Thor

Thor (USA, 2011)
di Kenneth Branagh
con Chris Hemsworth, Anthony Hopkins, Natalie Portman, Tom Hiddleston, Kat Dennings, Stellan Skarsgård

Dovendo riassumere quel che penso di Thor, potrei sostanzialmente dire che è come Iron Man, solo che le parti comiche fanno meno ridere, le scene d’azione sono meno coinvolgenti e la storia è più noiosa. E in molti, probabilmente, a questo punto si inserirebbero dicendo: “Beh, allora è come Iron Man 2!”. Messa giù così, però, appare più deprimente del dovuto, e di quanto vorrei, anche perché poi sembra che voglia metterlo sullo stesso piano di quella polpettonata di L’incredibile Hulk, e lungi da me. In fondo Thor è un film che riesce a rendere guardabile una storia che racconta dei drammi familiari di divinità nordiche in armatura e dello sbarco sulla Terra di quelle stesse divinità sotto forma di supereroi. Insomma, dei fumetti Marvel. Ed è un bel risultato, specie se si ripensa a questa cosa qui.

Fra i pregi maggiori di questo Thor, comunque, almeno per quanto mi riguarda, c’è la messa in scena di un mondo veramente fantastico, luminoso, glorioso. È un film che non si vergogna dei suoi ponti di arcobaleno, dei suoi giganti di ghiaccio, delle sue pittoresche e titaniche figure, del suo Anthony Hopkins che gigioneggia in armatura. Non prova a nascondersi dietro tutine nere in pelle e ti schiaffa al contrario in faccia con coraggio e abnegazione il suo immaginario fantastico. E per quanto la potenza evocativa di Jack Kirby sia, ovviamente, tutt’altra faccenda, io questo l’ho apprezzato e l’ho trovato ben fatto, nonostante i mezzi tecnologici messi in campo non siano proprio quelli di James Cameron.

Certo, va pure detto che un Thor in tutina di pelle nera era un po’ dura da tirar fuori, ma insomma, ci siamo capiti. Il merito, comunque, non so quanto sia di Kenneth Branagh, che di fondo non mi sembra abbia fatto chissà quali miracoli, ma sicuramente è molto del mega progetto Avengers. Perché alla fin fine questi film a episodi un po’ tutti uguali l’uno all’altro, e che nella loro stessa natura trovano i propri limiti principali, sono riusciti a forgiare un immaginario visivo e narrativo che funziona, che trasporta sul grande schermo i fumettoni colorati riuscendo a dare loro dignità e credibilità all’interno di un universo simpatico, smargiasso, divertente, che si prende sul serio il giusto e funziona benissimo.

Certo, il rovescio della medaglia, in quello che comunque rimane un progetto bello ambizioso e che per il momento sta dando ragione ai suoi burattinai, è che ci ritroviamo fra le mani cinque o sei film un po’ tutti uguali fra di loro, un po’ tutti anonimi allo stesso modo, dove a conti fatti la differenza la fanno i momenti comici più riusciti e gli attori più bravi a cavalcare l’onda. E non è certo un caso se Robert Downey jr. si mangia tutto il resto, compreso probabilmente anche il film dell’anno prossimo (ma in Joss Whedon we trust).

Comunque sto divagando. Thor non mi ha fatto impazzire, perché le parti noiose mi hanno annoiato per davvero o magari semplicemente perché quella sera non ero predisposto, però alla fin fine è esattamente quella cosa lì. È colorato, è convinto, è divertente, quando vuole far ridere ci riesce benissimo, ci sono Samuel L. Jackson e Idris Elba, ha quei tre o quattro momenti da geek che mi han fatto venire i brividi, l’attrice che interpreta Lady Sif è una manza allucinante, c’è un cattivo un po’ sottosfruttato ma davvero bravo e c’è pure quel pizzico di malinconico romanticismo che mi piace sempre. E poi c’è Natalie Portman, che è piccolina, è magretta, ha spaccato i maroni, ma cacchio, ogni volta riesce a sparare un sorrisone di quelli che se li vedi sullo schermo gigante al cinema poi non capisci più nulla per i successivi dieci minuti. Insomma, non condivido l’entusiasmo di altri, ma poteva andare molto peggio.

L’ho visto al puzzolente cinema Museum di Monaco, in 2D, oltre tre mesi fa. Ne scrivo adesso perché l’altro giorno sono andato a vedere Captain America e m’è venuta l’ispirazione. Ah, ovviamente era in lingua originale, ma insomma, non è che faccia tutta ‘sta differenza. Credo. Anche se gli dei che si sparano le pose brit son divertenti

2 pensieri riguardo “Thor”

  1. Io lo dico dai tempi di Kyle XY (che a dispetto dei suoi momenti da teen-drama ha saputo prendermi come poche altre serie) che Jaime Alexander è una manza astrale. Finalmente trovo qualcuno che condivide.

    Incipit al commento a parte, ti quoto in toto giopep, precisando che l'interpretazione di Chris Hemsworth mi ha davvero convinto, facendomi vedere un Thor davvero simile alla sua controparte cartacea.

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  2. Ah, sisi, Hemsworth è solo ottimo. C'ha il fisico (al contrario di Hopkins: Odino dovrebbe fare ancora più impressione di Thor, e invece nel film è un nano), c'ha la faccia e il portamento e non sarà da Oscar ma recita comunque in maniera convincente. Adeguatissimo.

    E mi sta pure simpatico.

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