è che si trattava di un seguito, e in quanto tale era per forza peggiore. Non se ne usciva. Perché il prologo organizzato in quel modo ormai ce lo aspettavamo. Perché Ghost Face continuava a bucare lo schermo in maniera pazzesca ma era ormai di famiglia. Perché tutte le meta-corbellerie e l’autoconsapevolezza avevano smesso di essere una fresca novità. Perché il finale con un killer col movente e uno semplicemente pazzo l’avevamo già visto. E insomma, perché era un seguito. Quindi migliore, sì, ma per forza peggiore.

La stessa impressione mi sono ritrovato addosso quando, un paio d’anni dopo, li ho rivisti in back to back prima di andare al cinema per il terzo episodio. E oggi, oltre un decennio dopo, quando mi sono fatto la maratona propedeutica a Scream 4? L’impressione non è cambiata quasi per niente. Dove il “quasi” fa riferimento a un’estetica un pochino più moderna, invecchiata meglio rispetto a quella del primo Scream, ma anche al fatto che il prologo è oggi semplicemente inguardabile, perché ti entra violentemente in testa l’immagine della presa per il culo di Scary Movie. Insomma, Scream 2, per quanto mi riguarda, è e rimane l’episodio migliore – spoiler – dell’intera serie.


Dai, come si fa?

Chiaramente, essendo un seguito, bisognava alzare il tiro in tutte le direzioni. Ecco quindi che, giusto per evitare equivoci sul livello di consapevolezza, ganzaggine e metadiquà e metadilà, Kevin Williamson iscrive tutti i suoi protagonisti alla facoltà di cinema (o, al massimo, teatro) dell’università locale. Ci si ritrova quindi con personaggi che non parlano d’altro che di cinema, dall’inizio alla fine, questa volta anche quando non stanno discutendo degli omicidi in corso d’opera. E metà delle discussioni vertono sulla natura dei seguiti, sulla difficoltà di realizzare un secondo episodio superiore al primo e su tante altre faccende del genere. Ma Williamson si scatena in tutte le direzioni e, oltre a tutta la serie di battute e battutine, gag e citazioni, oltre a un sacco di trovate davvero divertenti, oltre a Randy che spiega le regole dei sequel horror (e che questa volta, stranamente, forse grazie al discorso della cotta per Sidney, risulta simpatico per davvero), si mette a giocare un sacco con il film nel film.

Nell’universo di Scream, la giornalista rampante Gale Weathers ha scritto un libro sulle vicende di Woodsboro, da cui è stato tratto un film, Stab, che viene proiettato nelle sale proprio quando si aprono le vicende di Scream 2. Tutto s’accartoccia su se stesso, fra il killer che ammazza gente collegata in qualche modo a quella di due anni prima, Courteney Cox che fa battute su Jennifer Aniston e Sidney Prescott che si ritrova per davvero interpretata da Tori Spelling in Stab, come aveva ipotizzato per ridere nel primo Scream. Insomma, un gran casino, ma un gran casino che funziona benissimo, è divertente, ti fa sentire molto cool quando cogli le citazioni sottili, si incastra alla perfezione nel contesto (sono tutti geek cinefili, è normale che ragionino in quella maniera). E ovviamente non c’è solo questo.

Son passati tanti anni, ma vai a sapere: SEGUONO SPOILER MAL CAMUFFATI.

Anche l’anima horror di Scream 2, comunque indissolubilmente legata ai metagiochetti per gli atteggiamenti del killer e le reazioni delle varie vittime, è uno spettacolo. La parte con la neo-Buffy Sarah Michelle Gellar è solo un ottimo riscaldamento, e tutto il discorso della paranoia di Sidney nei confronti di chiunque le stia attorno è davvero ben orchestrato, ma è quando si scatena veramente il panico al campus che partono i fuochi d’artificio. Tutto il blocco centrale, con quella sequenza in pieno giorno in cui viene fatto fuori a sorpresa uno fra i personaggi più amati, proprio quando cominciava a star simpatico pure a me, è semplicemente splendida, e va mano nella mano con il successivo “omicidio” del futuro campione di wrestling. Belle scene di sangue, più convinte, cattive e meglio costruite che nel primo film. E da lì in poi, fra l’altro, Scream 2 non si ferma più, tirando dritto fino alla fine con quell’altra gran bella sequenza della macchina e quel finale che, sì, ha il problema del già visto, ma in ogni caso, ancora una volta, bene o male sapeva fregarti (anche se bisogna pure dire che se mi fai capire che tutti potrebbero essere il killer e non mi dai neanche un indizio decisivo, eh, te credo che mi freghi). Insomma, nonostante tutti quei problemi derivanti dall’essere il secondo episodio, Scream 2 è un altro gran bel vedere, se non superiore quantomeno pari al primo. E quanti altri secondi episodi di saghe horror possono vantarsi di esserlo?

La copertina del mio DVD è identica al manifesto là sopra, al di là del fatto che al posto di Jerry O’Connell e Sarah Michelle Gellar ci sono Liev Schreiber e Jada Pinkett. Mah. Ah, fra l’altro, parliamone, di questi bei DVD (anche quello del primo film) americani dell’epoca con l’immagine in letterbox e la qualità meh. Mah.


Fun Fact: il personaggio interpretato da David Arquette si chiama Dwight, ma tutti lo chiamano Dewey. Siccome in Italia Dewey non vuol dire molto e certo non fa venire in mente i nipoti di Paperino, chi ha curato l’adattamento di Scream ha pensato di cambiargli il nome in Lenny, soprannome Linus. Gran colpo. Peccato che poi in Scream 2 abbiano fatto finta di niente e abbiano chiamato il personaggio Dwight. Anche quando fanno le cose per bene, trovano il modo di rovinare tutto.

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