Mission: Impossible – Protocollo fantasma


Mission: Impossible – Ghost Protocol (USA, 2011)
di Brad Bird
con Tom Cruise, Jeremy Renner, Simon Pegg, Paula Patton

Allora, mettiamo innanzitutto bene in chiaro le premesse. Mission: Impossible: l’ho visto solo una volta, al cinema (più qualche pezzo a caso beccato zappando su Sky) e ricordo che mi divertì senza farmi impazzire, ma sono abbastanza convinto che oggi mi piacerebbe molto di più. Mission: Impossible II: all’epoca ero ancora fan sfegatato e irrazionale di John Woo, quindi mi piacque tantissimo e andai a vederlo due volte al cinema (e ne ho rivisto qualche pezzo a caso su Sky). Mission: Impossible III: non sono un grande fan di Lost, che ho mollato per disinteresse dopo due stagioni, e nonostante questo, quando l’ho visto al cinema, mi ha divertito, soddisfatto e convinto parecchio (e non ho mai rivisto pezzi a caso su Sky). Inoltre apprezzo molto la serie, di cui ero fanatico anche in TV da bimbetto, e soprattutto impazzisco ogni volta che sento la musichetta. Di questo Ghost Protocol sapevo (1) quel che si vede nei gasanti trailer, (2) che c’è Jeremy Renner e che da qualche parte ho letto che sostituirà Tommaso nei prossimi episodi, (3) che l’ha diretto Brad Bird (vale a dire Il gigante di ferro, Gli Incredibili e Ratatouille, vale a dire minchia), (4) che c’è Simon Pegg, (5) che Tommaso si è messo a correre fuori dal palazzo gigante di Dubai senza controfigura, (6) che Paula Patton è una gran topona, (7) che su IMDB ho letto – SPOILER – che anche questa volta c’è Ving Rhames e (8) che alla critica sta piacendo e Rogerino Ebert gli ha messo tre stelle e mezzo su quattro.

Insomma, sono entrato in sala con addosso una discreta fotta, inutile negarlo, ed ero quindi pronto a farmelo piacere a tutti i costi, perdonando senza quasi accorgermene questa o quella minchiata, ma anche ad essere deluso come un bambino a cui hanno appena spiegato che quest’anno non ci sono regali perché Babbo Natale non esiste c’è la crisi, casomai il film non mi fosse piaciuto. E, dunque, spoiler, il film è una bomba. Gli si può contestare che il cattivo ha il carisma dello zio ubriaco che arriva a rovinare la festa al matrimonio (solo che nel sacchetto di carta, invece della bottiglia di whisky, ha una bomba atomica) e che ogni tanto parlano un po’ troppo, ma per il resto davvero fatico a capire cosa gli si possa dire di male.

Quando è partita la solita musica sulla miccia accesa avevo letteralmente la pelle d’oca. Davvero.

È, semplicemente, un film divertentissimo, che mette da parte il romanticismo estremizzato dei due precedenti episodi (lasciandolo comunque sullo sfondo, più come elemento di storia personale e di motivazione dei protagonisti) e punta tutto sull’ironia a pacchi, su un’azione spettacolare e sul concetto di missione veramente impossibile o che comunque guarda quasi non ce la facevamo. Simon Pegg è in formissima e piazza una gag  dietro l’altra, la sceneggiatura fa l’autoconsapevole e scherza continuamente con i punti fermi della serie, la squadra funziona tutta assieme come è d’uopo in un Mission: Impossible, Jeremy Renner fa quello forse ganzo o forse no, non troppo convinto a causa del passato oscuro, pronto a prendere le redini ma per il momento comunque sottomesso al padrone, e Tom Cruise ha l’aria di chi si sta divertendo come un matto. Le scene d’azione sono bellissime e lunghissime, tutte intrecciate con gli intrighi, le maschere, le cose strane da fare e i piani impossibili e tutta la parte a Dubai è una roba di un bello pazzesco per spettacolo, tensione, ritmo, divertimento. Anche se l’inseguimento nella sabbia va forse un po’ lungo, o magari è solo che arriva dopo quello spettacolo precedente e che ci vuoi fare. Le gag funzionano, la tecnologia c’è, i colpi di scena pure, l’intrigo anche, il cast è ottimo e tutta la parte finale, giocata su tre piani diversi, con quel delirio al parcheggio e la fantastica coppia Renner/Pegg, è pure lei una meraviglia. No, sul serio, ma che devo dire, bene così.

E poi a un certo punto c’è SPOILER che sorride e io sono contento.

L’ho visto qua a Monaco, in due sole e ottime dimensioni e in un cinema bello ma normale. Ho come l’impressione che in formato IMAX certe scene ti prendano a schiaffi fortissimo. Settimane dopo aver scritto questo post, mi sono riguardato in Blu-ray tutti e tre i film precedenti, scrivendone qui, qui e qui.

8 pensieri riguardo “Mission: Impossible – Protocollo fantasma”

  1. IMHO, puntavo molto su questo film perchè a me MI è sempre piaciuto ma leggendo le tue parole: “È, semplicemente, un film divertentissimo, che mette da parte il romanticismo estremizzato dei due precedenti episodi e punta tutto sull'ironia a pacchi, su un'azione spettacolare e sul concetto di missione veramente impossibile o che comunque guarda quasi non ce la facevamo” mi è venuta ancora di più la voglia di vederlo anche se ho paura che sia diventato troppo ironico!!! Dimmi che non è un filmetto che deve strappare per forza la risata che evito di andare a vederlo al cinema…

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  2. Mah, non so se debba strapparla per forza, però a me l'ha strappata, quindi non è che abbia molto da lamentarmi. Simon Pegg, del resto, sta lì per quello, non è che ci potessero essere molti dubbi al riguardo. E il 90% delle gag ruota attorno a lui. Secondo me non stonano, sono incastrate bene, però è chiaro che se lo vuoi serioso rischia di deluderti.

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  3. Scelgo la tre: in inglese senza i sottotitoli. 🙂

    (Qua danno sia film doppiati in tedesco, sia film in lingua originale, ogni tanto anche in lingua originale coi sottotitoli, che però a me servirebbero a poco essendo in tedesco :D)

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