The Walking Dead 02X03: "Sopravvivere"


The Walking Dead 02X03: “Save the Last One” (USA, 2011) 
creato da Frank Darabont e Robert Kirkman 
episodio diretto da Phil Abraham 
con Andrew Lincoln, Jon Bernthal, Sarah Wayne Callies 

Per quanto io sia massimo sostenitore dei vantaggi che vengono dal modificare, anche pesantemente, un’opera nel traslocarla da un mezzo espressivo all’alto, questo episodio si ficca tutto con amore nell’altro lato della medaglia, quello delle cose inventate a caso tanto per riempire un po’ e sfruttare in maniera pretestuosa le caratteristiche della narrativa seriale. Quarantacinque minuti (più o meno, via) in cui succedono sostanzialmente due cose, una di quelle due cose la si capisce a metà puntata se proprio si è tordi e per il resto è tutto un tirare per le lunghe con il solo obiettivo di arrivare alla fine in quel modo lì.

Il problema è che questi sono i classici episodi che se ti stai facendo la maratona tutto sommato passano via abbastanza lisci, e anzi ne riesci ad apprezzare a fondo gli aspetti positivi, con un paio di conversazioni azzeccate, una o due svolte importanti per i personaggi e l’incontro fra quegli altri due là. Insomma, la trovata dell’impiccato è carina, ci sono dei bei momenti di dialogo e il modo in cui si risolve la spedizione alla scuola, per quanto, ripeto, stra-telefonato, è un ulteriore bel mattoncino nello sviluppo della faccenda Shane. Il problema, però, è che a guardare questo episodio sette giorni dopo il precedente e altrettanti prima del successivo, invece, con per di più addosso la spada di Damocle della stagione breve, rischi di passare la maggior parte del tempo a chiederti perché te lo stiano facendo perdere, il tempo, e non si vada al dunque.

Sembra tutto tirato e stiracchiato per le lunghe, con quel montaggio alternato fra tre situazioni che vanno avanti davvero troppo più placidamente di come dovrebbero. E arrivato alla fine ho l’impressione che mi avrebbero potuto raccontare le stesse cose in metà del tempo, infilandoci del mezzo un po’ di sostanza in più. Insomma, la verità, forse, è che seguire le serie TV un episodio alla volta non fa davvero per me. Per dire, penso a Lost, al fatto che le prime due stagioni non mi hanno catturato e l’ho mollato lì, e mi chiedo quanto mi avrebbe fatto incazzare, col suo continuo girare in tondo perdendo tempo, se l’avessi seguito di settimana in settimana…

SPOILER SPOILER SPOILER

SPOILER SPOILER

SPOILER

Bisogna anche dire che, nel caso di questo episodio, c’è un bel giocare con la percezione di chi ha letto il fumetto. Io, purtroppo, non ho un ricordo chiarissimo di questa parte e non ricordavo, per esempio, che il personaggio di Otis in origine sopravviveva ben più a lungo. Avessi avuto in testa quella cosa, probabilmente, il finale dell’episodio mi sarebbe sembrato meno prevedibile, perché magari avrei dato per scontata la sua sopravvivenza. O magari no. Vai a sapere.

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