Una pazza giornata di vacanza


Ferris Bueller’s Day Off (USA, 1986)
di John Hughes
con Matthew Broderick, Mia Sara, Alan Ruck
Quando ero ancora un giovane imberbe in procinto di scoprire quanto possa essere difficile avere a che fare con le donne adolescenti se sei nerd, timido, un po’ sfigato e ti fai influenzare da quegli stupidi stupidi stupidi manga sentimentali, Una pazza giornata di vacanza era per me quel film che davano continuamente in TV, in cui c’era quel simpatico ganzo di Matthew Broderick che bigiava e della cui totale assenza di trama faticavo a capacitarmi. Insomma, i miei ricordi mi dicono che in quel film non succedeva sostanzialmente nulla. Ma d’altra parte i miei ricordi sono comunque un po’ vaghi, dato che, facendo mente locale, posso dire che, prima di riguardarlo un mesetto fa mi ricordavo solo tre cose: la parata, Charlie Sheen alla stazione di polizia e i titoli di coda.
Sempre facendo mente locale, mi viene da pensare di essere nato quei quattro o cinque anni troppo tardi per ricordarmi John Hughes come il cantore dell’adolescenza che è stato e che tutti ricordano con più affetto di me. Voglio dire, non ho mai visto The Breakfast Club (e fra l’altro due o tre anni fa l’avevo registrato con MySky ma poi mi si è rotto il decoder)! Certo, in Easy A ha nostalgia dei film adolescenzielli di John Hughes un personaggio interpretato da Emma Stone, che ha undici anni meno di me, quindi probabilmente mi sto facendo dei gran giri in testa senza senso. Rimane il fatto che per me John Hughes era quello di Un biglietto in due (quindi comunque uno ganzissimo, eh!). Cose che capitano.
Comunque. Il tempo scorre inesorabile e Matthew Broderick è passato dall’essere un giovane ganzo all’essere il vecchio, stempiato e sfigato marito di una che spero stia scomparendo dalla faccia della Terra come sembra. E mentre il tempo passava, m’è salito come un desiderio di guardarmi e/o riguardarmi i film di John Hughes. Desiderio alimentato anche dalla visione di Easy A e dal fatto che ancora rosico per quella registrazione di The Breakfast Club. Ora, vedi il caso, qualche tempo fa, smanacciando in una bancarella di DVD a una fiera estiva qua a Monaco, ho posato le mani su Ferris Macht Blau, edizione tedesca del film con Matthew Broderick che bigia. E ovviamente l’ho comprato, con il venditore che entusiasta affermava: “Ah, classik!”.
E com’è, Una pazza giornata di vacanza, visto oggi? Un gran bel cacchio di film, ecco com’è. È una bella commedia giovanile scemotta e spensierata, ma che allo stesso tempo ti infila dentro – grazie al fenomenale personaggio di Cameron – uno splendido tono malinconico e amaro. Fa finta di raccontare una giornata di cazzeggio e invece punta sull’amicizia, sulla crescita, sull’alienazione, sul tentativo di aiutare un amico in difficoltà. E sì, ovviamente per alcune cose è invecchiato, ma cacchio che piacere è ancora da guardare, cacchio che due o tre bei momenti di regia e, cacchio, nel 1986 un protagonista che parla tutto il tempo allo spettatore e che poi fa lo scemo in quel modo sui titoli di coda doveva essere una bella idea, no? Non so, io me la ricordo come una cosa che mi faceva impazzire, forse l’unico motivo per cui mi riguardavo il film ogni volta che lo passavano in TV. 
No, dai, anche per Charlie Sheen alla stazione di polizia. Guarda che bello, non è invecchiato per niente.

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