Carnage



Carnage (Francia, Germania, Polonia e chiunque altro avesse soldi da mettere, 2011)
di Roman Polanski
con Jodie Foster, Kate Winslet, Christoph Waltz, John C. Reilly


Esagero a dire che probabilmente Roman Polanski è l’unica persona capace di dirigere un film come questo e in questo modo? Probabilmente sì, ma sono abbastanza convinto che non ce ne siano molti altri. Quando guardi un film ispirato a una pièce teatrale tutta dialoghi e personaggi finisci (quasi) sempre per avere l’impressione che paghi troppo le sue origini, che si adatti male al contesto cinematografico, che tutto sommato funzioni ma sì, insomma, mica tanto. E che sia pesantemente barbosa. Davanti a Carnage passi invece un’ora e mezza scarsa di puro godimento, mai uno sbadiglio, solo passione, ridendo come uno scellerato dell’intrecciarsi di quattro genitori che partono dal discutere l’accapigliarsi dei loro figli e finiscono per vomitarsi addosso insicurezze, rancore, emozioni represse, fastidi, dubbi, angosce in un tripudio di rabbia e infantilismo.

La casa dei Longstreet sembra quasi lo scenario di un film horror, coi protagonisti che vorrebbero andarsene, sanno di doversene andare, ma non ce la fanno proprio, trovano i motivi più futili per rimanere e finiscono risucchiati in un turbine d’orrore. Tutto si scoperchia, il bastone in faccia al piccoletto svanisce in una bolla di sapone e la giornata diventa una continua rissa per la sopravvivenza fra quattro persone che vogliono averla vinta a tutti i costi e sono disposte a cambiare continuamente idee, alleanze, amici, nemici. Il risultato è una vera carneficina emozionale, una rissa da strada ben più violenta di quel che dà inizio alle vicende e che nel frattempo, per altro, si è già risolto a tarallucci e vino.

E in tutto questo Jodie Foster, Kate Winslet, Christoph Waltz e John C. Reilly sono quattro attori meravigliosi, quattro facce splendide, quattro interpretazioni monumentali, quattro motivi che da soli varrebbero la visione del film, anche se non fosse stato scritto e diretto con una grazia, un’eleganza, una bravura fuori dal comune. Bellissimo.

L’ho visto adesso, perché in Germania è uscito a fine novembre, e l’ho visto ovviamente in lingua originale. Ora, non so come sia il doppiaggio italiano e non voglio mettere in dubbio che sia di qualità (anche se leggo pareri contrastanti), ma il fatto è che guardare un film come questo privandosi delle sue quattro voci significa farsi un grosso, grossissimo torto. Fra l’altro all’Apollo a Milano l’hanno proiettato in lingua originale, quindi se siete milanesi e siete andati a vederlo doppiato siete cattivi dentro.

9 pensieri riguardo “Carnage”

  1. Dopo averlo visto in originale a Venezia sono tornata a vederlo doppiato. Devo ammettere che non era troppo male, a parte un paio di scivoloni, però non regge comunque il confronto con le voci originali, anche perchè gli attori avevano lavorato un bel po' sulla cadenza.

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  2. L'ho visto qualche settimana fa perchè ci sta la Jodie Foster che amo moltissimo come attrice. Ecco, personalmente, al di la della sua parte ho trovato il film di una noia incredibile. Qualche spunto divertente ci sta ma oltre alla Foster non so, credo che non abbiano azzeccato troppo gli attori. Per me non il miglior film di Polanski.

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  3. Uah, io non l'ho trovato noioso, ma neanche per un secondo, me lo sono goduto dall'inizio alla fine. E ho trovato i quattro attori azzeccatissimi per i ruoli, oltre che tutti pazzescamente bravi.

    Che poi non sia il miglior film di Polanski è un altro discorso, lungi da me sostenere il contrario. 🙂

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  4. Guarda, la noia a me la danno le situazioni ripetute che qui si presentano in continuazione senza avere però un vero mordente ma messe in scena solo per fare…scena, appunto. Non nego che sia estremizzate per la commedia ma secondo me pesano troppo sulla scarsa creatività del regista nel voler mettere in scena qualcosa di più fresco. Cioè, mi sembra che Polanski volesse osare ma che si sia frenato non poco.

    Di recente ho visto un film simile che si chiama The Sunset Limited diretto da Tommy Lee Jones che è un prodotto per la televisione molto simile: ambientato tutto in una stanza con solo due attori, Tommy Lee Jones e Samuel L. Jackson. Non so se lo hai visto, nel caso negativo cercalo perchè è molto bello.

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  5. Mmm… capisco quel che vuoi dire, ma mi trovo in forte disaccordo, ci ho visto poco di fine a se stesso. Chiaro, il modo in cui a volte vengono “trattenuti” gli ospiti è un po' pretestuoso, ma del resto fa parte del materiale comico, e in ogni caso quel che viene fuori non è solo uno sclerare per amor di commedia (anche se il tono punta soprattutto su quello), c'è anche un'esplorazione delle coscienze umane neanche troppo banale.

    Poi è chiaro che se ti basi su uno spettacolo teatrale di questo tipo ti limiti in termini di spazi, ma secondo me Polanski è stato molto bravo anche nella gestione registica del film. Pensa solo a quanto quell'appartamento si trasforma piano piano da accogliente a mortalmente claustrofobico.

    Comunque, per carità, se non ti ha preso non ti ha preso, a me ha preso parecchio. 🙂

    Mi segno il film che consigli, grazie.

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  6. “c'è anche un'esplorazione delle coscienze umane neanche troppo banale”

    Insomma.
    Ho visto il film con la mia fidanzata ed eravamo d'accordo che i due genitori del “ragazzo cattivo”, sarebbero volati non fuori dalla porta ma fuori dalla finestra nei primi 20 minuti. Per me no, la situazione era abbastanza forzata.

    Comunque, questione di gusti, ovviamente 🙂 ma sto criticando molto un regista che mi ha dato grandi soddisfazioni e che metto fra i miei preferiti benchè è da qualche anno che non ci vedo per davvero quella creatività che ha reso celebri molte sue creazioni.

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  7. Suvvia, “neanche troppo”, mica dico che sia un'analisi approfondita.

    Detto questo, io avrei fatto volare fuori dalla finestra gli altri due, di genitori, dopo venti minuti, fai te. 😀

    Avvocato batte tutti.

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  8. “Avvocato batte tutti”

    Con quel suo trillo continuo…mmm, ho davvero scarsi dubbi a credere che in una stanza di persone “ragionevoli”, potesse resistere cosi tanto senza prendersi una mala voce da qualcuno eh eh eh 🙂

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  9. Eh, ma vedi, è uno dei temi del film, in cui fra l'altro rientra anche il fatto che questi si facciano sempre convincere a rimanere: l'apparenza, le “buone maniere” forzate, il non dire quello che vorresti, il ragionare solo in termini di quel che si suppone tu debba fare (e in fondo un po' tutta la faccenda si basa su questo, sul fatto che si ritrovano lì a cercare di fare “la cosa giusta” anche se in realtà, sotto sotto, è una cosa di cui non glie ne frega niente).

    Cmq per me davvero, dei quattro, è la persona che ne esce meglio, l'avvocato. 😀

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