[FF11] Fantasy Filmfest Shorts


Fantasy Filmfest Shorts (2011)

di gente varia, con gente varia

È una tranquilla domenica sera di inizio settembre, mi appresto a guardare il mio decimo film del Fantasy Filmfest (l’eccellente Perfect Sense) e, mentre pago il biglietto e scruto con l’occhietto furbetto le bionde ninfette barely legal che servono gli avventori al bar del cinema, noto un cumulo di oggetti, borse, cappellini, magliette e cianfrusaglie varie con il marchio del festival. Faccio finta di niente, ché gli ho già dato abbastanza soldi, ma mi cade poi l’occhio su un curioso DVD da dieci euro, e in pieno raptus Play.com faccio cenno al cassiere che oltre al biglietto del cinema voglio pure quello. 
E cosa ci trovo dentro? Nove cortometraggi dalla variabile provenienza: la maggior parte sono in lingua inglese (oddio, inglese: americano, australiano e via accentando), con inutile opzione per i sottotitoli in tedesco, mentre la manciata in altre lingue offre anche la possibilità di guardarli con sottotitoli in inglese. Tutto perfetto, insomma. Il genere è in linea con quello della rassegna e scivola quindi fra il fantastico e l’orrore, per una selezione di cortometraggi quasi tutti premiati a questo o quel festival e che, a parte un paio di robette discutibili, tutto sommato i suoi dieci euro se li merita. Anche perché il cofanettino include pure un secondo DVD con tre cortometraggi aggiuntivi, tre making of e un trailer.
Per quanto riguarda i cortometraggi veri e propri, è un po’ difficile descriverli senza svelare troppo, anche perché sono brevi e spesso incentrati proprio sullo stupirti con tre o quattro svolte a sorpresa nel giro di dieci minuti. Comunque ci provo, sottolineando come in ogni caso il tutto sia disponibile su Amazon (basta cliccare qui).
Quelli belli, simpatici, o perlomeno divertenti:
Arbeit für Alle è un cortometraggio tedesco che racconta di un’organizzazione che piazza dei giovani aitanti a fare da supporto per anziani che non sono più fisicamente in grado di gestirsi ma vogliono comunque proseguire le loro carriere. Tipo che li vanno a prendere a casa la mattina, li portano in giro sulla sedia a rotelle eccetera. L’anziano protagonista, però, svolge un lavoro piuttosto particolare. Monster è una deliziosa figata australiana, fatta con due soldi, che gioca sul grande classico “peluche che ti fa cacare sotto”. Itsy Bitsy è una scemenzucola su una coppia di giovani spasimanti americani che si trovano in casa una tarantola gigante. A Ninja Pays Half My Rent si descrive a sufficienza nel titolo. The Listening Dead è una bella favoletta horror tutta bianco e nero e invenzioni visive che sembra un po’ uscita dalla capoccia del giovane Tim Burton. The Saddest Boy in The World è il simpatico racconto autobiografico di un ragazzino che la prende bene.

Quello che meh:
Il giardino è una scemenza tedesca un po’ tarantinata su della gente che si porta le pistole a pranzo in un ristorante italiano e poi perde la calma.

Quello che non sarebbe neanche male, se non si prendesse così sul serio con quell’aria da guarda che autore ganzo che sono:
Las Horas Muertas è una specie di versione ridotta a quattordici minuti di Le colline hanno gli occhi, tutta cruda, sporca, sanguinaria e spagnola.
Quello che è una brutta conseguenza del successo di Shrek però presumo che un bambino ci si possa divertire anche se magari non coglie le citazioni e in ogni caso probabilmente è notevole a livello produttivo però davvero a me ha fatto schifo:
Tadeo Jones y el sótano maldito

Quelli che ci sarà un motivo se li hanno messi nel secondo DVD:
Why the Anderson Children Didn’t Come to Dinner è una roba assurda su una famiglia “madre + tre creature” tutta strana che sembra diretta da Wes Anderson dopo una lobotomia. Tadeo Jones è la precedente avventura di Tadeo Jones ed è la stessa tristezza, a parte il fatto che non ci sono dialoghi e quindi è in effetti un po’ meglio. Me è un videoclip emo realizzato in stile La Sposa Cadavere e musicato da tali ASP, gruppo rock depresso tedesco il cui cantante nella foto su Wikipedia sembra Adriano Galliani con in faccia il trucco dei Kiss.
Il giorno prima della domenica in questione, sono entrato in sala alla proiezione dell’ottimo Red State e mi sono visto iniziare davanti agli occhi una roba in tedesco. Mi sono poi reso conto che si trattava di un ottimo cortometraggio a tema zombesco ambientato in una suggestivissima Berlino. Purtroppo non ricordo minimamente il titolo e, fra l’altro, dato che non c’erano sottotitoli, può pure essere che i personaggi dicessero solo scemenze. Però, senza capire una parola, sembrava veramente un cortometraggio stupendo. Quindi, insomma, se vi capitano gli occhi su un cortometraggio di zombi tedesco ambientato a Berlino in cui all’inizio c’è un tizio che parla alla radio, dategli una chance. E magari poi ditemi come si intitola.

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