I mercenari


The Expendables (USA, 2010)
di Sylvester Stallone
con Sylvester Stallone, Jason Statham, Dolph Lundgren, Jet Li, Eric Roberts, Randy Couture, Steve Austin, Gary Daniels, Terry Crews, Mickey Rourke, Bruce Willis, Arnold Schwarzenegger
C’è stato un momento in cui per qualche motivo un po’ di gente si è convinta che The Expendables sarebbe stato l’equivalente cinematografico (action) di prendere un NBA 2K a caso e organizzare un All-Star Game con Jordan, Bird, Magic, Russel, Doctor J, Shaq, Pelé, Maradona, Lendl, McEnroe, Alberto Tomba, Senna, Robocop, Er Monnezza e Mazinga Z. Nessuno l’aveva promesso e noi sapevamo che non sarebbe stato così. Sapevamo che Schwarzenegger e Bruce Willis avrebbero solo fatto una breve apparizione (fra l’altro “uncredited”, giusto per sorprendere quei due che non si erano accorti della loro presenza). Sapevamo che Stallone aveva raccattato solo chi gli dava retta e di Van Damme, Steven Seagal e Chuck Norris non se ne parlava. Sapevamo che non puoi avere dodici protagonisti e che per questo la maggior parte dei “nomi” avrebbero fatto poco più che le comparse, ognuna con la sua scenetta. Eppure c’era un po’ di brutta gente che faceva finta di niente, faceva spallucce e credeva alla favole. E che poi ci è rimasta male. Per fortuna ci sono anche persone in grado di avere aspettative sensate e di prendere le cose come vengono. 
Anche perché, parliamoci chiaro, quel rimanerci male lì è un rimanerci male che non rende giustizia a quello che comunque The Expendables è. Non la madre di tutti gli All-Star Game, certo, ma comunque un All-Star Game mediamente riuscito, con i campionissimi del momento, qualche superstar a fine carriera che ancora tiene botta, quello che ormai non ce la fa più ma l’hanno votato e quindi bisogna invitarlo, quel paio che si sono inventati un infortunio per non partecipare e quei due o tre che non c’entrano nulla ma per qualche motivo ci sono lo stesso. Ed esattamente come un All-Star Game, a conti fatti, The Expendables funziona: nessuno difende, alcuni stanno lì per far presenza e si mettono comodi in disparte, altri si vogliono divertire, più o meno tutti hanno il loro momento di gloria, qua e là ci scappa la giocata spettacolare che non potresti vedere da nessun’altra parte e poi, verso la fine, già che ci siamo, si prova a giocare davvero e a mettere in piedi una partita sensata, con del significato, in cui si lotta per vincere.
Ecco, quella roba lì, che bene o male ci guardiamo tutti gli anni, perché in fondo è piacevole star dietro al carrozzone, perché ci sono i momenti di stanca ma, cacchio, quelle due o tre giocate ti danno una scarica che levati e perché il bordello finale è uno spettacolo. Fra l’altro, siamo seri, guardiamoci nelle palle degli occhi: scorrete la pagina verso l’alto e date un’occhiata al manifesto e alla lista degli interpreti. Fatto? Ecco. Ok, non è quello che volevate ma, cacchio, non è comunque una roba di un certo spessore? Non è comunque un cross-over bello pesante che volevamo tanto vedere? Certo, sarebbe stato meglio avere lo stesso film vent’anni fa, però non è che ci si possa sempre lamentare di tutto, cazzo. Ed è altrettanto certo che se sei uno a cui piace solo la buona pallacanestro, il rispetto per il gioco, la partita tutta fotta e sudore dall’inizio alla fine, non ti potrai mai divertire davanti a questa roba. Anche se essere comunque davanti a ventiquattro di quei tizi che saltano in quel modo è una cosa insensata, specie se ti capita dal vivo, al palazzetto, con la gente che si esalta assieme a te nel guardarli (e, similmente, The Expendables è il tipico film che offre il meglio dal vivo, nel cinema pieno di buzzurri come te, che si esaltano, urlano e ti danno il cinque lanciando in giro bottiglie di birra).
E non è giusto, non rendergli giustizia, al povero Sly, che ha scritto un abbozzo di storia su un tovagliolo del suo pub preferito, ha messo assieme tutti quelli che trovava e ha tirato fuori un film che è tutto amore e passione per la carnazza becera dell’action movie di secondo piano anni Ottanta. Che ti piazza lì all’improvviso, senza alcun senso, una sequenza bellissima come quella dell’aereo. Che quando mette in chiesa i tre più grandi di tutti tira fuori un momento semplicemente meraviglioso. Che mette comunque in fila il siparietto giusto per ogni partecipante. Che regala una scena d’azione finale lunga, violenta, spettacolare, ritmata, rimbombombombombombombante in cui la gente si picchia fortissimo, Steve Austin picchia fortissimo Stallone, Jet Li e Jason Statham picchiano fortissimo Gary Daniels, Terry Crews lancia fortissimo i missili con le mani, Steve Austin si picchia fortissimo con Randy Couture e tutto esplode fortissimo.
E alla fine dipende tutto da come ti ci poni davanti, certo. Io mi ci pongo che mi sono divertito nonostante i tanti ovvi limiti, che per ogni cosa che non va (alla fin fine i cattivi non sanno farsi odiare, certo non come, che so, quello di 13 Assassini) ce ne sono due che vanno (vogliamo parlare di Dolph Lundgren o del solito monologo di Mickey Rourke che ogni volta è lo stesso e ogni volta ci commuove nel nostro DNA di uomini e ci fa reinnamorare di lui?), che magari nessuno ha lo spazio che ci piacerebbe avesse ma tutti hanno un lampo di quel che sanno fare meglio, che comunque è esattamente il film che mi aspettavo fosse. Magari non quello che speravo fosse, ma certamente quel che mi aspettavo. In più – occhio – è un film importante. Lo è non per la storia del cinema e magari neanche per questo decennio che inizia, ma certamente lo è per tutte le persone che lo hanno apprezzato e, diciamocelo, anche per quelle che volevano disperatamente apprezzarlo ma non ci sono riuscite. E che devono esserne liete.
Perché?
Perché dopo che Stallone si è messo a fare questa roba, ha cominciato a muoversi tutto quanto e sembra che adesso non si possano più fare film d’azione senza metterci dentro un tot di “nomi” a caso, tanto per. Hanno fatto un Fast & Furious V mettendo assieme l’All-Star di tutta la serie e infilandoci dentro The Rock che si picchia fortissimo con Vin Diesel. Stanno facendo secondo lo stesso criterio un quarto Universal Soldier con tutta la gente che ha popolato i primi tre e Scott Adkins come bonus. E Stallone, per The Expendables II (inevitabile, visto il successo del primo, con buona pace di tutti i Curzii Maltesi di questo mondo), si è messo da parte affidando la regia a Simon “ho esordito con un film divertente e poi non ci ho più capito nulla per vent’anni” West, con una scelta perfettamente in linea con il suo voler dare una mano a gente senza più carriera o dignità. Segue elenco che, oh, a me qualche scossa la regala.
Jason Statham, Bruce Willis, Sylvester Stallone, Liam Hemsworth (avremmo tutti voluto il fratello, ma si capiscono le ragioni), Arnold Schwarzenegger, Jean-Claude Van Damme, Jet Li, Chuck Norris, Dolph Lundgren, Scott Adkins, Terry Crews, Randy Couture.
Inoltre. Pare che Willis e Schwarzy avranno un pelo più di spazio, anche se di contro Chuck Norris apparirà probabilmente per due minuti circa. Van Damme sarà un cattivo che si chiama Jean Vilain e ci sarà una scena in cui si picchia fortissimo con Stallone. Steve Austin potrebbe tornare interpretando suo fratello gemello. Stallone sta cercando di tirare dentro chiunque altro gli passi per la testa e si è parlato con insistenza di Donnie Yen (non si è capito se per sostituire Jet Li o per picchiarlo fortissimo, io spero ci siano entrambi, ma temo nessuno dei due). Mickey Rourke non ci sarà perché è impegnato a girare un altro film con un mucchio di attori messi insieme a cazzo di cane e per questo lo perdoniamo, anche considerando che pare la sua uccisione a tradimento sia lo spunto di partenza, quindi magari stavolta ci scappa un cattivo da odiare per davvero. E Stallone ha dichiarato che questa volta l’amore sarà tutto rivolto con violenza verso i film di arti marziali. 
I rest my case.
Ne ho scritto adesso perché l’ho visto adesso, in Blu-ray, e me ne dispiaccio. Però il seguito andrò a vederlo in un cinema pieno di tedeschi ubriachi e mi divertirò quindi più di voi. Ah, visto in originale, The Expendables è un’esperienza lisergica. Ci sono solo attori “foreign” che non sanno parlare bene in ammerigano, attori che sanno parlare bene in ammerigano ma sbiascicano apposta, attori britannici e Sylvester Stallone. Non si capisce un cazzo.

2 pensieri riguardo “I mercenari”

  1. (mensola)

    Allora, con calma perchè qui si parla di roba seria.

    L'ho visto in BD anche io, sabato poemriggio, mentre Nadia preparava i – ROTFL – addobbi natalizi.

    a parte l'ovvio salto indietro di 15/20 anni, segnalo il podio:

    3) la sequenza dell'aereo ex aequo con la carica di stone cold su sly;

    2) il dialogo con Ivan Drago: sto morendo? beh, hai un buco vicino al cuore.

    1) BAM BAM BAM BAM BAM BAM la sequenza in cui Crows spara con il fucile automatico nei sottorranei, in particolare l'inquadratura in cui si vedono teste saltare e poi si vede lui, che in pratica è lo sprite di super contra che cammina verso la sinistra dello schermo.
    ROTFL li veramente ho rischiato l'infarto.

    questo pezzo 😀

    AHHAHAHAHAHAHA ma la faccia di steva austin e il modo in cui si allontana! ROTFL quando esce il 2?

    BAM BAM BAM BAM BAM BAM BAM BAM BAM BAM 😀

    "Mi piace"

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