Killer Elite

Buongiorno, oggi parliamo di trailer un po’ furbetti.
Pregasi osservare il trailer di Killer Elite.

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Ora, questo trailer mostra le seguenti cose:
– un film in cui la gente non fa altro che spararsi addosso e picchiarsi FORTISSIMO dall’inizio alla fine;
– un film completamente incentrato su Jason Statham e Clive Owen che vogliono ammazzarsi;
– un film in cui a un certo punto un uomo e una donna limonano duro in piscina;
– Robert De Niro presentato come coprotagonista.
Nel film:
– le scene d’azione sono poche e molto lontane fra di loro;
– Jason Statham e Clive Owen si prendono a schiaffi veramente solo una volta e a Jason Statham non potrebbe fregargliene di meno di far fuori Clive Owen (per altro è discutibile anche affermare che Clive Owen voglia ammazzare Jason Statham);
– la scena in piscina non c’è;
– Robert De Niro interpreta un personaggio molto importante, ma in realtà appare pochino e i coprotagonisti veri sono attori che nel trailer non appaiono nemmeno.
Inoltre, questo trailer porta a livelli d’eccellenza la tecnica, comunque piuttosto diffusa nell’arte dei trailer, di appiccicare assieme cose che non c’entrano nulla l’una con l’altra. Praticamente qualsiasi cosa sembri un campo e controcampo, un tizio che parla con un altro tizio o magari gli spara, uno che gli esplode della roba addosso… qualsiasi cosa si veda dà l’idea di svolgersi in una maniera diversa rispetto a come accade nel film. Persino la sinossi su IMDB è sbagliata!
Aggiungiamo anche che ci sono gli Scorpions in versione orchestrale ed è chiaro che dopo aver visto il trailer uno si presenta al cinema aspettandosi un certo tipo di roba tutta tamarraggine, bordello, adrenalina e gasamento (e con Robert De Niro che spacca i culi dall’inizio alla fine). E magari rischia di rimanerci male. Senza contare che nel trailer c’è pure uno spoiler sul finale, anche se obiettivamente te ne puoi rendere conto solo dopo aver visto il film. Insomma, dovrebbero vergognarsi. Detto questo, passiamo a parlare di Killer Elite, che non è neanche male.
Tipo, per esempio, lui nel trailer non si vede, e io ho passato mezzo film a chiedermi dove cacchio potessi mai averlo visto prima. Poi per fortuna ci sono arrivato.

Killer Elite (USA, 2011)
di Gary McKendry
con Jason Statham, Clive Owen, Robert De Niro

Contrariamente a quanto potrebbe appunto far pensare il trailer, Killer Elite è un film che ci crede. Un film serio, di quelli ispirati a una storia vera e che raccontano fattacci che guarda una volta a mio cugino è successo davvero. Cosa racconti di preciso non lo dico, perché poi mi accusano di fare spoiler, però diciamo che Jason Statham ha dei validi motivi per ammazzare delle persone e che questo rappresenta un valido motivo per far incazzare Clive Owen. Da ciò nasce un film che l’alto tasso di basette e baffazzi potrebbe far definire “in costume”, ambientato negli anni ottanta e dal taglio tutto elegante, sofisticato e spionistico.

L’azione c’è, e quando c’è è anche parecchio valida, con una lunga scazzottata fra i due ganzi che davvero stupisce per visceralità, violenza, voglia di prendersi i suoi tempi, pulizia nella direzione, potenza delle centre che volano. E insomma, anche altri passaggi action hanno il loro perché e un discreto tasso di tensione e/o tamarraggine, a seconda dei momenti, da tutta la parte della cattura+fuga fra i tetti al ganzissimo momento di gloria di De Niro verso la fine. Il problema è che nel mezzo c’è un altro film, serio e posato, che cerca di essere qualcosa di più e ci riesce solo fino a un certo punto.

Dove Killer Elite crolla un pochino è quando prova a buttarla sul romanticismo, sia quello maschio da amicizia virile, sia quello di Giasone bello che perde la testa per Yvonne Strahovski. Non che si scivoli nel disastroso, anzi, tutto mantiene una sua dignità e scorre abbastanza bene, ma l’impressione è che fra ricerca del romantico, toni che quasi si vergognano del loro voler essere alti, impostazione da film di spionaggio serio che punta sulla ricostruzione d’epoca e sull’esecuzione elaborata di piani contorti che lasciano la violenza fuori campo, in disparte, con la scelta d’autore, quello che manca sia proprio lui, l’autore. E allora si resta lì di mezzo, a metà fra un film e l’altro, senza che nessuno dei due riesca davvero a sbocciare.

Quel che rimane, però, è comunque un film più che godibile, con due o tre scene molto ganze e un Robert De Niro che riesce a non fare la faccia da trota lessa cui ci ha abituato di recente e, anzi, funziona proprio bene.

Il film l’ho visto in lingua originale a Monaco, dove, come in buona parte del mondo civilizzato, è uscito. Di solito, in questi casi, per pubblicare il post aspetto l’uscita italiana. Ma IMDB non mi conforta al riguardo, quindi lo pubblico adesso e fine. Ah, guardarlo in originale ha il suo fascino, perché è pieno di britannici, gente che fa l’accento britannico e gente che prova a falsificare accenti britannici per non farsi sgamare.

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