Il regno del fuoco


Reign of Fire
(USA/UK, 2002)

di Rob Bowman
con Matthew McConaughey, Christian Bale e Izabella Scorupco

La prima volta che ho visto Il regno del fuoco era il 2002, ero al cinema, Gerard Butler era meno famoso del dottor Bashir di Deep Space Nine, Christian Bale era quello ganzo che forse non hai ben presente chi è ma a me piace un sacco e poi mi han detto che era il bambino di quel film di Steven Spielberg, Matthew McConaughey era il più famoso dei tre. Quasi dieci anni dopo, ho visto lo stesso film spaparanzato sul divano grazie a un DVD da cestone del supermercato e le cose sono un po’ cambiate, ma la sostanza è rimasta la stessa, ovvero quella di una scemenzina simpatica, divertente, con un bello spirito smargiasso da filmetto un po’ horror, un po’ fantasy, un po’ d’azione, un po’ Nati per Vincere su Italia Uno. Sigla.

Ok, non è la sigla di Nati per Vincere, ma quella non l’ho trovata e il senso si capisce lo stesso. Il regno del fuoco è il film con l’apocalisse e i mostri cattivi che hanno spazzato via l’umanità tranne una sacca di coraggiosa resistenza che finirà per ricacciarli a calci in culo nel buco da cui sono usciti. Solo che i mostri cattivi sono i draghi, proprio quelli fantasy che volano e sputano fuoco, e il buco da cui sono usciti è quello della metropolitana di Londra. Ora, il film di Rob Bowman (uno che si è fatto vent’anni di televisione, poi ci ha provato al cinema con questo, poi ha diretto Elektra e giustamente l’hanno rimandato in TV accompagnandolo con dei dolci coppini) cerca di viaggiare dall’inizio alla fine su quel simpatico confine, così tanto amorevolmente anni Ottanta, che separa la serietà dal cazzeggio.

L’impianto narrativo si prende sul serio, i draghi sono cupi, carnivori e violentissimi, i personaggi fanno battute su Camelot e approcciano la fisiologia dei dragoni con fare scientifico e alla fin fine è tutto un piangersi addosso, un rimpiangere il passato e uno sperare nel futuro. A stuprare qualsiasi dubbio che ‘sta roba voglia fare il film di spessore, però, ci pensa Van Zan, idolo delle folle: interpretato da un McConaughey ovviamente quasi sempre mezzo nudo, però tatuato come se non ci fosse un domani, disinteressato ad essere il bello della situazione, pelato, con il culo di un sigaro sempre in bocca, passa più tempo a grugnire che a parlare. Il film lo tiene praticamente in piedi lui da solo con le sue sbiascicate, mentre il resto fa da puro contorno di rappresentanza. Oltre a quello ci sono gli incontri coi draghi, tutti secondo copione, i personaggi che hanno scritto in faccia “morirò” lo fanno tutti al momento giusto e insomma ci si diverte in maniera buzzurra e tranquilla senza pretendere nulla di più.

I draghi fanno la loro figura, anche se ovviamente gli effetti speciali sono invecchiati un po’ peggio rispetto, che so, a un Jurassic Park qualunque. Bowman fa il suo sporco lavoro senza inventarsi nulla di particolarmente creativo e regalando una sola immagine davvero (molto) suggestiva, che però è copiata di netto da Pitch Black. E lo scontro finale, per quanto prevedibilissimo, funziona esattamente come funziona il timballo della zia ogni volta che lo mangi: sai cosa sta arrivando, non ti sorprenderà di certo, però è sempre un piacere. Vogliamo aggiungere che il dragone acquattato per terra che si muove guardingo e fa i versacci è affascinantissimo e caga ancora in testa a quello tamarro e noioso di Zack Snyder? Aggiungiamolo. E aggiungiamo anche che sull’uscita di scena di Van Zan, a un Dylan Dog Horror Fest qualunque, sarebbe scattata un’ovazione che rimbomberebbero ancora le orecchie oggi.

Alla fine era meglio lui di Emily Browning, dai.

Chiudiamo con un’altra sigla che ci ricorda di quando da piccoli guardavamo le cose educative in TV.

Non ricordo come Il regno del fuoco fosse doppiato, però guardarlo in originale è divertente per tutta la questione degli accenti e dei britannici che si azzuffano con gli yankee, oltre che perché Gerard Butler è sempre uno spacco da ascoltare, con le sue errre tutte spesse.

9 pensieri riguardo “Il regno del fuoco”

  1. Ecco, no, proprio no.
    Per me Il regno del fuoco è l'epitome del film brutto. Ma proprio brutto. Così brutto che non potrei sopportare di vederlo nemmeno per controllare se è davvero così brutto quanto mi ricordo.
    Mi rendo conto che forse questo mi marchia irrimediabilmente come un vecchio che non capisce le giovani generazioni, ma c'è una cosa che non posso perdonare a un film, ed è la mancanza di logica. Posso perdonargli di essere un film fatto con gli effetti speciali riciclati da Dragonheart, posso perdonargli di trattare i draghi come se fossero dei Godzilla qualsiasi, ma una sceneggiatura così brutta e priva di senso no. Non esiste che mandi un bambino tranquillamente a giocare nelle gallerie di un cantiere della metropolitana (e già qui…) e cinque minuti dopo lo stesso personaggio urli “Io l'avevo detto che c'era qualcosa di pericoloso in questo cantiere”! Non esiste che per il primo terzo di film mi racconti che i draghi sono ovunque e sono sensibili al minimo rumore e perciò occorre essere silenziosissimi, poi uccidi un drago e per festeggiare fai una festa da discoteca con centinaia di persone che ballano! Non esiste che mi racconti che i draghi bruciano tutto perché si nutrono di cenere! E potrei continuare a lungo. C'è una bella differenza tra il cazzzeggio e la boiata, e questo film non lo ha solo superato, lo ha travolto ed è andato diecimila chilometri oltre. Anatema!

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  2. Mah, al limite ti marchia come uno che si incancrenisce (lecitamente, eh!) su cose che a me non danno tutto 'sto fastidio. Poi potremmo discutere su quanto senso abbia stare a farlo per un filmetto di serie B che non ha certo pretese di essere chissà cosa, anche se sicuramente è meno “dichiaratamente” di serie b rispetto, che so, a Sharktopus (ma, insomma, stiamo comunque parlando di un film con Van Zan che combatte i draghi, eh). Ma non è quello il punto, ognuno ha le robe che gli danno fastidio.

    In ogni caso, faccio presente che:
    – nessuno dice “l'avevo detto che c'era qualcosa di pericoloso in questo cantiere” (ma tipo che ho appena controllato, eh :D) e in ogni caso il personaggio che fa andare il bambino nella grotta viene dipinto come una testa di minchia e il bambino lo manda nella grotta proprio con l'espressione da “vai, gioca, fatti male e vaffanculo te e quella rompicoglioni di tua madre”;
    – la festa da discoteca stona un attimo, però va pure detto che per quello stesso terzo di film ti fanno anche vedere che (1) ormai ci sono pochi draghi in giro (altro che ovunque: i draghi stanno lentamente sparendo e morendo di fame, non a caso il piano del protagonista è di resistere nascosti fino a che non saranno tornati in letargo) e (2) proprio per questo motivo carri armati, cannonate, elicotteri rombanti e casino vario (pure poi la carovana dopo) non attirano i draghi, quindi tutto sommato non è così folle che non ne arrivino attirati dalla festa. Certo, rimane discutibile che questi vogliano correre il rischio, ma sai, l'euforia, la botta improvvisa di speranza, hanno fatto fuori il drago che era in zona e li tormentava;
    – non mi è chiaro quale debba essere il problema in termini di logica interna del film sul fatto che i draghi si nutrono di cenere. O è solo che ti infastidisce che i draghi si nutrano di cenere per una questione di lesa maestà? O perché è scientificamente assurdo che si nutrano di cenere (e, scusa, ROTFL)?

    Poi non mi è troppo chiaro cosa ci sia di male nel trattare i draghi come dei godzilla qualsiasi, ma forse lì il problema è mio che non colgo la sacralità del drago. Per me è una roba normalissima, tanto quanto fare, che ne so, un film sui piranha assassini. Mentre ho l'impressione che il problema di partenza tuo sia proprio che i draghi non te li dovevano toccare, e da lì è tutta una valanga. 🙂

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  3. Ma fra l'altro su iPhone dovresti averlo visto con la versione mobile, che ho attivato da un tot (anche da prima di cambiare template). 🙂

    La testata figa non so se e quando mai arriverà, anche perché infilarla là sopra è un casino, è tutto spezzettato… 😀

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  4. Visto che ripasso di qui, colgo l'occasione per fare una precisazione. Non è che i draghi non me li devono toccare in assoluto, però un drago è un drago, cioè una creatura fantastica che ha una storia plurisecolare nella narrativa, e pertanto se decidi di usarla puoi decidere di aderire a ciò che il pubblico si aspetta dal drago, oppure di distaccartene in modo consapevole. Quello che non puoi fare è usarlo come un mostro qualsiasi che hai inventato tu cinque minuti prima. Ed è proprio quello che fa Il Regno del Fuoco: ti promette il frago e poi ci mette un mostro che è un drago solo perché avevano la CGI già pronta, altrimenti poteva essere un dinosauro, Godzilla o la carpa mutante di un film coreano e andava bene uguale.

    Nella fattispecie: se vuoi spiegare di cosa si nutrono i draghi, hai due strade di fronte a te. O li consideri creature magiche, e allora puoi inventarti tutto quello che vuoi, ma deve essere una spiegazione affascinante (tipo: i draghi devono nutrirsi del cuore di una vergine una volta l'anno, oppure c'è una gemma magica che fornisce loro l'energia e dalla quale non possono allontanarsi troppo senza indebolirsi, e così via); oppure li consideri creature reali, e allora devi preoccuparti di dare una spiegazione di come una creatura del genere possa muoversi, volare e sputare fuoco rispettando le leggi della fisica (o perlomeno dando una spiegazione che possa apparire plausibile almeno per la durata del film). “Mangiano cenere” è una stronzata perché è risibile come spiegazione scientifica, ed è brutta e triste come spiegazione magica.

    Notare, tra l'altro che una buona spiegazione, scientifica o magica che sia, offre spontaneamente spunti per portare avanti la trama. “Mangiano cenere”, invece, non va da nessuna parte, e infatti il film deve ricorrere a un finale scemo tipo “uccido il drago con una freccia dopo che nessuno ci era riuscito con i missili”.

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  5. “Quello che non puoi fare è usarlo come un mostro qualsiasi che hai inventato tu cinque minuti prima.”

    Perché? L'ho capito che a te non va bene, ma a me sì, quindi cosa vuoi che ti dica? 🙂

    Per me quelli sono dei bei draghi, sono evocativi, funzionano bene e me ne batte sega se la questione della cenere tu la trovi poco sensata, abbi pazienza. Non sono Godzilla o una carpa mutante, sono dei draghi: hanno le ali, svolazzano, sputano fuoco. Quello fanno. Non dovrebbero mangiare la cenere? Mi spiace, ma per me non è un problema, così come non è un problema se si decide di far correre gli zombi, se Dracula a seconda del film è o non è un seduttore, se i vampiri luccicano, hanno paura o no delle croci, apprezzano l'aglio e ti entrano/non ti entrano in casa, se per i lupi mannari serve l'argento o no ecc… Non sono elementi che mi danno fastidio e soprattutto non è sulla base di questi elementi che un film mi diventa bello o brutto.

    Mica voglio toglierti il diritto di pensarla diversamente, eh, voglio farti presente che non è NECESSARIAMENTE come la vedi tu. Si tratta, appunto, di come la vedi tu.

    Fra l'altro, i tuoi due esempi di spiegazione affascinante a me sembrano piuttosto tristi, certo non meno di “mangiano cenere”. E non vedo la necessità di dare spiegazioni scientifiche, anzi, in questo genere di film, spesso, metterti a spiegare come funziona il mostro è fra le cose peggiori che tu possa fare. E alla fine questo, per come si sviluppa, per come è strutturato, quello è: un film di mostri, in cui i mostri sono i draghi.

    BTW, il drago non è che lo uccidano con una freccia, lo uccidono tirandogli dell'esplosivo (attaccato a una freccia, certo) in gola. E tiraglieli tu, dei missili, in gola. 😀 Fra l'altro mi sembra perfettamente coerente con quel che ti ha mostrato il film fino a quel punto, considerando che il primo drago lo fanno fuori tirandogli una grossa lancia nella fazza. Insomma, è un film in cui ammazzano i draghi paracadutandosi e attirandoli in trappola per tirar loro una lancia. Non è che poi ti puoi aspettare molto di diverso, per il confronto finale.

    Ne riparliamo fra due mesi. 😀

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