Jurassic Park – The Game



Jurassic Park – The Game (Telltale Games, 2011)
sviluppato da Telltale Games


Il Jurassic Park di Telltale Games è un lavoro onesto, che non prova a nascondersi dietro una faccia da gameplay “classico” per farsi amici i giocatori di vecchia data e mira dritto a un pubblico di non giocatori (o gente a cui va bene anche “non giocare”), appassionati dei tre film, grandi, piccini. E mi sembra infatti fuori luogo criticarne l’assenza di gameplay, perché in fondo si tratta di un’assenza ricercata, fortemente voluta, e che nei momenti migliori del gioco funziona anche piuttosto bene. Il problema, casomai, è che se vuoi fare un film interattivo, una roba in cui passi tutto il tempo a guardare e fare due clic giusto per proseguire, beh, me lo devi fare con una qualità che a Telltale purtroppo non appartiene. Ed era evidente fin da quando hanno mostrato le prime immagini, che sarebbe stato così.

I lati positivi non mancano, a cominciare dai dinosauri, che – a parte qualche momento un po’ gommoso – sono davvero realizzati bene, animati in maniera spettacolare e con un utilizzo dei suoni eccellente (anche se alla fin fine si tratta di riciclare i materiali audio dei film). E quando scatta l’azione e ci si fa prendere dal quick time event, tutto sommato, a meno di odio per la categoria, ci si diverte, anche per una qual certa imprevedibile cattiveria nel mettere in mostra bimbi masticati in corrispondenza degli errori del giocatore. Questo accade grazie alla regia, al ritmo concitato, alla capacità di dare vita al senso del pericolo che queste creature generano. Insomma, quando si scappa dai dinosauri e ci si lascia prendere dall’atmosfera, Jurassic Park è divertente e anche piuttosto impegnativo, per quanto limitato nel suo concedere pochissime scelte, prevedere rarissimi cambi dell’azione sulla base di errori del giocatore e punire spesso solo con una diminuzione del punteggio.

Il problema è che poi c’è tutto il resto. Ci sono per esempio delle fasi pseudo-adventure ficcate dentro a forza, in cui ci si ritrova a risolvere enigmi insopportabilmente piatti, basati sullo spostare avanti e indietro cose per tre o quattro volte di fila. E soprattutto ci si ritrova a parlare, tanto, male, troppo. Dialoghi lunghissimi, verbosi, didascalici, mal scritti, all’insegna di un umorismo da quattro soldi, che coinvolgono personaggi poco interessanti e sono totalmente fuori contesto. Ma chi mai si fermerebbe a discutere del sesso degli angeli mentre sta scappando dai velociraptor o mentre cerca di salvare la propria figlia dai dinosauri incazzati? E vogliamo aggiungere che i dialoghi non si possono saltare e, talvolta, se fallisci una sequenza te li devi sorbire di nuovo? Aggiungiamolo.

Dopodiché, spiace dirlo, ma in un’operazione del genere la potenza tecnica conta, tantissimo. E Jurassic Park, semplicemente, non si può guardare. Lo sforzo produttivo c’è, e si vede: l’abbandono del taglio cartoonesco e il tipo di licenza richiedevano una qualità grafica superiore alla media dei titoli Telltale e l’impegno c’è stato. Bravi. Ma i risultati sono comunque quelli che sono e non riescono minimamente a riprodurre il senso di potenza, meraviglia, magia che si respira anche nella peggior sequenza della trilogia cinematografica.  Non metto in dubbio che il target di riferimento possa essere composto da persone che si accontentano, ma rimane il fatto che un Dragon’s Lair mi deve stupire con la maestosità della messa in scena. Se è scritto da cani e ha un motore grafico poco più che mediocre, dove sta il senso?

Fra l’altro, se a Back to the Future posso dare il beneficio del dubbio del for fans only, qui lo nego con tutte le forze. Paradossalmente, anche se questo mi sembra per certi versi più riuscito, non mi sento comunque di consigliarlo a nessuno, certo non a trenta euro, e io sono talmente fan dei film da aver apprezzato un po’ anche il terzo episodio. Inoltre penso che ci dovrebbero essere più giochi dedicati ai dinosauri, mi cruccio per come si è rovinato Dino Crisis e continuo a sperare in un Lost Planet ambientato sul pianeta dei dinosauri. Insomma, ero qui pronto a farmelo piacere, questo Jurassic Park. Ma trenta euro a questa roba non vanno dati.

2 pensieri riguardo “Jurassic Park – The Game”

  1. Va, iniziamo a lasciare qualche messaggio in questo bel Blog.

    Anche qui, confermo ne più ne meno quello che hai detto nell'articolo. JP è un prodottino che non ho ben capito a chi è rivolto…il QTE credo che sia la più grossa maledizione dei videogiochi dopo la vita che si rigenera all'infinito.

    Ora come ora, temo davvero per il gioco di The Walking Dead, visto che i diritti li ha presi sempre la Telltale. Ditemi che non sarà cosi…vi prego.

    Mi piace

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