The Good Wife – Stagione 1



The Good Wife – Season 1 (2009/2010)
creato da Robert King e Michelle King
con Julianna Margulies, Josh Charles, Matt Czuchry, Archie Panjabi, Chris Noth, Christine Baranski, Alan Cumming

Non esistono parole per descrivere quanto mi fa pietà il modo di usare le musiche di questo telefilm. Non c’è proprio modo, e quindi evito. Ma  è più in generale un certo qual tono, l’insistenza sul finale ganzo che taglia appena prima della battuta che tutti vogliamo sentire, la presenza dell’insopportabile detective donna di spessore, che quando fa la faccia da arrapata al bancone del bar sembra il ragionier Fantozzi di fronte alla signorina Silvani… insomma, la roba di cui avevo parlato qui. Tutte cose che erano tremendamente forti nel terribile episodio pilota e che mi avevano fatto passare completamente la voglia. Poi, però, spinto da forze oscure, ho voluto dare fiducia. E ho fatto bene.

Tanto per cominciare, The Good Wife è una serie che su diverse cose procede palesemente a tentoni, imparando per strada. Del resto la fiducia è aumentata in corsa, col passaggio dagli inizialmente tredici previsti a ben ventidue episodi, e le nuove forze inserite a quel punto nel team creativo hanno chiaramente portato il loro, centrando un sacco di correzioni che erano doverose ma non per questo scontate. Tanti degli elementi più stantii, infatti, si perdono mano a mano, lasciando spazio a una scrittura più armoniosa e meno incentrata – o comunque in maniera meno evidente – sui tormentoni e sulla ripetizione ciclica. Poi aumenta lo spazio dato a personaggi in precedenza un po’ trascurati, e in generale cresce il senso di coesione del racconto, andando a formare un’unica storia che procede passo a passo, incastrando tutti i suoi pezzetti.

Gli stessi “casi” della settimana, che non mancano mai, diventano via via sempre più interessanti, sia per quel che propongono, sia per come spesso si intrecciano con le vicende umane dei protagonisti, talvolta facendo da metafora, talvolta proprio riguardandoli direttamente. Un po’ come accade nei migliori momenti di Nip/Tuck, per capirci. E se da un lato, a conti fatti, non è che io abbia necessariamente qualcosa contro il caso della settimana (in fondo quanti telefilm ho seguito col mostro della settimana, il paziente della settimana, l’alieno della settimana?), sicuramente fa piacere che questi vengano utilizzati con una certa grazia. Aggiungiamo che The Good Wife è proprio scritto bene, al di là di qualche caduta, ha personaggi interessanti, al di là della maledetta detective, e sviluppa le sue due o tre cosette migliori in maniera credibile e convincente. Insomma, la frittata è fatta, sono dentro, voglio andare avanti, arrivo addirittura a consigliarlo.

Certo, il fatto che ogni singolo giudice debba per forza essere un po’ pazzerello, simpaticamente adorabile, con le sue piccole follie (o, al limite, corrotto), fa un po’ ridere. Ma vai a sapere, magari è veramente così. E, certo, la detective deve morire fra atroci sofferenze, ma la possiamo sopportare. Però lo spunto di partenza è intrigante, gli attori sono per lo più bravi, gli sviluppi sono ben strutturati e i casi della settimana sono spesso molto più affascinanti di quanto avrei detto e di quanto l’episodio pilota mi avesse fatto temere (certo, ce ne sono anche un paio all’insegna del fortissimo MACCOSA). E poi c’è Alan Cumming. Insomma, bene così. Anche e soprattutto tenendo conto che si tratta di una prima stagione palesemente messa assieme con lo scotch e senza aver troppo chiaro dove si sarebbe andati a finire. Per dirne una, dopo il raddoppio di durata, gli episodi dovevano essere ventidue, e infatti la stagione si conclude palesemente col ventiduesimo. Solo che poi ne hanno aggiunto un ventitreesimo. E non è un episodio, è un insopportabile “prossimamente” di quaranta minuti che si preoccupa solo di far annusare quel che verrà l’anno dopo. Ecco, la speranza è che l’anno dopo certe cadute di tono se le siano risparmiate. Perché il materiale per una gran bella serie, comunque, c’è tutto.

Sia comunque messo agli atti che sono andato avanti a guardarlo perché mi era stato fatto credere che avrei visto la detective prendersi delle centre in faccia e non è successo neanche una volta.

8 pensieri riguardo “The Good Wife – Stagione 1”

  1. 1) Dai che a 'sto giro ci sono anche io tra le forze oscure.
    2) Io non ti avevo mai detto nulla sulle pizze (meno hype, più gameplay).
    3) Ma la detective è alta 2 mele e poco più?

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  2. Stagione 1? Non sarai per davvero cosi indietro spero…

    TGW è una delle serie più belle in circolazione sugli avvocati – aggiungo anche Damages (le prime due, la terza mi ha deluso parecchio). Poco altro da aggiungere sinceramente se non il fatto che a breve inizierò la terza stagione.

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  3. La miseria, “così indietro”, che sarà mai.
    Conta anche che, a parte casi rarissimi, io guardo una stagione solo quando ce l'ho tutta pronta per gestirmela come mi pare. Mi smarrono troppo a seguire gli episodi settimanalmente.

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  4. Sisi, ma infatti la seconda la guarderò. È che semplicemente sulla prima ci sono caduto adesso.

    Neanche io ho problemi con l'inglese (saran dieci anni ormai, che non guardo nulla di doppiato), è che proprio mi fa cacare seguirle in contemporanea. 🙂

    Aggiungi che difficilmente ho il gasamento da “devo vederlo subito” e capisci che può serenamente capitare che veda una roba con anni di ritardo. Non lo vedo proprio come un problema. 🙂

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