Priest

Priest (USA, 2011)
di Scott Charles Stewart
con Paul Bettany, Cam Gigandet, Maggie Q, Karl Urban

È sempre fantastico il modo in cui capita che qualcuno diventi l’attore di riferimento per un certo tipo di ruoli e, all’improvviso, si ritrovi a interpretare in fila una serie di personaggi più o meno sovrapponibili. Soprattutto quando accade per categorie bizzarre come, in questo caso, il personaggio tamarro e dall’affiliazione religiosa ambigua che si presta per dare adito a ottime e vendibilissime polemiche nei salotti bene. Ma d’altra parte, se sei Scott Charles Stewart e hai deciso di volerti costruire una carriera dirigendo film d’azione zarri che hanno a che fare con gli angeli, i preti e lo spirito santo (attendiamo ardentemente che gli venga affidato il film basato su Dante’s Inferno), non ha forse senso scegliere come tuo attore feticcio quello che ne Il codice da vinci andava in giro ad ammazzare la gente forte del suo corpo martoriato dal cilicio? E quindi ecco che si esordisce con Legion, una roba con gli angeli incazzati coi mitra e le mazze ferrate in cui Bettany interpreta il caduto arcangelo Michele, Tyra Collette ha subito l’immacolata concezione e porta in grembo il candido futuro dell’umanità, l’ira divina si manifesta sotto forma di un’invasione di zombi e cavallette guidate da un invasato Gabriele e finisce tutto con una jeep diretta verso il sole.

Immacolata concezione

E come opera seconda si passa a Priest, che ha una genesi quantomeno bizzarra. Io il fumetto coreano a cui si ispira non l’ho mai letto, ma Wikipedia ci insegna che parla di una lotta fra gli esseri umani e una posse di angeli caduti. Ora, messo così, pare quasi il seguito non ufficiale di Legion. Tutto perfetto, no? No, perché per qualche motivo nel film non si vede l’ombra di un angelo e i cattivi sono dei vampiri ciechi, stupidi, bavosi e bestiali, a parte Karl Urban che è intelligente, ganzo, si veste da cowboy e ruba la scena ogni volta che appare. Lo scontro fra umani e vampiri (o quel che sono) avviene in uno scenario western post apocalittico, nel quale ovviamente c’è un governo orwelliano che opprime e controlla l’umanità con fare dittatoriale. Solo che in questo caso il governo è la Chiesa, che ha come esercito un gruppo di preti ninja che lanciano shuriken a forma di crocifisso e hanno una croce enorme tatuata in faccia. Ah, c’è anche la nostra amata Maggie Q, che fa la prete ninja cazzutissima ma turbata perché patisce la castità e Paul Bettany le fa venire le scalmane. Sì, “la prete”. Ora, posso dire che mi ha stupito scoprire che questo film è uscito al cinema in Italia? Francamente mica me l’aspettavo.
Comunque, nel mondo di Priest, si diceva, la chiesa opprime (strano) e ha pure un po’ perso la trebisonda, al punto che i super sacerdoti divini capitanati da Christopher Plummer sono convinti di aver sconfitto definitivamente i vampiri (chiudendoli nelle riserve, perché vi ricordo che questo è un western) e hanno licenziato tutti i preti, costringendoli a vivere da barboni senza un lavoro. Anche perché chi lo assumerebbe uno pelato, con una croce in faccia e un rosario in mano? Solo che i vampiri esistono ancora, hanno un piano cattivissimo e stanno per far fuori tutti. Paul Bettany, che è ganzo, lo intuisce e non riesce a stare con le mani in mano (sarà che gli hanno rapito la nipote). Si ribella quindi al sistema, salta in moto e va a fare il suo dovere. Ed è così che, dopo venti minuti che sembrano usciti dal fratello scemo di Equilibrium, si passa a un’oretta di preti ninja che fanno le piroette e squartano mostri bavosi, Maggie Q che lancia sassi per aria perché così Paul Bettany può saltarci sopra al volo e volare verso l’infinito come in un Super Mario a caso, gente che si insegue in moto e treno e Karl Urban che digrigna i denti, fa l’accento da cowboy e prende tutti a pizze in faccia prima di essere sconfitto come un babbeo. Per una serata all’insegna del rutto libero, si può fare molto di peggio.
L’ho visto in Blu-ray, ottimo, e in lingua originale, ininfluente, per quanto l’accentaccio sfoggiato da Karl Urban abbia il suo perché. Ma insomma, le parti in cui parlano sono quelle meno importanti.

7 pensieri riguardo “Priest”

  1. Urban ti convince dunque?
    Perché al di là del ruoletto (che doveva essere ruolone) nella trilogia dell'Anello al suo primo ruolo da protagonista serio (Pathfinder) a me è sembrato davvero indecente. :\

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  2. Altro film visto più o meno alla sua uscita e che aspettavo con una certa ansia: mal riposta, ovviamente. Il fumetto si è totalmente perso con personaggi privi di mordente e combattimemnti tamarri all'insegna del cattivo gusto. Lo splatter e l'horror del fumetto non si sa dove siano andati. Che poi, la scelta degli attori non era neppure malvagia…poi vabbè, Maggie Q la sto seguendo anche nel nuovo Nikita e topa è e topa rimane ovunque. Karl Urban invece non riesco mai a inquadrarlo bene…stava da Dio in Le Cronache di Riddick e in Patchfinder mentre in Doom c'entrava una sega. Qui secondo me è come in Doom, non riesce a esprimersi tant'è che per questi ruoli cosi, ora come ora ho paurissima per il nuovo Giudice Dredd dove dovrebbe esserci lui a menochè non l'abbiano cambiato come attore principale.

    Comunque si, Priest è un filmetto abbastanza mal riuscito secondo me.

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  3. Edit: non ho detto nulla su Paul Bettany perchè a me lui piace molto da quando lo vidi per la prima volta nel grandissimo Gangster n°1. Secondo me se gli lasciavano i capelli lunghi del fumetto, sarebbe stato ancora più figo. Però la sua recitazione conta poco, è proprio il film in se stesso a non andare.

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  4. Io il fumetto l'ho letto, e anche apprezzato. Il film mi lascia parecchio scoglionato. Mi pare che, per assurdo, il personaggio del film che più si avvicina, in tutti i sensi, all'Ivan Isaak del fumetto sia proprio quello di Karl Urban… sia “graficamente” che “caratteristicamente”. L'abbigliamento western e l'essere il prete “corrotto” dai vampiri lo rendono paradossalmente molto più vicino al protagonista del fumetto di Paul Bettany con quella croce in faccia…

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  5. Allora, cerco di rispondere a tutte le questioni sollevate, ovviamente partendo da quella più off topic. 🙂

    [Karl Urban]

    Karl Urban secondo me fa parte di quella categoria di attori che se devono reggere tutto il peso del film sulle proprie spalle faticano abbestia, ma se li metti a fare da coprotagonista, spalla, antagonista, brillano. Penso anche a Chris Evans, che quando fa la spalla cazzona, tipicamente, si magna il film.

    Poi, poraccio, bisogna pure concedergli che giudicarlo sulla base di Doom è un po' ingeneroso. Insomma, tenersi sulle spalle un film inesistente come quello, con una sceneggiatura che non ti dà un dialogo decente e con di fianco uno carismatico come The Rock, non è esattamente facile.

    In Priest deve fare il ghigno cattivo, sfoderare lo sguardo perforante, indossare vestiti da cowboy, parlare con l'accento sghembo ed essere grosso. E mi sembra che queste cose le faccia molto bene.

    Per Dredd, sono perplesso. Teoricamente è appunto un ruolo da protagonista e mattatore assoluto, in cui, secondo quanto detto sopra, dovrebbe faticare. All'atto pratico, però, il carisma del personaggio sta nel casco, nella mascella e nella voce, quindi secondo me Urban può funzionare benissimo e dimostrare che se gli copri mezza faccia puoi fargli fare il protagonista. 😀

    [Priest]

    Sul confronto fra film e fumetto non mi esprimo perché, semplicemente, non ho letto il fumetto, e anche perché – se qualcuno di voi è tanto sfortunato da leggermi regolarmente dovrebbe saperlo – è una cosa che non mi interessa mai più di tanto. Per cui capite bene che se il nodo del vostro non gradirlo è il fatto che sputtana il fumetto, eh, lo capisco, eh, capisco perfettamente il sentimento, ma la cosa *per quanto mi riguarda* ha un peso relativo. Ce l'ha, ma relativo.

    Però, ecco, a me Priest ha (moderatamente) soddisfatto nell'ordine di idee in cui vai a noleggiare un film fanta-horror-western coi preti-ninja che sfrecciano sulle moto di Akira e combattono a colpi di crocifissi-shuriken dei vampiri-pellerossa e un vampiro-cowboy-prete-ninja-rinnegato. Da una roba del genere, il massimo che mi aspetto è un film tamarro, stupido, che duri il giusto e abbia un paio di scene d'azione decorose. Priest, secondo me, corrisponde alla descrizione.

    Questo non significa che sia un bel film, e non significa neanche che non sarei più contento se mi avesse stupito rivelandosi un bel film ma, oh, ripeto: se vado a noleggiare un film come questo, mi aspetto un film come questo. Secondo me, in quest'ottica, la sufficienza la stacca. 🙂

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  6. Eh lo so ma vedere un film tratto da un fumetto che fra le altre giudico un buon fumetto e vederlo sputtanato cosi in questo modo mi da una certa stizza.

    Fra l'altro, quoto in maniera apocalittica il commento di Grievaris visto che il personaggio di Karl Urban sembra più simile al personaggio principale del fumetto che non quello vero e proprio.

    Comunque si tratta di un filmetto pizza e birra…di certo si poteva fare di più, sia come ambientazione che anche come scene d'azione anche se devo dire che la parte del treno non era niente male.

    Riguardo Urban, non ho preso DooM e le Cronache di Riccick a caso. Lui protagonista non riesce se non in alcuni film, come ad esempio Patchfinder, truccato però in una certa maniera visto che la recitazione non è il suo forte. Fermorestando che poi nei film d'azione a me lui piace davvero molto (anche in Star Trek non era malvagio però).

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  7. Sisi, ma ripeto, capisco perfettamente la stizza. 🙂

    Per il resto, vedi che in fondo ci stiamo incontrando? La parte del treno è valida, sì. E se ti piacciono le tamarrate, dai, anche lo scontro con il vampiro palestrato è ottimo. 😀

    Poi siamo d'accordo che si può fare mille volte meglio.

    (In Star Trek, per l'appunto, Urban non era il protagonista ^_^)

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